Venezuela, 150mila italiani nel caos: molti in fuga verso l'Europa

Il ministero degli Esteri sta rafforzando i presidi di alcuni consolati italiani in Europa. Il sottosegretario Merlo: "La posizione dell'Italia è quella europea, elezioni libere in Venezuela prima possibile"

"Temiamo il caos, la situazione è drammatica". A parlare è Nello Collevecchio, consigliere CGIE in Venezuela, si fa portavoce dei circa 150.000 italiani nel paese. "Non ci aspettavamo una situazione del genere".

Nella comunità italiana "non c'è chi si schiera" per Nicolas Maduro o per Juan Guaidò. "Magari ci sarà anche chi si sente più vicino ad una parte o all'altra, ma la nostra preoccupazione in questo momento è fare di tutto per mantenere quello che i nostri nonni o i nostri bisnonni hanno costruito 50 o 100 anni fa".

Che cosa sta succedendo in Venezuela

Molti italiani e italo-venezuelani si stanno trasferendo a Barcellona, o a Madrid e Tenerife. Per questo si stanno rafforzando i presidi di alcuni consolati italiani in Europa, per far fronte al crescente numero di richieste

Intanto il procuratore generale del Venezuela Tareck William Saab ha chiesto al Tribunale Supremo di Giustizia di vietare l'espatrio dell'autoproclamato presidente ad interim Juan Guaidò e di congelare i suoi conti bancari. Il procuratore ha spiegato di aver aperto un'indagine preliminare contro Guaidò a causa "dei violenti eventi" avvenuti nel paese e delle dichiarazioni di stati stranieri contro il governo del Venezuela.

Il procuratore è intervenuto dopo che gli Stati Uniti hanno trasferito a Guaidò il controllo dei conti bancari di Caracas depositati negli Stati Uniti.

Venezuela, la posizione dell'Italia

"La posizione dell'Italia è quella europea: elezioni libere in Venezuela prima possibile". Lo dichiara il sottosegretario agli Esteri, Ricardo Merlo, durante un'intervista a Radio Radicale.

"In un Paese in cui l'inflazione è al mille per cento, non si trova neppure la carta igienica nei supermercati e lo stipendio medio è di tre dollari, non è possibile che un presidente venga eletto con il 70% dei voti. C'è qualcosa che non va. Chiediamo che ci siano al più presto elezioni libere in Venezuela, monitorate dall'Onu e altri organismi internazionali".

"L'America Latina che sognavano San Martín e Bolivar non è quella che hanno messo in piedi i membri del socialismo bolivariano, il partito di Maduro - argomenta Merlo - Adesso bisogna cercare di evitare la violenza. In queste ore ci stiamo occupando del caso che riguarda Laura Gallo, attivista italiana arrestata a Caracas".

Laura Gallo arrestata in Venezuela

Laura Gallo è stata arrestata il 23 gennaio scorso durante una retata governativa e - secondo Merlo - sarebbe detenuta presso il comando di polizia di Yaracuy.

Al momento non c'è un capo di imputazione contro la nostra connazionale, cosa che probabilmente avverrà nelle prossime ore, quando Laura Gallo comparirà davanti al tribunale. L'attivista italiana risulta essere in buone condizioni di salute, sempre secondo quanto confermato dal consolato d'Italia a Caracas, e con la possibilità di comunicare verso l'esterno, si legge in una nota.

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