Nuova tassa per le auto inquinanti: per una Panda si pagherà più che per una Bmw da 50mila euro

In manovra è stato approvato un emendamento che introduce un contributo per l'acquisto di autovetture basato sul meccanismo del bonus/malus ecologico. E questo genera una serie di paradossi: vediamo quali

Fiat Panda - Foto Wikipedia

Una Panda che paga più di una Bmw da 50mila euro, l’ibrida Toyota Rav4 non solo fuori dagli incentivi all’acquisto ma anche tassata e, in generale, un forte vantaggio per le vetture diesel. Sono alcuni dei paradossi del sistema di ‘bonus-malus’ sulle emissioni di CO2 sugli acquisti di auto nuove, inserito nella legge di bilancio. La norma, come vi raccontavamo stamattina, prevede che da gennaio 2019 all’atto dell’acquisto di un’auto nuova sia dovuto il pagamento di un’imposta parametrata alle emissioni di anidride carbonica della vettura. Sotto i 110 grammi di CO2 per chilometro non si paga nulla, sopra si inizia a pagare una cifra fissa che parte da 150 euro per le vetture fino a 120 g/km e che sale progressivamente fino ad un massimo di 3000 euro per le auto che emettono oltre 250 g/km. 

Parallelamente viene istituito un sistema di incentivi, sempre basato sulle emissioni di CO2, che riconosce un contributo di 1.500 euro per l’acquisto di auto che emettono tra 70 e 90 grammi per chilometro e che sale a 3.000 euro per quelle tra 20 e 70 gr/km fino ad arrivare a 6.000 euro per le auto che emettono da zero a 20 gr/km. La decisione di parametrare il sistema alle emissioni di CO2 fa emergere la prima contraddizione rispetto alle scelte che stanno operando molti enti locali di disincentivare il diesel per combattere l’inquinamento da polveri sottili nelle aree urbane. Le motorizzazioni a gasolio infatti emettono molta meno CO2 di quelle a benzina che invece sono molto più pulite dal punto di vista delle polveri sottili. Da qui nasce anche il secondo paradosso. La vettura più venduta in Italia, la Panda 1.2 a benzina euro 6 (prezzo di listino circa 11mila euro) con i suoi 125 grammi di CO2 per chilometro (dati Quattroruote) pagherebbe un’imposta di 300 euro, una cifra più alta di una grande berlina tedesca con motore diesel. La Bmw 518d, ad esempio, un duemila diesel euro 6 da oltre 53mila euro, con i suoi 116 gr/km pagherebbe solo 150 euro.

Bollo auto basato sui consumi: la rivoluzione

Non solo. Pagheranno più della Bmw anche le versioni Gpl e metano della stessa Panda, che normalmente circolano anche nei giorni di blocco del traffico nelle città, avendo rispettivamente emissioni di 129 gr/km e 125 gr/km. Non pagherà nulla, invece, l’unica versione diesel della Panda, la 4X4, che ha un valore di CO2 di 96 grammi al chilometro. Ma, anche questa una sopresa, pagherebbe 300 euro, quindi più della Bmw, anche la versione ibrida della Toyota Rav4 con i suoi 122 grammi di CO2 per chilometro. Restando sulle ibride, emerge anche che ci sarebbe solo un mini-sconto per la vettura ibrida più venduta in Italia nel 2018, peraltro non comulabile con altri incentivi nazionali: la Yaris Hybrid, l’utilitaria della Toyota, marchio che da solo copre circa il 70% del mercato nazionale delle ibride. L’auto emette infatti 84 gr/km rientrando appena nella soglia di 90 gr/km necessaria per accedere all’incentivo minimo di 1.500 euro. E che comunque rappresenta, sul prezzo di listino di circa 23mila euro, uno sconto di circa il 6,5%, inferiore a quello normalmente praticato dai concessionari che potrebbero inglobarlo nei loro margini di prezzo.

Restano comunque fuori dagli incentivi gli altri due modelli Toyota, rispettivamente la terza e la quarta ibrida più vendute in Italia: la Rav4 (che come visto pagherebbe 300 euro) e la Auris (94 gr/km). Quest’ultima sarebbe comunque non tassata in base al sistema bonus-malus. Ma anche qui emerge un altro paradosso: una ibrida da circa 25mila euro di listino che finisce nella stessa categoria ambientale di auto diesel di 10mila euro più economiche come la Fiesta o la Polo con motore 1.5 diesel ed emissioni intorno a 100 gr/km. Incassano l’incentivo massimo da 6.000 euro i due modelli elettrici più venduti in Italia (si parla complessivamente di circa 2.500 vetture vendute nel 2018) la Nissan Leaf da circa 33mila euro e la piccola Renault Zoe da 25mila euro. Un avvertimento: se state per spendere oltre 200mila euro per comprare una Ferrari 488 o una Bentley Continental sappiate che superano il limite massimo di emissioni e preparatevi a spendere 3.000 euro in più.

