"Così le bombe italiane uccidono civili in Yemen" (eludendo l'embargo europeo a Riad)

Un'inchiesta del New York Times traccia il percorso delle armi vendute all'Arabia Saudita puntando i riflettori su una fabbrica in Sardegna che nel frattempo ha raddoppiato il personale

Bombe fabbricate in Sardegna sono state usate dall'Arabia Saudita nella guerra in Yemen e hanno provocato vittime anche tra i civili: la denuncia arriva dal New York Times che in prima pagina pubblica un video con quello che definisce "il percorso del commercio delle armi" che stanno insanguinando lo Yemen. 

La replica del ministero degli esteri

 "L'Italia osserva in maniera scrupolosa il diritto nazionale ed internazionale in materia di esportazione di armamenti e si adegua sempre ed immediatamente a prescrizioni decise in ambito Onu o Ue". E' quanto precisano fonti della Farnesina. Inoltre secondo fonti del ministero degli Esteri l'Italia è il paese che esporta meno armi.

"A titolo di esempio, nel 2015 il valore delle esportazioni di armamenti dall'Italia verso il Regno Saudita è stato di circa 257 milioni di euro, a fronte degli oltre 16 miliardi di euro di valore delle esportazioni di armi dalla Francia, dei 3 miliardi di euro di valore delle esportazioni britanniche e dei 270 milioni di euro di valore delle esportazioni tedesche".

Cosa ha scoperto il Nyt

Il reportage dura poco più che sette minuti: nel primo fotogramma si vede una bomba che esplode e la voce che ricorda come "lo Yemen sia immerso in un violento conflitto" da anni. E nel fotogramma successivo, un'istantanea presa dall'alto mostra un idilliaco paesino della Sardegna, circondato da due spiagge. 

Il quotidiano newyorkese mostra quelle che definisce "le prove" di bombe utilizzate non solo contro i combattenti Houthi sciiti ma anche contro i civili, e cita in particolare una famiglia di sei persone uccisa da una bomba. 

"L'Italia - riconosce il NYT- non è l'unico Paese che invia armi all'Arabia saudita. In base alla nostra inchiesta c'è stato un aumento sostanziale dell'export nel settore solo nel 2017". Il video mostra le immagini delle visite ufficiali a Riad della premier britannica Theresa May e del presidente americano, Donald Trump che il 22 maggio si è recato in visita a Riad firmando accordi per forniture militari di 110 miliardi di dollari. E dopo le immagini di container e camion, scorrono i volti del premier Paolo Gentiloni e del ministro della difesa, Roberta Pinotti.

L'Ue ha votato l'embargo per la vendita di armi a Riad

L'Italia, aggiunge il quotidiano newyorkese, sta 'approfittando' di una guerra per rafforzare la sua industria bellica, ma è lecito chiedersi "se il governo stia violando leggi nazionali e internazionali". Di sicuro quello che emerge è "un'istantanea sulla melmosa rete che alimenta i conflitti internazionali". 

il quotidiano newyorkese sottolinea che l'inchiesta ha richiesto mesi di indagini per seguire il 'viaggio' delle armi, dalla produzione alla consegna. Prima tappa allo stabilimento manifatturiero della RWM Italia in Sardegna, a Domusnovas, nella provincia di Carbonia-Iglesias.

Mauro Pili, ex presidente della regione Sardegna ed ex sindaco di Iglesias, denuncia da anni quelli che chiama i carichi della morte, in partenza dal porto di Cagliari; insieme ad altri "politici locali" ha documentato centinaia e centina di carichi, da quando il conflitto è iniziato. Per anni le consegne sono state fatte con aerei cargo che decollano dall'aeroporto di Elmas; ma negli ultimi mesi sono state caricate su navi in partenza dai porti dell'isola. Il reportage documenta i camion che spostano i container, a volte addirittura scortati da veicoli della polizia e dei vigili del fuoco come previsto in caso di movimentazione di materiale infiammabile ed esplosivo. Una enorme nave vista a dicembre nel principale porto sardo risulta "molto simile" a quella fotografata a Gedda una settimana più tardi.

L'azienda RWM, di proprietà della tedesca Rheinmetall Defence, vende a Riad le bombe della serie MK8, identificabili dalle matricole A4447: il New York Times ha trovato tracce di queste bombe in almeno 5 attacchi in Yemen, tra cui uno a un compound del governo nel nord e altri a piazza Tahrir, a Sanaa. In un bombardamento, le bombe hanno colpito una casa disabitata ma in un altro caso è stata sterminata un'intera famiglia, madre, padre e quattro figli, sorpresa dal bombardamento nel sonno. 

L'Italia sta violando la legge?

Il quotidiano ricorda che il governo italiano ha sempre insistito sul fatto che la vendita di armi all'Arabia Saudita sia legale, resistendo al pressing delle opposizioni (tra cui M5S) che hanno messo in guardia dal fatto che le armi potessero essere usate contro i civili. Il quotidiano fa notare come la legislazione italiana in materia di export di armi sia tra le più rigorose d'Europa, perchè proibisce la vendita di armi a Paesi in conflitto.

La Procura di Brescia ha aperto un'inchiesta

La vendita di bombe potrebbe violare anche i trattati internazionali che proibiscono la vendita di armi a Paesi che compiono conclamate violazioni dei diritti umani. Il Parlamento europeo a novembre ha votato per la terza volta l'embargo di armi a Riad, ma non sono mai state intraprese azioni nel Consiglio europeo, per la presenza di altri Paesi grandi esportatori, come Gran Bretagna e Francia.

La Farnesina contesa anche questo punto. Secondo fonti del ministero degli Esteri: "L'Arabia Saudita non è soggetta ad alcuna forma di embargo, sanzione o altra misura restrittiva internazionale o europea".

La società tedesca proprietaria della fabbrica di bombe nel frattempo, nonostante le numerose proteste della popolazione locale, ha raddoppiato il numero degli addetti, ha raccontato un ex dipendente. Il governo italiano ha garantito licenze per la vendita di quasi mezzo miliardo di euro in armi, di cui la maggior parte riguardano le bombe MK80, quelle ritrovate in Yemen.

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