Usa, la Corte d'appello boccia il decreto Trump: no al ricorso della Casa Bianca

Il presidente chiedeva di ripristinare il blocco previsto dal decreto anti-immigrazione dopo la decisione del giudice federale di Seattle che ha annullato il "muslim-ban". E le compagnie aeree hanno già ripreso a imbarcare passeggeri dei sette Stati della black list

STATI UNITI - La Corte d'Appello statunitense ha respinto il ricorso presentato dal dipartimento di Giustizia Usa contro il blocco imposto al decreto anti-immigrati di Donald Trump, deciso dal giudice federale di Seattle. Washington chiedeva di annullare la decisione del giudice James Robart e di ripristinare il divieto di ingresso negli Stati uniti, per 90 giorni, ai cittadini provenienti da sette Paesi musulmani: Iraq, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen. 

COSA CAMBIA - Per il momento, dunque, la sospensione del divieto di viaggiare verso gli Usa per i cittadini di questi sette paesi musulmani rimane in vigore. Il giudice William Canby, a Phoenix, e il giudice Michelle Friedland, a San Francisco, hanno concesso tempo fino a domani alle 15 al dipartimento di Giustizia per fornire ulteriori argomenti a giustificazione della propria posizione. Analoga decisione è stata presa per gli stati di Washington e Minnesota, che dovranno fornire documenti dettagliati sulla loro opposizione al decreto Trump entro domani mattina.

LA SITUAZIONE - I 60mila visti per gli Stati Uniti che erano stati revocati a causa del decreto del presidente Donald Trump che vietava l'ingresso negli Usa ai cittadini provenienti da sette Paesi musulmani sono stati quindi ripristinati. Tutto merito della decisione del giudice federale di Seattle, James Robart, di bloccare il decreto.  

Abbiamo annullato la revoca provvisoria dei visti, imposta dal decreto presidenziale 13769. I titolari di visti che non sono stati fisicamente cancellati ora possono viaggiare se il visto è valido.

LA DECISIONE DEL GIUDICE - Il giudice Robart aveva emesso venerdì sera un'ingiunzione temporanea valida su tutto il territorio degli Stati Uniti, con cui ha di fatto bloccato il decreto di Trump. La decisione ha costretto il dipartimento di Stato ad agire di conseguenza, ripristinando i visti invalidati. E un analogo provvedimento è stato preso dal dipartimento per la Sicurezza interna, che ha fatto sapere che non imporrà alle compagnie aeree lo stop per passeggeri dotati di visto interessati dal bando disposto da Trump. Un passo con il quale, di fatto, il dipartimento sospende l'applicazione del provvedimento voluto dal presidente. I controlli alla frontiera esterna, ha precisato Gillian Christensen, tornano "alle procedure abituali".

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RIPRISTINATI I VOLI - E mentre migliaia di cittadini sono scesi in strada per protestare contro il decreto di Trump, in particolare a Parigi e Londra, alcune compagnie aeree hanno già ripreso a trasportare verso gli Stati uniti i cittadini dei sette Paesi a cui era stato momentaneamente vietato l'ingresso negli Usa. AirFrance, Qatar Airways, Lufthansa e Swiss hanno reso noto di avere applicato subito le nuove direttive della giustizia americana. "Da questa mattina (ieri, ndr) abbiamo applicato immediatamente la decisione presa dalla giustizia questa notte. Tutti i passeggeri che si presentano, se sono in regola e hanno documenti in regola per recarsi negli Stati uniti, saranno imbarcati", ha affermato un portavoce di AirFrance. Una linea di condotta identica è stata osservata da altre compagnie aeree nei riguardi dei cittadini dei sette Paesi interessati (Iraq, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen). Sui loro siti internet, Qatar Airways e Lufthansa hanno annunciato di essersi conformati al giudizio del giudice statunitense.

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