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Corea del Nord, i dubbi degli Usa: "Non hanno la bomba a idrogeno, è una provocazione"

Le prime analisi raccontano una storia diversa da quella sbandierata da Pyongyang. Secondo la Casa Bianca Kim Jong-un non ha condotto un test con una bomba all'idrogeno, ma la paura di un'escalation è concreta. Obama chiede "una risposta internazionale forte e unitaria"

Tutti contro Kim Jong-un. A poche ore dalla notizia del possibile test nucleare condotto dalla Corea del Nord, la politica internazionale si interroga. Il presidente americano, Barack Obama, ha chiamato il presidente della Corea del Sud, Park Geun-Hye, e il premier giapponese, Shinzo Abe, riaffermando "l'irremovibile impegno" degli Stati Uniti per la sicurezza dei due Paesi e sottolineando la necessità di "una risposta internazionale forte e unitaria al comportamento incosciente della Corea del Nord".

TUTTI I DUBBI - Gli Stati Uniti stanno continuando a indagare, ma le prime evidenze raccontano una storia diversa da quella sbandierata dalla Corea del Nord. Secondo la Casa Bianca infatti le "analisi iniziali" mostrano che Pyongyang non ha condotto un test con una bomba all'idrogeno. "Continuiamo a lavorare per capire di più", ha detto il portavoce del presidente Barack Obama, Josh Earnest.

PAURA ESCALATION - E anche se il test (che ha causato una scossa di magnitudo 5,1) potrebbe essere solo un falso per aumentare le tensioni geopolitiche, i suoi effetti si sono sentiti sui mercati internazionali e anche su quello americano. I timori di una escalation nucleare hanno peggiorato le performance di Wall Street, già in affanno a causa del crollo dei mercati mondiali partito lunedì dalla Cina, causato la discesa del petrolio sotto quota 34 dollari al barile, un minimo che non veniva toccato dal febbraio 2009.

LE REAZIONI - Senza mezzi termini Barack Obama nella telefonata con Park e Abe ha condannato il test nucleare condotto da Pyongyang, e insieme a loro ha sottolineato come "tali azioni costituiscano l'ennesima violazione dei suoi obblighi ed impegni sulla base del diritto internazionale, compresi quelli contenuti in diverse risoluzioni delle Nazioni Unite". Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario di stato, John Kerry, che ha parlato con i ministri degli Esteri sudcoreano e giapponese, ribadendo la necessità di lavorare "a una risposta unitaria a livello internazionale alle provocazioni della Corea del Nord".

CINA CONTRARIA - La Cina, il principale alleato della Corea del Nord, ha dichiarato di "essere fermamente contraria" al nuovo test nucleare di Pyongyang, sottolineando che è stato realizzato "a dispetto dell'opposizione della comunità internazionale". Pechino "esorta immediatamente" la Corea del Nord "a rispettare il suo impegno di denuclearizzazione e ad astenersi da ogni iniziativa che aggraverebbe la situazione", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying.

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Commenti (2)

  • Ahhh gli americani. Non sono certi si trattasse di una bomba H ma chiamano il Giappone per condannare il test. La veritá é che nessuno sa nulla, perché la Corea del Nord é impenetrabile (giornalisticamente parlando).

  • Parlandone onestamente mi sento di dire che il signor Kim Jong-un, e la sua bomba, tramite i vari notiziari, mi ha rotto letteralmente le palle! Non tanto il personaggio in questione quanto i giornalisti che si destreggiano con la supponenza, a loro congeniale, dimenticando che anche il popolo italiano, non più tardi di un secolo fa, grazie ad un elemento che rispondeva al nome di Benito, si era messo, di fronte al mondo, nelle stesse condizioni. Con una leggera differenza economica, però. I coreani del nord, grazie alle loro risorse, possono alimentare ed incutere un certo timore, in quell'area; l'Italia di quei tempi (come ora, d'altronde), faceva, con le sue scenografie d'avanspettacolo, ridere i polli!

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