Tornano a salire i prezzi dei carburanti: è allarme "caro vacanze"

Per l'associazione dei Consumatori Codacons il rialzo dei prezzi alla pompa produrrà un aggravio di spesa pari ad oltre 400 euro a famiglia considerando rifornimenti e incremento dei prezzi per la spesa

Si rompe la tregua sulla rete carburanti nazionale e tornano a salire i prezzi consigliati alla pompa. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana dopo 5 giorni di stallo, infatti, IP e Italiana Petroli sono intervenute sui prezzi raccomandati di benzina e diesel con ritocchi al rialzo di 0,8 cent.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 14mila impianti:

  • benzina self service a 1,637 euro/litro (+1 millesimo, pompe bianche 1,616),
  • diesel a 1,510 euro/litro (+1, pompe bianche 1,491).
  • Benzina servito a 1,752 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,659),
  • diesel a 1,628 euro/litro (invariato, pompe bianche 1,533).
  • Gpl a 0,652 euro/litro (invariato, pompe bianche 0,638),
  • metano a 0,965 euro/kg (+1, pompe bianche 0,955).

Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di ieri: benzina a 473 euro per mille litri (-12), diesel a 487 euro per mille litri (-8, valori arrotondati).

Il Codacons lancia l’allarme “caro-vacanze” e chiede al Governo di intervenire per ridurre la tassazione sui carburanti.

“Già da domani i prezzi di benzina e gasolio presso i distributori di tutta Italia subiranno sensibili incrementi a causa delle quotazioni del petrolio che vola a 75 dollari al barile, ai massimi dal 2014 – spiega il presidente Carlo Rienzi – Le conseguenze per i consumatori, tuttavia, non saranno solo queste.

"Nelle prossime settimane si assisterà ad una crescita progressiva di prezzi e tariffe in tutti i settori, con una stangata per i cittadini che il Codacons stima in +415 euro su base annua a famiglia, tra maggiori costi per i rifornimenti e incremento dei prezzi al dettaglio”.

“Il rischio concreto è una impennata delle tariffe nel settore turistico che innescherà il fenomeno del “caro-vacanze”, con prezzi di aerei, traghetti, pacchetti vacanza e viaggi che saliranno vertiginosamente a tutto danno dei consumatori – prosegue Rienzi – Per questo chiediamo al Governo di intervenire tagliando la tassazione vigente sui carburanti, così come avevano promesso Salvini e Di Maio nelle scorse settimane”.

Fonte: Staffetta Quotidiana →

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