Uganda, il paese da incubo per gli omosessuali

Nel paese si cerca da anni di approvare una legge che sancisca la pena di morte. Amnesty International ha denunciato la violenta campagna anti-gay che pastori evangelici statunitensi hanno portato avanti nel paese

C'è un paese in cui gay e lesbiche sono perseguitati sia dal governo sia dalla popolazione: è l'Uganda. Nel paese africano si cerca da anni di approvare una legge che sancisca la pena di morte per gli omosessuali.

Secondo alcune organizzazioni per i diritti umani, gli omosessuali in Uganda sarebbero circa 500 mila, su una popolazione totale di 36 milioni; il 96 per cento dei cittadini ugandesi pensa che l'omosessualità debba essere estirpata dalla società. E' la percentuale più alta al mondo. Un reportage di The Post Internazionale racconta l'incubo in cui sono costretti a vivere gli omosessuali.

"Il caso più famoso rimane l'omicidio di David Kato, insegnante e membro dello Smug, considerato il padre del movimento per i diritti gay nel Paese. Nell'ottobre 2010 il tabloid ugandese Rolling Stone pubblica una serie di foto di noti attivisti gay, con tanto di nome e indirizzo, e una scritta: "Impiccateli". Anche David Kato è raffigurato nell'articolo e tre mesi dopo l'uomo viene trovato morto in casa sua, ucciso a martellate".

Sui media di tutto il mondo l'Uganda ci finì per la prima volta il 13 ottobre 2009, quando un parlamentare propose una legge che prevedeva pene più severe per chi venisse scoperto a intrattenere rapporti omosessuali, introducendo anche la pena di morte nel caso in cui il colpevole avesse "reiterato più volte il crimine", fosse malato di Aids, o qualora il suo partner fosse minorenne.

L'arco politico è unanime nella condanna degli omosessuali. Yoweri Museveni, il padre fondatore dell' Uganda democratica (un golpe guidato da lui mise fine alla dittatura di Apolo Obote nel 1985), condivide i pregiudizi sui gay tipici del popolo ugandese, ma non si è mai esposto al riguardo per timore dei danni alla reputazione dell'Uganda sul piano internazionale.

Amnesty International ha denunciato a più riprese la violenta campagna anti-gay che diversi pastori evangelici statunitensi hanno portato avanti in Uganda in questi ultimi anni, soffiando sul fuoco di un già violentissimo sentimento omofobo. Il più noto è Scott Lively, un fanatico attivista anti-gay americano. David Bahati, l'autore della legge anti-omosessualità, ha ammesso che l'idea di proporla gli è venuta ascoltando un sermone di Lively.  Fonte: The Post Internazionale

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