Mini atomiche e missili tattici: la nuova strategia nucleare Usa

Il Pentagono ha pubblicato il “Nuclear Posture Review”, il documento che esprime le ambizioni di Trump riguardo l'arsenale degli Stati Uniti. Focus sui nemici: la Russia rimane al primo posto

Le bombe come deterrente, la paura di una guerra per mantenere la pace. Il Pentagono ha reso noto sul sito del ministero della Difesa degli Stati Uniti, il “Nuclear Posture Review”, la nuova strategia dell'amministrazione Usa sulle armi nucleari. Nel testo sono esposte le principali novità che riguarderanno l'arsenale, che secondo il Pentagono dovrebbe fungere da deterrente contro  le azioni russe degli ultimi anni. 

Il documento esprime al meglio le ambizioni del presidente Donald Trump:“Questo Nuclear Posture Review – ha spiegato il vice segretario alla Difesa, Patrick Shanahan – risponde alle odierne esigenze di sicurezza con una strategia nucleare su misura e capacità flessibili di deterrenza”.

Nuclear Posture Review: il documento integrale

“Una risposta – ha scritto il segretario alla Difesa, Jim Mattis, nell’introduzione al documento lungo 75 pagine – all’espansione dell’arsenale russo e alla natura della strategia e della dottrina di Mosca. È la prima volta dal 2010 che l’esercito americano ha spiegato cosa si aspetta sul fronte delle minacce nucleari nei prossimi decenni. Nel documento vengono sottolineate le preoccupazioni dell’amministrazione Trump per la Corea del Nord, l’Iran e la Cina, ma l’attenzione si concentra principalmente sulla Russia.

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Bombe nucleari nuove e a basso potenziale, depositi in Europa e stop alla riduzione degli arsenali: queste sono soltanto alcune delle novità contenute nel “Nuclear Posture Review”. Ecco nel dettaglio i punti principali:

Mini bombe atomiche

La nuova strategia del Pentagono prevede lo sviluppo di bombe nucleari a potenza ridotta, da circa un kilotone, quindi 17 volte meno potenti dell'ordigno sganciato su Hiroshima il 6 agosto del 1945. L'obiettivo di queste atomiche in miniatura sarà quello di compiere attacchi chirurgici con un numero ridotto di vittime. 

Stop alla riduzione degli arsenali

Il nuovo documento del Pentagono va contro la politica portata avanti da Barack Obama durante il suo periodo alla Casa Bianca. L'ex presidente aveva fatto di tutto per ridurre gli arsenali nucleari, invece Trump ha voluto introdurre gli ordigni nucleari tattici a bassa intensità e i missili balistici nucleari lanciati da sottomarini.

Bombe in Europa

Al momento gli Stati Uniti dispongono già di un arsenale con 150 bombe atomiche modello B-61 in depositi europei, di cui quasi la metà si trovano in Italia. Ma la nuova strategia Usa prevede di sostituire gli ordigni attualmente situati in Europa con le nuove bombe a potenza ridotta. L'obiettivo del Pentagono è comunque quello di progettare ordigni lanciabili da navi o sottomarini, in modo da non doverli conservare in basi fuori dagli Stati Uniti.

Il ritorno alla Guerra Fredda

La nuova strategia riporta la Difesa Usa ai tempi della Guerra Fredda. Vengono accantonati gli arsenali con missili e bombe trasportati da aerei e sottomarini, per fare spazio alle cosiddette 'atomiche di teatro', come quelle utilizzate nel periodo post Seconda Guerra Mondiale.

I nemici

Parlando di Guerra Fredda è quasi automatico fare riferimento ai nemici degli States. Nel documento del Pentagono vengono sottolineate le preoccupazioni di Trump per le minacce di Corea del Nord, Iran e Cina. Ma il centro del programma rimane per il nemico numero 1 che, come ai tempi della 'Cold War' in cui si chiamava Unione Sovietica, è la Russia.

Missili più moderni 

La strategia presentata nel documento conferma il piano di modernizzazione dell'arsenale messo in pratica dagli Stati Uniti. In particolare saranno tre le tipologie di missile e bombe che verranno rinnovati:

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  • missili balistici intercontinentali lanciati da terra;
  • missili intercontinentali lanciati da sottomarini;
  • bombe sganciate da bombardieri strategici

La Superbomba russa

Il Pentagono è convinto che la Russia stia sviluppando una nuova arma atomica, impossibile da intercettare. Questa superbomba, conosciuta come 'Status-6 AUV', nome in codice Kanyon, sarebbe una sorta di drone sottomarino in grado di trasportare singolo ordigno della potenza di 100 megatoni, circa il doppio della “Bomba Zar”, la più potente mai fatta esplodere dai russi. Tale bomba verrebbe fatta esplodere vicino alle coste degli Stati Uniti, provocando uno tsunami d'acqua contaminata dal cobalto presente nell'ordigno. Un'arma invisibile ai radar e dagli effetti devastanti e a lungo termine. Se venisse usata sul serio, sarebbe l'arma finale.

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