Rifornimento self-service metano: la Commissione Europea dà il via libera

Da aprile il rifornimento autonomo per i proprietari di auto a metano potrebbe diventare realtà. Dopo l'ok dell'Europa si attendono le firme del Ministero dell'Interno e del Ministero dello Sviluppo Economico

Presto i proprietari di auto alimentate a metano potranno effettuare rifornimento da soli, proprio come avviene per i veicoli con motori a benzina o a gasolio. Una notizia che farà certamente piacere al milione circa di italiani possessori di vetture spinte dal gas naturale i quali attualmente devono obbligatoriamente contare sull'addetto della stazione di servizio per effettuare rifornimento (lo stesso avviene per le auto alimentate a GPL).

Metano self-service: via libera da aprile?

Ad annunciare che il self-service potrebbe presto diventare realtà sono Federmetano e metanoauto.com, che in un comunicato congiunto hanno annunciato la fine del periodo di consultazione in Commissione Europea riguardo lo schema di decreto che modifica il testo attualmente in vigore della norma inerente l’esercizio degli impianti di distribuzione stradale del gas naturale per autotrazione, che permetterebbe il rifornimento di metano in modalità self service. Il testo ha superato il vaglio europeo senza ulteriori osservazioni e variazioni e ora dovrà passare alla firma dei due ministeri competenti (Ministero dell’Interno e Ministero dello Sviluppo Economico) prima di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Un iter che dovrebbe concludersi entro la fine di febbraio 2019 e che vedrà entrare in vigore la nuova norma dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione.

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GPL self-service: la legge c'è, gli impianti no

Diversa la situazione per il rifornimento self-service di auto a GPL: per questo tipo di veicoli esiste già da novembre 2016 una norma (UNI 11647), che ha stabilito le disposizioni di sicurezza e i dettagli tecnici necessari al rifornimento autonomo. Nonostante la legge lo consenta, però, in Italia, dove pure esiste una rete di distributori GPL molto ampia e ben distribuita tra Nord e Sud, nessuna stazione di servizio consente il rifornimento self-service. Il motivo è che per mettere in pratica questo tipo di rifornimento, i proprietari di auto a GPL dovrebbero essere muniti di un tesserino che li identifichi e dotarsi di una scheda che contiene i dati anagrafici e la targa del veicolo, elementi necessari a far dialogare l’auto e la stazione di servizio. Oltretutto i titolari delle stazioni di servizio dovrebbero consegnare un dispositivo a radiofrequenza agli automobilisti (oltre a istruirli su come usare il bocchettone). In tal modo si consentirebbe l’erogazione solo al veicolo autorizzato, impedendo iniziative pericolose come il rifornimento di bombole destinate ad altri usi. Un procedimento complesso, che ancora non ha trovato attuazione nella pratica.

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