Dl Crescita: consulenti lavoro, semplifica requisiti benefici fiscali 'impatriati'


Roma, 30 mag. (Labitalia) - Il 'decreto Crescita' ha inteso semplificare notevolmente i requisiti di accesso ai benefici fiscali riservati ai cosiddetti impatriati, rendendo molto più accessibili le condizioni richieste rispetto alla previgente forma della norma in esame. E' quanto si legge in un approfondimento pubblicato oggi dalla Fondazione Studi dei consulenti del lavoro che offre una disamina dell'evoluzione della normativa sulle agevolazioni connesse al cosiddetto 'rientro dei cervelli'.


Fatta eccezione per docenti e ricercatori, il primo provvedimento relativo alle agevolazioni relative al ‘rientro dei cervelli’ dei lavoratori ‘controesodati’, spiegano i consulenti del lavoro, è da individuare nella legge n. 238/2010, attiva fino al 2017 e modificata prima dal dl 216/2011, poi dal dl 192/2014.


L’agevolazione disposta da questa prima norma, spiegano i consulenti del lavoro, è consistita in una riduzione della concorrenza reddituale dei redditi di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa i quali, per i possessori dei requisiti prescritti della norma, venivano ridotti nella loro base imponibile dell’80% per le lavoratrici e del 70% per i lavoratori, a partire dall’anno di rientro (e comunque non prima del 2011 e fino al 2015) fino al 31 dicembre del 2017.


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