Studentessa italiana bloccata in Spagna, tassista la riporta (gratis) fino in Veneto

Un aiuto generoso e disinteressato, quello di Kepa Amantegi, che merita di essere evidenziato. Un viaggio di 3700 chilometri dalla Spagna all'Italia, all'insegna dell'amicizia

Foto: EuropaToday

E' una storia di amicizia e di solidarietà che supera le frontiere, e che unisce Spagna e Italia, i due Paesi europei più colpiti dal Covid-19. La racconta EuropaToday: una studentessa italiana rimane bloccata in Spagna in piena emergenza coronavirus: un tassista la riporta fino a casa sua in Veneto. Gratis. Un viaggio di ben 3700 chilometri.  La giovane era rimasta bloccata all’aeroporto di Madrid. Negli ultimi mesi studiava con il programma Erasmus all'Università di Bilbao. Aveva prenotato dei voli per tornare a casa facendo scalo a Parigi. Ma all’aeroporto di Barajas, a Madrid, tutto il traffico aereo ha subito nelle scorse settimane cancellazioni e ritardi. 

Mercoledì scorso, Kepa Amantegi, tassista 22enne di Durango - città basca bombardata durante la guerra civile spagnola dai caccia italiani - è venuto a conoscenza per mezzo di un amico della storia della studentessa italiana intrappolata presso lo scalo di Madrid. Kepa si è offerto volontario per riportare la ragazza da Madrid a Bilbao. Solo fino a Bilbao in un primo momento. A Bilbao la giovane italiana ha scoperto che sarebbe potuta tornare a casa in aereo solo a giugno. Ormai coinvolto dalla disavventura, il tassista ha quindi ospitato la studentessa a casa sua, per poi mettersi in contatto con la polizia e l’ambasciata italiana per ottenere i permessi per riportarla in auto fino in Veneto dalla sua famiglia. 

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Sono partiti dai Paesi Baschi venerdì scorso, senza alcuna certezza di riuscire ad arrivare a destinazione. Kepa racconta di essere passato per vari checkpoint di sicurezza, ma non è mai stato bloccato né nel viaggio di andata verso l’Italia né durante il suo ritorno in Spagna.  Amantegi non ha voluto alcun compenso per il viaggio, nonostante sia la giovane sia i suoi genitori all'arrivo in Italia abbiano insistito. Kepa spega di aver trovato in Giada - così si chiama la studentessa - “un'amica per la vita”. “Alla fine la ragazza se lo meritava e, come mi diceva sua madre, le ho insegnato una lezione”. Ovvero che "il denaro non aggiusta tutto, specialmente in questi casi”. Un aiuto generoso e disinteressato, quello di Kepa, che merita di essere evidenziato.
 

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