Birmania, Usa allenteranno le restrizioni sul Paese

L'annuncio del Segretario di Stato Hillary Clinton dopo la vittoria del partito di Aung San Suu Kyi nelle elezioni suppletive

Gli Stati Uniti sono pronti a far cadere alcune delle sanzioni contro il Myanmar. È quanto ha detto il Segretario del Dipartimento di Stato Hillary Clinton all’indomani della vittoria del partito di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace nel 1991, nelle ultime elezioni suppletive, dove la Lega Nazionale per la Democrazia ha conquistato 43 dei 44 seggi in palio.


Cadranno in particolare le restrizioni di viaggio e ci sarà la possibilità per le aziende americane di investire in Myanmar, nome che è stato dato alla Birmania dalla giunta militare al potere dal 1989. Washington aprirà una propria ambasciata nel Paese e un’ufficio dell’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale. “Riconosciamo e accogliamo i progressi che hanno avuto luogo e continueremo il nostro impegno”, ha dichiarato la Clinton, sottolineando però che le restrizioni non verranno rimosse per “quelle persone e quelle istituzioni che rimangono contrarie a queste riforme storiche”, come riporta la Bbc.


Anche William Hague, ministro degli Esteri britannico, ha affermato che la Gran Bretagna potrebbe allentare alcune delle attuali restrizioni contro la Birmania, anche se “questo non significa un’immediata e completa apertura degli scambi commerciali”, anche a seguito anche del problema dei prigionieri politici rinchiusi nelle carceri del Myanmar. Questa apertura dei mercati occidentali è inoltre importante in quanto potrebbe fermare l’avanzata delle industrie cinesi nel Paese.


La Lega Nazionale per la Democrazia, guidata sa San Suu Kyi, aveva vinto le elezioni del 1990, ma la giunta militare aveva annullato il risultato del voto ed aveva condannato la leader birmana agli arresti domiciliari.  
 

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