Svezia, "nazi" all'assalto dei migranti: nel Nord Europa è emergenza razzismo

Da un lato le politiche di chiusura delle frontiere dei Paesi scandinavi, Danimarca in testa. Dall'altro il rischio di un'escalation di violenze firmate estrema destra: venerdì sera a Stoccolma è stata "caccia al profugo"

La Danimarca che, nella nuova legge sul diritto d'asilo, prevede la confisca degli effetti personali di valore ai profughi come forma di "risarcimento" per le spese sostenute per l'accoglienza. Dall'altro la Svezia, dove l'estrema destra conquista sempre più consensi, con Stoccolma teatro di una vera "caccia al migrante". L'emergenza immigrazione sta portando il Nord Europa, Paesi scandinavi in primis, verso una spirale di violenze e politiche repressive nei confronti dei profughi.

STOCCOLMA - Venerdì sera, a Stoccolma, decine di persone col volto coperto da sciarpe e cappucci hanno aggredito alcuni migranti nel centro della città. Gli autori dei pestaggi, "almeno un centinaio" secondo la polizia, sarebbero legati al mondo hooligans e neonazista. Nessun obiettivo particolare: qualunque persona "dall'aspetto straniero" è stata circondata e picchiata. Il tutto, mentre chi non partecipava al pestaggio lanciava volantini. Teatro delle violenze la centralissima Sergels Torg, un'ampia piazza pedonalizzata nel centro della città. In pochi minuti la polizia ha inviato decine di agenti in tenuta anti sommosa per riportare la tranquillità. Il bilancio è di oltre trenta persone ferite. "Per fortuna" hanno spiegato le forze dell'ordine, "siamo riusciti a intervenire in pochi minuti: gli assalitori avevano in tasca anche delle granate".

DOPO L'OMICIDIO - Secondo quanto riportato nel volantino, l'assalto è da leggere come reazione all'omicidio dell'assistente sociale Alexandra Mezher. La ragazza, 22enne di origini libanesi, è stata uccisa a coltellate, durante un litigio, da un giovanissimo rifugiato somalo lunedì in un centro di accoglienza per minori non accompagnati.

LA POLITICA SVEDESE - Solo mercoledì scorso il ministro degli interni, Anders Ygeman, ha annunciato che il paese espellerà circa 80 mila rifugiati degli oltre 160 mila che, nel 2015, hanno presentato domanda di asilo in Svezia.

LA POLITICA DANESE - Nella stessa settimana il parlamento della Danimarca ha approvato la riforma del diritto d'asilo, che prevede tra l'altro la confisca degli effetti personali di valore dei rifugiati. Il testo presentato dal governo di minoranza del primo ministro liberale Lars Lokke Rasmussen, votato da tutte le formazioni politiche della destra, ha ricevuto 81 voti su 109, in virtù del sostegno dei socialdemocratici, principale partito dell'opposizione. La norma ha attirato un diluvio di critiche, a cominciare dall'Onu, con il capo della diplomazia danese, Kristian Jensen, Kristian Jensen, costretto a dare spiegazioni al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani sulla politica per i diritti fondamentali adottata dal suo Paese. Come ha voluto far notare il capo della diplomazia danese, non saranno prese fedi nuziali o altri oggetti di chiaro valore sentimentale. La riforma prevede comunque non solo la confisca degli effetti di valore dei migranti, ma anche di diminuire i loro diritti sociali e di allungare i tempi per il ricongiumento familiare e la concessione dei permessi di soggiorno permanenti. 

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