I 43 studenti scomparsi nel nulla e una verità ancora troppo lontana

E' il quinto anniversario della scomparsa dei 43 studenti in Messico. Cosa è successo il 26 settembre del 2014 nello Stato meridionale di Guerrero? Le indagini sono in un vicolo cieco. Migliaia in piazza

Manifestazione a Città del Messico nel quinto anniversario della scomparsa dei 43 studenti ad Iguala. Ansa

A cinque anni dal giorno in cui 43 studenti sparirono nel nulla a Iguala, nello Stato meridionale di Guerrero, migliaia di persone hanno sfilato per le vie di Città del Messico. Per ricordare e denunciare. Cittadini, amici e familiari dei giovani "desaparecidos" sono determinati a chiedere giustizia e verità. 

Il presidente Andrés Manuel López Obrador, intanto, ha annunciato una ricompensa per chiunque offra informazioni utili alla cattura dei responsabili. "E' volontà di questo governo - ha detto - capire i fatti, apprendere la verità, trovare questi giovani uomini e avere giustizia". Il governo ha offerto una ricompensa di 10 milioni di pesos, pari a circa mezzo milione di dollari, per avere informazioni che possano aiutare ad individuare Alejandro Tenescalco Mejia, funzionario della polizia municipale di Iguala considerato una figura chiave nel caso e attualmente latitante, e altri 1,5 milioni di pesos per chiunque abbia qualsiasi altra informazione credibile.

Ad oggi, però, le indagini si trovano in un vicolo cieco e sono ancora tanti gli interrogativi su quanto accadde realmente nel 2014.

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I 43 studenti della Escuela Normal Rural di Ayotzinapa, nello stato di Guerrero, sono scomparsi a Iguala il 26 settembre del 2014: da un'indagine ufficiale - dettata dalla Procura Generale della Repubblica - è emerso che la polizia aveva fermato gli autobus a bordo dei quali si trovavano gli studenti, saliti sui mezzi per andare ad una manifestazione a Città del Messico in ricordo di un massacro di studenti avvenuto nel 1968, come era già accaduto in altre occasioni. La polizia aveva aperto il fuoco, uccidendo sei studenti e ferendone altri 25, mentre 43 vennero consegnati al gruppo criminale dei Guerreros Unidos che, credendoli membri di una banda rivale, li aveva uccisi, dando fuoco ai loro corpi. Una ricostruzione, questa, contestata da diversi investigatori indipendenti.

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A partire dal novembre 2014 un gruppo di esperti internazionali chiamato Giei (Gruppo interdisciplinare esperti internazionali) ha indagato sulla vicenda. Le conclusioni ribalterebbero la versione data dal governo: gli studenti si sono trovati nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Il Giei infatti ritiene che i giovani abbiano sequestrato per errore un bus contenente un grosso carico di droga destinato agli Stati Uniti e la polizia, complice dei narcotrafficanti, avrebbe agito per recuperare il mezzo.

Nel corso degli anni sono state arrestate in relazione al caso 142 persone, tra cui l'allora sindaco di Iguala e la moglie, 77 delle quali sono state rilasciate per irregolarità nei procedimenti.

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