La Russia mette al bando i Testimoni di Geova

La congregazione cristiana è considerata troppo radicale ed è vista come una minaccia, alla stregua dell'Isis e di al Qaeda

Battesimo dei testimoni di Geova

La Corte Suprema della Russia ha bandito i Testimoni di Geova, perché accusati di praticare una fede troppo radicale e di non essere abbastanza patriottici. La congregazione, secondo l'avvocato del ministero della Giustizia russo, sarebbbe "una minaccia per i diritti dei cittadini, per l'ordine pubblico e la pubblica sicurezza". A inizio aprile il ministero della Giustizia aveva inserito il movimento in una lista di gruppi estremisti, insieme all'Isis e al Qaida e oggi la corte suprema ha confermato questa decisione.

Il gruppo respinge ogni accusa ma il suo quartier generale a San Pietroburgo dovrà essere chiusi, insieme alle 395 associazioni locali sparse in tutto il territorio. L'avvocato della congregazione ha annunciato l'intenzione di fare ricorso alla sezione di appello della Corte Suprema e di sottoporre il caso alla Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo. 

Secondo l’Ufficio informazione pubblica della filiale italiana dell’organizzazione, "la situazione in Russia chiama in causa non semplicemente una confessione religiosa, ma diritti umani fondamentali", dove "una legge inizialmente rivolta a combattere il terrorismo si è trasformata in poco tempo in uno strumento assai efficace per combattere - e se possibile annichilire - tutto quello che non è 'ortodosso' nella Federazione Russa". Ora i testimoni di Geova possono essere "tacciati come 'estremisti' e quindi considerati (e trattati) come fossimo terroristi".