Chiamata d'emergenza eCall obbligatoria sulle auto nuove: cos'è e come funziona

Dal marzo 2018 il sistema di emergenza eCall sarà obbligatorio in tutta Europa su auto e furgoni di nuova immatricolazione. Italia pioniera per la sperimentazione

Da marzo una normativa dell’Unione Europea renderà obbligatoria la eCall - la chiamata automatica di emergenza al numero unico 112 – su tutte le auto di nuova omologazione. In sostanza, da parte delle istituzioni ancora un tentativo di limitare le vittime sulle strade, aumentando al massimo la prontezza del servizio di emergenza sanitaria grazie all’uso di tecnologie e connettività. Secondo le stime ciò potrebbe portare un miglioramento dei tempi di risposta del 50% nelle aree rurali e del 40% in quelle urbane. Un risparmio di tempo che può arrivare a salvare fino a 2.500 vite ogni anno in tutta l’UE.

Il primato dell’Italia

L’Italia è partita prima a sperimentare tutto ciò, anticipando il resto dei paesi europei. Da maggio infatti su 3 milioni di veicoli è attivo Private eCall grazie allaTsp Association – di cui fanno parte aziende come Europ Assistance Italia, Viasat, Vodafone Automotive, Tim, Way, Lojack Italia, Multiprotexion e GeneraliCar – e l’Areu Lombardia, Agenzia Regionale Emergenza Urgenza. Tramite le black box, dispositivi elettronici dotati di rilevatori Gps incorporati, vengono registrate le dinamiche del veicolo e in caso di sinistro un segnale di allerta è automaticamente trasmesso alla centrale operativa del Telematics Service Provider. Questo avviso si attiva da solo in caso di incidente - anche quando gli occupanti hanno perso conoscenza - generando un’immediata procedura che valuta la gravità dell’evento e invia i soccorsi necessari nei tempi più rapidi possibili.

Infografica eCall-2

In cosa consiste questa procedura?

“Il sistema è in grado di registrare ogni decelerazione importante ed escludere tramite algoritmi i falsi allarmi - afferma Riccardo Torchio, Marketing and Communications Director di Europ Assistance Italia –. Il resto viene trasferito tramite una chiamata dati ai nostri sistemi che secondo lo stato della vettura registrato e aggiornato è in grado di decifrare l’entità, declinarlo o richiedere assistenza diretta ad Areu Lombardia”.

In sostanza… si tratta di pochi secondi?

“Sì, puntiamo ad ottimizzare l’eCall in termini di tempo. Il conducente,mentre succede tutto ciò, già è stato localizzato e contattato per constatarne lo stato di salute”.

Perché Areu Lombardia?

“Areu Lombardia ha voluto fare da ponte pubblico per questo progetto pilota. È pioniera nel progetto e coordinata con il ministero dello sviluppo economico. Storicamente è stata anche la prima ad aver avuto il numero 112. In futuro potrà essere l’hub per tutte le chiamate italiane”.

Costi? Ci saranno ricadute sulle polizze assicurative per l’automobilista?

“Il servizio sarà incluso nella Rc auto o nella garanzia dell’automobile. L’Italia, del resto, è il paese in cui la telematica ha maggiormente attecchito. Un esempio? Lo sviluppo delle black box o l’introduzione di tariffazioni migliori con gli accelerometri. Le prospettive ad oggi dunque sono molto positive. E noi speriamo per il meglio”.
 

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