Soyuz, incidente al decollo: colpo ferale per l'esplorazione spaziale

Dopo il decollo dal cosmodromo di Baikonur il modulo spaziale che doveva raggiungere la Stazione spaziale internazionale ha avuto un problema al motore. L'atterraggio di emergenza di oggi è il più grave incidente dalla tragedia del Columbia

L'astronauta statunitense Nick Hague, membro della missione 57/58, prima del lancio dal cosmodromo di Baikonur l'11 ottobre 2018. FOTO EPA/Kirill KUDRYAVTSEV / POO

Sono vivi i due membri dell'equipaggio della Soyuz MS-10 che ha avuto un problema di motore subito dopo il decollo dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan avvenuto alle 10.40 ora italiana. Lo riferiscono fonti all'agenzia russa Ria Novosti.

A bordo ci sono i due astronauti Alexey Ovchinin e Nick Hague: erano diretti alla Stazione Spaziale Internazionale. Dalle prime informazioni il sistema di emergenza ha funzionato salvando la vita ai due cosmonauti.

Il problema ai motori si è verificato poco dopo la separazione del primo stadio del razzo. L’equipaggio ha avvertito la parziale assenza di peso e poi nuovamente un’accelerazione non prevista.

Soyuz, che cos'è e perché è importante

La Soyuz è l'unico veicolo spaziale che attualmente è in grado di assicurare collegamenti tra la Terra e la Stazione spaziale internazionale, ma è anche una delle tecnologie più datate. Il lanciatore e la navetta spaziale sono infatti il prodotto della corsa alla spazio dell'Unione Sovietica mentre con la sospensione del Programma Space Shuttle l'agenzia statunitense Nasa non ha ancora sviluppato una tecnologia per riportare l'uomo nello spazio.

Il problema nel lancio della Soyuz potrebbe rapprensentare un colpo ferale per il programma spaziale: le navette russe potrebbero restare a terra a tempo indeterminato mentre le compagnie che stanno lavorando per la Nasa condurranno un lancio senza equipaggio per testare la nuova navetta non prima del prossimo anno. Con il rischio di lasciare isolata la stazione spaziale.

Il momento dell'incidente alla Soyuz

Le capsule Soyuz possiedono due diversi sistemi di emergenza in caso di problemi od avarie al momento del lancio o nel periodo immediatamente successivo, in grado di assicurare il rientro della capsula in sicurezza.

Il primo, denominato Sas, separa la capsula dal razzo vettore, allontanandola per poi farla rientrare grazie a un paracadute di emergenza, e viene utilizzato in caso di problemi sulla rampa di lancio e nei primi due minuti e mezzo di volo: fino ad oggi è stato utilizzato solo una volta, nel 1983. Il secondo viene invece utilizzato dopo due minuti e mezzo ma prima dell'ingresso in orbita: anche qui la capsula viene separata dall'ultimo stadio dl razzo vettore e viene avviata una manovra di rientro balistica, simile a quella che viene effettuata normalmente al rientro della missione; in questo caso i precedenti sono due, nel 1975 e nel 1979.

La Soyuz, al contrario di quanto accadeva con gli space shuttle, non prevede però la possibilità di un "abort-to-orbit", ovvero la possibilità di raggiungere un'orbita stabile pur con una spinta ridotta, dal momento che il terzo stadio non trasporta combustibile sufficiente.

Soyouz, la diretta della Nasa

La capsula Soyuz Ms-10 lanciata da Baikonur e costretta al rientro per un'avaria al motore del razzo vettore è atterrata in Kazakistan, e l'equipaggio ha già preso contatto con il controllo missione: le squadre di recupero sono partite in direzione della zona di rientro.

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