Ok di Usa, Francia e Gran Bretagna a esame all'Onu della proposta russa su Siria

Se Obama si dimostra pubblicamente possibilista su una soluzione diplomatica alla crisi siriana, il segretario di Stato John Kerry ha specificato che gli Stati Uniti sono in attesa di dettagli sulla proposta russa, ma non intendono "aspettare per molto"

Barack Obama, Francois Hollande e David Cameron hanno raggiunto un accordo per esaminare all'Onu la proposta russa di mettere sotto controllo internazionale le armi chimiche siriane: lo ha riferito un responsabile della Casa Bianca, che ha specificato che la discussione servirà a verificare l'applicabilità del piano e ad analizzare gli impegni da sottolineare all'interno della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Un altro importante "via libera" alla proposta di Mosca è arrivato oggi dal capo della diplomazia europea, Catherine Ashton. "Saluto la proposta avanzata al regime siriano di porre le armi chimiche sotto il controllo internazionale. Occorre farlo totalmente, nel più breve tempo possibile", ha spiegato l'Alto rappresentante Ue. "L'Unione europea è pronta ad apportare tutto il suo sostegno a ogni proposta e alla sua messa in opera", ha aggiunto Ashton, che si è detta favorevole all'intenzione espressa dalla Francia di "introdurre una risoluzione al Consiglio di sicurezza per rendere effettiva la proposta". Ashton ha espresso la speranza che "questo sviluppo faciliti la ripresa degli sforzi in vista di una soluzione politica al conflitto siriano". "Ci attendiamo che le autorità siriane si assumano le loro responsabilità consegnando gli stock di armi chimiche in sicurezza, in previsione della loro distruzione sotto una verifica indipendente, evitando che possano finire nelle mani di qualche altro attore", ha commentato il capo della diplomazia europea.

OBAMA NON ASPETTA E CHIEDE OK DEL CONGRESSO A INTERVENTO MILITARE

Ma se Obama si dimostra possibilista su una soluzione diplomatica alla crisi siriana, il segretario di Stato John Kerry ha specificato che gli Stati Uniti sono in attesa di dettagli sulla proposta russa, ma non intendono "aspettare per molto". Secondo Kerry quella soluzione è "la via ideale" per rimuovere dal regime siriano l'arsenale di sostanze nocive ma ha avvertito: "Il presidente la esaminerà attentamente. Ma non può essere una tattica dilatoria".

Più realistici e meno legati al mero tema delle armi chimiche le sei monarchie del Golfo (Arabia Saudita, Kuwait, Emirati arabi uniti, Qatar, Bahrein e Oman), che ritengono che la proposta di Mosca "non fermerà lo spargimento di sangue" dei siriani, affermazione fatta al termine di una riunione a Gedda dei ministri degli Esteri di questi paesi dal capo della diplomazia del Bahrein, sceicco Khaled al Khalifa.

HUMAN RIGHTS WATCH: "E' STATO ASSAD A USARE LE ARMI CHIMICHE"

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