Nel nord della Siria ci si prepara "al peggio": Turchia pronta all'invasione

Ankara sta per avviare un'operazione militare contro i "terroristi", termine abitualmente utilizzato dalle autorità turche per definire anche le milizie curde. Onu: "Non sappiamo che cosa accadrà. Ci stiamo preparando al peggio"

Foto di repertorio

Ankara ha intenzione di avviare un'operazione militare contro i "terroristi", termine abitualmente utilizzato dalle autorità turche per definire anche le milizie curde. L'Onu "si prepara al peggio" nel nord della Siria, dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato che non muoveranno obiezioni a un'offensiva della Turchia contro una milizia curda. "Non sappiamo che cosa accadrà. Ci stiamo preparando al peggio", ha detto il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per la Siria, Panos Moumtzis, durante una conferenza stampa a Ginevra.

Turchia pronta a invadere il nord della Siria

La Turchia sarebbe determinata a "ripulire" la Siria settentrionale dai "terroristi" che minacciano la sua sicurezza. "Dall'inizio della guerra in Siria, abbiamo sostenuto l'integrità territoriale della Siria e continueremo a farlo. Siamo determinati a proteggere la nostra (...) sicurezza ripulendo quest'area dai terroristi", ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri di Ankara Mevlüt Cavusoglu, dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato che non si sarebbero opposti a un'operazione militare di Ankara contro le Unità di protezione del popolo, milizia curda che la Turchia considera fuorilegge.

"La Turchia procederà presto con la sua operazione a lungo pianificata nel Nord della Siria", ha annunciato la Casa Bianca in una nota. "Le forze armate degli Stati Uniti non sosterranno né saranno coinvolte nell'operazione e le forze degli Stati Uniti, avendo sconfitto il califfato territoriale dell'Isis, non saranno più nelle immediate vicinanze". "Il governo degli Stati Uniti", si legge ancora nella nota, "ha esercitato pressioni su Francia, Germania e altre nazioni europee, da cui provenivano molti combattenti dell'Isis catturati, a riprenderli, ma non li volevano e si sono rifiutati", ma "gli Stati Uniti non li terranno per molti anni e con un grande costo per il contribuente americano".

Turchia vuole "zona sicura" nella Siria nord-orientale

L'ufficio di Erdogan ha confermato che il presidente ha discusso con Trump al telefono del piano della Turchia di istituire una "zona sicura" nella Siria nord-orientale. Ankara, ha spiegato Erdogan, ritiene l'operazione necessaria per combattere i "terroristi" e per creare "le condizioni utili al ritorno dei rifugiati siriani nel loro paese natale". Oggi la Turchia ospita oltre 3,6 milioni di siriani fuggiti dalla guerra civile iniziata nel 2011. Ankara vuole trasferire fino a due milioni di rifugiati dal suo territorio. Nella sua telefonata con Trump, il presidente turco ha anche espresso la sua "frustrazione per il fallimento della burocrazia, militare e di sicurezza, degli Stati Uniti" nell'attuare l'accordo sull'area raggiunto nello scorso mese di agosto.

Le forze curdo-siriane hanno affermato di esser pronte a "difendere a ogni costo" il nord-est della Siria.

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