Alimentazione: dieta vegan per aiutare ambiente? Rischi per cervello

Colina sostanza chiave in gravidanza per sviluppo feto, presente in manzo, uova e latte

Alimentazione: dieta vegan per aiutare ambiente? Rischi per cervello

Roma, 2 set. (AdnKronos Salute) - Passare a una dieta vegana per il bene del pianeta? Una decisione encomiabile, ma che rischia di mettere a rischio la salute del cervello, rendendo carente l'assunziona di una sostanza essenziale, la colina. E' quanto evidenzia sulla rivista online 'Bmj Nutrition, Prevention & Health' la nutrizionista Emma Derbyshire, di Nutritional Insight.


La colina è un nutriente essenziale, ma la quantità prodotta dal fegato non è sufficiente per soddisfare le esigenze del corpo umano: è fondamentale per la salute del cervello, in particolare durante lo sviluppo fetale. Influisce anche sulla funzionalità epatica e una sua carenza porta a irregolarità nel metabolismo dei grassi nel sangue e a danni cellulari dovuti a un eccesso di radicali liberi.


Le fonti primarie di colina si trovano nel manzo, nelle uova, nei latticini, nel pesce e nel pollo, mentre livelli molto più bassi si trovano nelle noci, nei fagioli e nelle verdure crocifere, come i broccoli. Nel 1998, riconoscendo l'importanza della colina, l'Istituto americano di medicina ne ha raccomandato un'assunzione giornaliera minima pari a 425 mg/die per le donne e a 550 mg/die per gli uomini e le donne in gravidanza, appunto per il ruolo critico che il nutriente ha nello sviluppo fetale. Nel 2016 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare ha dato indicazioni simili.


Tuttavia, i dati suggeriscono che in Nord America, Australia ed Europa l'assunzione abituale di colina, in media, non raggiunge i livelli raccomandati. "Questo - sottolinea Derbyshire - è preoccupante dato che le tendenze attuali vanno verso una riduzione del consumo di carne a favore di diete vegetariane e vegane". Secondo l'esperta è positivo pensare a un piano alimentare sano basato sulla promozione della sostenibilità ambientale, ma l'assunzione limitata di latte intero, uova e proteine ​​animali che questo implicherebbe, andrebbe a sfavore di una corretta e sufficiente assunzione di colina.


"Bisogna fare di più per educare gli operatori sanitari e i consumatori sull'importanza di una dieta ricca di colina e su come assicurarsela", scrive. "Se questo non avverrà, saranno necessarie strategie di integrazione, soprattutto in relazione alle fasi chiave del ciclo di vita, come la gravidanza, quando l'assunzione di colina è fondamentale per lo sviluppo del bambino", conclude.


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