Revisioni auto, è scandalo: "Così danno l'ok ad auto malandate, troppe pecore nere"

La denuncia di Quattroruote: quattro auto messe male, malandate al punto da non essere in grado in linea teorica di superare la revisione e quattro centri su sei che, invece, le hanno promosse senza sollevare obiezioni

Un meccanico al lavoro. Foto archivio

E' una denuncia tutta da leggere quella del mensile Quattroruote: uno "scandalo revisioni" che farà discutere a lungo. Di che si tratta? Quattro auto messe male, malandate (per davvero), al punto da non essere in grado in linea teorica di superare la revisione e quattro centri su sei che, invece, le hanno promosse senza sollevare obiezioni. I controlli tecnici periodici spesso sarebbero effettuati con eccessiva disinvoltura nelle officine autorizzate. Una Fiat 500 del 2012, un'Alfa Romeo 159 Sportwagon del 2010, una Mazda 3 del 2004 e una Mazda 5 del 2012 sono le protagoniste del servizio: ai loro difetti iniziali i tecnici del Centro prove di Vairano della rivista hanno provveduto ad aggiungere carenze evidenti così da renderne inevitabile la bocciatura. Le auto sono poi state portate per il controllo periodico a sei centri privati di revisioni in varie province lombarde per l'effettuazione dei test di revisione.

I difetti delle vetture erano realmente importanti ai fini della sicurezza: freno a mano inefficace, luci e indicatori di direzione non funzionanti, fari anteriori orientati malamente (così da poter abbagliare gli altri guidatori, pressione dei pneumatici insufficiente, persino una marmitta bucata. Ciononostante, in quattro officine su sei non sono state sollevate obiezioni: soltanto in una officina di Rozzano e in una di Piacenza due auto sono state immediatamente respinte, mentre nelle altre la promozione è stata immediatamente ottenuta.

Sono tutti quanti segni di un malcostume italico che purtroppo sarebbe molto, molto diffuso, ma non certo nuovo. Il mensile aveva fatto una denuncia simile addirittura già nel 1998, e il "problema" non accenna a scomparire, come conferma con rammarico alla rivista il responsabile nazionale della Cna autoriparazione, Franco Mingozzi: "C'è un numero eccessivo di pecore nere - ha dichiarato - così l'utenza ha l'impressione che nella generalità dei casi si lavori in modo scorretto. E questo, per professionisti dell'autoriparazione delegati dallo Stato ad autorizzare la circolazione dei veicoli più anziani, è inaccettabile". A suo parere, a "barare" sulle revisioni non sono in pochi: "Il 10-15% del totale dei centri, ma, se si aggiunge chi chiude un occhio, si arriva al 30%". Vuol dire che, in media, considerando che in Italia si contano 8.805 centri di revisioni privati autorizzati, un centro su tre opera irregolarmente: un esercito di 2.600 pecore nere.

Troppa disinvoltura nei controlli? La tendenza sarebbe confermata anche dallo scarso rispetto delle misure anti-Covid: al netto di un centro di Cremona, dove agli inviati di Quattroruote è stata misurata la temperatura corporea, in nessuna delle altre officine è stato imposto il corretto distanziamento, né tantomeno è stato eseguito un trattamento di sanificazione sulle vetture, nemmeno quello più superficiale di maniglie, volante e pomello del cambio. Così non va.

Vale la pena ricordare intanto che l'Italia ha accolto la direttiva europea che in seguito all'emergenza-Covid ha prorograto di 7 mesi le scadenze di numerosi adempimenti relativi all'automobile, compreso quella della revisione periodica. Pertanto per i veicoli immatricolati in Italia delle categorie M, N, 03, 04 e Ts, quelli con revisione scaduta prima del mese di febbraio 2020, possono circolare sul solo territorio nazionale sino al 31 ottobre 2020 senza aver effettuato la revisione periodica o annuale. Quelli con revisione scaduta a febbraio, possono circolare sul territorio nazionale sino al 31 ottobre 2020 e sul territorio degli altri Paesi dell'UE sino al 30 settembre 2020. Quelli la cui revisione scade nel periodo compreso tra il 31 marzo 2020 e il 31 agosto 2020, possono circolare sul territorio dei Paesi Ue compresa l'Italia per i 7 mesi successivi alla scadenza prevista dalle norme vigenti in Italia. Infine i veicoli appartenenti alle categorie L (ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli), O1 (rimorchi con massa massima non superiore a 0,75 t) e O2 (rimorchi con massa massima tra 0,75 e 3,5 t) immatricolati in Italia, la cui revisione è scaduta o scadrà entro il 31 luglio 2020 - esclusi dall'applicazione del regolamento europeo - possono circolare solo in Italia fino al 31 ottobre 2020 anche senza aver effettuato la revisione.

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