Tassa per auto inquinanti: cosa prevede la norma

Riassumiamo dunque le novità per gli automobilisti. Il disegno di legge di bilancio 2019 si arricchisce nel suo passaggio parlamentare di una modifica che introduce - per la prima volta in Italia - una nuova forma di fiscalità per i possessori di un'autovettura. È stato infatti approvato un emendamento che introduce un contributo per l'acquisto di autovetture, basato sul meccanismo del bonus/malus ecologico. "Dal 1 gennaio 2019 e per i successivi tre anni- spiegano il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Michele Dell'Orco, e il sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa - chi acquisterà e immatricolerà in Italia un'autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano, si vedrà riconosciuto un contributo economico fino a 6mila euro, calcolato sulla base della CO2 emessa per chilometro". Chi, invece, comprerà un'autovettura nuova alimentata con carburanti più inquinanti, dovrà pagare un'imposta che, anche in questo caso, sarà legata alle emissioni di CO2 del veicolo.

Attraverso questo meccanismo diventerà più conveniente acquistare vetture meno inquinanti. Per il governo ciò contribuirà al miglioramento della qualità dell'aria delle nostre città. "A questa misura seguirà - aggiungono Dell'Orco e Crippa - il Piano strategico per la mobilità sostenibile, che sarà pronto nei primi mesi del 2019, e che conterrà indicazioni fondamentali e concretamente operative sul trasporto pubblico per contribuire al raggiungimento degli obiettivi nazionali verso il 2030". La norma prevede che dal 1° gennaio 2019 le auto nuove saranno sottoposte ad una tassa che parte da 150 euro per quelle che emettono tra 110 e 120 grammi di CO2 per chilometro fino a 3.000 euro per quelle che emettono oltre 250 grammi di CO2/km. Parallelamente viene istituito un incentivo all’acquisto di auto nuove che parte da 1.500 euro per le auto che emettono tra 70 e 90 gr. Co2/km (come quelle a gas) sale a 3.000 euro per quelle ibride e arriva a 6.000 euro per le auto elettriche.

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Commenti (8)

  • E per magia i diesel non inquineranno più ! Ma v@ff@ncubo !!!

    • L'anno scorso ho comprato un diesel Euro6 che emette 99g/Km di CO2, zero NO2 e PM10 non misurabili, meno di una Panda eppure le domeniche ecologiche devo star fermo e guardare i furgoni degli ambulanti che appestano l'aria. Non credere nemmeno alla favola delle auto elettriche. L'energia elettrica in Italia la facciamo col petrolio e poi la Cina deve venderci le batterie che nessuno si è ancora preoccupato di trovare come smaltirle.

    • Ed infatti è così, almeno i Diesel Euro5 ed Euro6 emettono meno polveri di quelle che aspirano e molta meno CO2 di quelle a benzina. Purtroppo il 70% del parco circolante è a malapena Euro3 ed è un 70% che vota, quindi provvedimenti volti a colpire chi inquina per davvero non se ne prenderanno mai. Durante le domeniche ecologiche a Roma bloccano anche gli Euro6 diesel, ma i furgoni degli ambulanti possono circolare circondati da nuvole di fuliggine.

  • Deve pagarla chi ha prodotto una vettura che inquina mica le persone che non possono permettersi l'auto da 100.000.00 euro!

  • Sembra lo stesso concetto di Area C e tra poco anche Area B. Ti basta pagare e circoli, intanto loro fanno cassa!

  • Dunque ..... vediamo ... pago una tassa e continuo a inquinare liberamente??? Mah .... problema risolto???

    • E' come a Taranto: vuoi lavorare? ti tieni anche il cancro. Così fanno contenti i proprietari di quel 70% di auto che arrivano a malapena ad Euro3 e lo mettono nel didietro di chi ha fatto sacrifici per comprare un'auto nuova

  • Qua i giubbini gialli non bastano. Bisogna radere al suolo i palazzi della vergogna. Dai su svegliamoci

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