Dazi, Trump sfida l'Europa e il mercato dell'auto (e all'Italia potrebbe costare caro)

Preoccupazione per l'effetto dell'innalzamento della tariffa doganale del 20% che Trump vuole imporre sulle auto importate negli Usa per proteggere la produzione statunitense: gli autoveicoli con 4,5 miliardi nel 2017 sono la prima voce dell'export Made in Italy negli Stati Uniti.

Nel suo incontro di ieri con le case automobilistiche, il presidente americano Donald Trump ha proposto dazi del 20% sui veicoli importati negli Stati Uniti; su questi veicoli ricadrebbero anche standard sulle emissioni più severi di quelli a cui sarebbero sottoposte le vetture prodotte negli Stati Uniti. Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui Donald Trump ha preso di mira i produttori di auto europei, 'rei' di non realizzare sufficienti veicoli in America.

In base ad accordi siglati nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio, le auto importate in Usa sono soggette a dazi del 2,5% e camion del 25%. Le tariffe doganali non si applicano se il Paese di origine delle vetture ha un accordo commerciale con gli Usa.

Dazi Usa, effetti per l'Italia

Gli autoveicoli con 4,5 miliardi nel 2017 sono la prima voce dell'export Made in Italy negli Stati Uniti davanti all'agroalimentare che supera di poco i 4 miliardi. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti per l'Italia della tariffa del 20% sulle auto importate dall'Europa e dal resto del mondo negli Stati Uniti che Donald Trump ha annunciato di voler imporre, secondo il Wall Street Journal.

"Un proposito che - sottolinea la Coldiretti - alimenta incertezza sulle esportazioni Made in Italy che in Usa hanno raggiunto nel 2017 il record storico di 40,5 miliardi grazie ad un aumento del 9,8% rispetto all'anno precedente, proprio mentre sta per scadere la proroga di solo un mese dell'esenzione dai dazi sull'alluminio per l'Unione Europea".

"La decisione farebbe immediatamente scattare le ritorsioni da parte dell'Unione Europea che ha già varato una black list di prodotti statunitensi da colpire quali manufatti in ferro, acciaio e ghisa, barche a vela e a motore e prodotti dell'agroalimentare, dal mais al riso, dal bourbon al succo di arancia fino al burro di arachidi e molto altro."

"Il risultato - continua la Coldiretti - sarebbe l'estendersi della guerra commerciale a molti settori con scenari inediti e preoccupanti che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull'economia e sulle relazioni tra Paesi alleati.

USA mercato di riferimento per il Made in Italy

Gli Stati Uniti sono di gran lunga il principale mercato di riferimento per il Made in Italy fuori dall'Unione Europea. Le esportazioni di cibo e bevande verso gli Usa sono aumentare del 6% nel 2017 per un totale di circa 4 miliardi di euro, il massimo di sempre e gli Stati Uniti si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna con il vino che risulta essere il prodotto piu' gettonato dagli statunitensi, davanti a olio, formaggi e pasta. 

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