Perquisizioni in fabbrica e crollo in Borsa: "Dieselgate, Renault come Volkswagen?"

Crolla in borsa il titolo Renault dopo che la polizia antifrode ha perquisito alcuni stabilimenti del gruppo automobilistico per capire se siano stati manipolati dati sulle emissioni

Prima le voci su possibli "trucchi", poi il crollo in Borsa e infine la smentita secca e circostanziata. Il costruttore francese Renault crolla alla Borsa di Parigi con un -18,5% dopo la conferma della notizia di una perquisizione da parte del servizio antifrode transalpino. Secondo le prime informazioni pubblicate sulla stampa francese, l’ipotesi investigativa è che anche alcuni motori diesel Renault siano equipaggiati con un software che consente di eludere i controlli sulle emissioni.

Renault dal canto suo ha confermato di aver subito degli accertamenti presso i suoi stabilimenti da parte delle autorità della Francia, ma al tempo stesso ha puntualizzato che i suoi veicoli non presentano meccanismi di alterazione dei gas di scarico. Oggi in Borsa il titolo del gruppo automobilistico è andato a picco a seguito di voci di non meglio precisate "perquisizioni", trainando al ribasso diverse altri gruppi sul timore che vi fosse un allargamento dello scandalo che lo scorso settembre era esploso alla Volkswagen.

Con un comunicato Renault afferma che gli accertamenti in sede si inquadrano nelle analisi richieste dal ministero dell'Ambiente della Francia a seguito della vicenda Volkswagen. Parallelamente il groppo Psa Peugeot Citroen ha puntualizzato di non aver subito perquisizioni. Aggiungendo a sua volta che le recenti analisi richieste dal ministero francese non hanno evidenziato alcuna alterazione sulle emissioni dei suoi veicoli.

Il sindacato francese Cgt sostiene, su informazione dei suoi delegati locali. che sono stati sequestrati numerosi personal computer ai dirigenti Renaul nell’impianto di Lardy, in Essone, a sud di Parigi. I settori oggetto dell’indagine riguardano la divisione “omologazione e messa a punto dei controlli sui motori”. Analoghe perquisizioni, sempre secondo Cgt, anche gli impianti di Guyancourt (Yvelines), Plessis-Robinson et Boulogne-Billancourt.

Dopo il caso Volkswagen, Renault aveva annunciato investimenti per 50 milioni di euro per ridurre le emissioni inquinanti delle sue automobili.

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