Salute: meno calorie e pasti distanti, da 'Nobel lombardo' ricetta longevità

Guido Kroemer, 'evitare zuccheri aggiunti, limitare carboidrati e qualche volta saltare colazione o pranzo'

Salute: meno calorie e pasti distanti, da 'Nobel lombardo' ricetta longevità

Milano, 8 nov. (Adnkronos Salute) - Meno cibo, più vita. Perché "gli eccessi a tavola inibiscono l'autofagia, il più potente meccanismo anti-aging che esista nel nostro organismo": salvaguarda l'integrità delle cellule, contribuisce a ripararne i danni, rallenta l'invecchiamento e ci aiuta ad aggiungere salute agli anni. Dal palco del Teatro alla Scala di Milano, vincitore del Premio 'Lombardia è ricerca', il biologo cellulare Guido Kroemer dispensa al pubblico la sua ricetta di longevità: "Evitare gli zuccheri aggiunti, limitare i dolci e i carboidrati in generale, aumentare l'intervallo fra un pasto e l'altro", suggerisce. E in questo senso non fa male, assicura, "saltare qualche volta la colazione o il pranzo".


"Dobbiamo usare il buon senso, dimenticare lo stereotipo della nonna che rimpinza i nipoti", raccomanda lo scienziato, professore alla Facoltà di Medicina dell'Università di Paris Descartes, direttore del team di ricerca 'Apoptosis, Cancer and Immunity' dell'Istituto francese di ricerca medica (Inserm) e direttore 'Metabolomics and Cell Biology Platforms' al Gustave Roussy Comprehensive Cancer Center. Occhio quindi ai comportamenti che frenano l'autofagia, e via libera a quelli che la attivano: "Fare esercizio fisico 30 minuti al giorno, mangiare frutta, verdura, legumi e pesce". I capisaldi della dieta mediterranea 'in salsa tricolore', perché "la cucina italiana, che tutti amiamo - sorride - è fra quelle storicamente più legate alla longevità".


Nato in Germania, di nazionalità austriaca e spagnola, Kroemer le sue ricerche non le ha condotte "mai sull'uomo" in prima persona. "Ho studiato cellule umane in vitro e animali di laboratorio", precisa: il 'verme in camice' C. elegans, utilizzatissimo nei laboratori scientifici; la mosca della frutta; i lieviti. E' su organismi come questi che ha dimostrato l'effetto-scudo dell'autofagia indotta dalla restrizione calorica e poi ha svelato l'azione della spermidina. La sostanza, una poliamina che induce autofagia, è contenuta in "cibi fermentati come il formaggio stagionato, le noci, i funghi", elenca il medico citando solo qualche esempio. E "studi osservazionali hanno indicato che la sua assunzione cronica è associata a una riduzione della mortalità e a un aumento della longevità".


Da qui l'idea che esistessero composti nutrizionali o farmacologici in grado di mimare l'effetto della restrizione calorica: i 'Crms' (Caloric restriction mimetics), fra i quali spicca anche il resveratrolo del vino. Tutti alleati di 'healthy-ageing' - tema della terza edizione del riconoscimento conferito oggi a Kroemer, ribattezzato 'Nobel della Lombardia' - e possibili armi contro cancro, malattie metaboliche, patologie genetiche. Non a caso il 70% del milione di euro destinato allo scienziato tornerà sul territorio regionale, a Milano, per studi all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) e all'Istituto europeo ricerca fibrosi cistica (Ierfc) Onlus, con sede presso l'Irccs ospedale San Raffaele.


L'Italia è entrata nella biografia di Kroemer ben prima di ricevere il premio fulcro della Giornata della ricerca che Regione Lombardia promuove ogni anno in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi l'8 novembre, giorno della morte dell'oncologo scomparso nel 2016. "Mio padre, professore di Filologia romanza, chiamò me Guido e mio fratello Romano proprio in onore della vostra storia e della vostra cultura", racconta il ricercatore sfoggiando un ottimo italiano "imparato nelle mie vacanze di bambino". E il medico-biologo cellulare promuove la Penisola anche per "un tasso relativamente basso di obesità (20%), primo fattore di rischio invecchiamento", e per "una società ben integrata che nelle grandi città abbatte il divario centro-periferie: il 'gap' nell'aspettativa di vita è di 5-6 anni, contro i 30 delle nazioni anglosassoni".


"Ho deciso di cosa mi sarei occupato al secondo anno di Medicina - confida Kroemer - quando visitai un laboratorio di biologia cellulare e capii che nelle piastre in cui si coltivano le cellule si consuma tutta la tragedia della vita: dalla nascita all'agonia che precede la morte". Dietro l'uomo di scienza, una vena di filosofia che il premiato conferma quando gli viene chiesto di consigliare due libri: "Uno - risponde - è 'La peste' di Albert Camus, perché ci ricorda che è nostro dovere lottare contro la malattia e la morte. L'altro è la 'Divina Commedia', da rileggere da adulti con tutte le note a margine per capire la bellezza della parola e del pensiero, la profondità dell'animo umano e l'importanza di sottrarsi ai ritmi frenetici della modernità riscoprendo riflessione e dialogo. Il vero senso della vita", specie se la si vuole lunga e sana.


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