Vaccini: rapporto Crea, salgono coperture bimbi ma ancora sotto soglia 95%

E un over 65 su 2 non fa iniezione scudo contro influenza

Vaccini: rapporto Crea, salgono coperture bimbi ma ancora sotto soglia 95%

Milano, 18 gen. (AdnKronos Salute) - Secondo il ministero della Salute (dati febbraio 2018), "a livello nazionale, dopo il calo osservato negli ultimi anni, nel 2017 si assiste a una ripresa delle vaccinazioni pediatriche nei bambini a 24 mesi rispetto al 2016 (tranne che per la varicella). Ma per nessuna delle iniezioni scudo attualmente obbligatorie in base alla legge Lorenzin (contro polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, Hib, morbillo, parotite, rosolia e varicella) si raggiunge la copertura minima del 95%". Ad affrontare il capitolo coperture vaccinali è il 14esimo Rapporto di Crea Sanità - università degli Studi di Roma Tor Vergata che riporta dati al febbraio 2018 del ministero della Salute. Secondo il report "sono 9 le Regioni, in prevalenza settentrionali, in cui le coperture non raggiungono la soglia per nessuno dei 10 antigeni".


Quanto agli anziani, vengono riportate le coperture vaccinali contro l'influenza stagionale negli over 65: "Secondo Oecd nel 2016 l'Italia, con il 49,9% (e una previsione del 52% per il 2017), è settima su 23 Paesi Ue (-18,4 punti percentuali rispetto al 2006), ma ancora distante dalla soglia raccomandata del 75%, che peraltro non viene raggiunta da nessun Paese", puntualizza il Rapporto Crea.


Sempre sul fronte prevenzione ma in riferimento agli screening oncologici, l'Italia è a metà classifica su 17 Paesi Ue (+0,4 punti percentuali rispetto al 2006) considerando la quota di donne (età 50-69 anni) - pari al 60% - che ha accettato l'invito a un programma di screening contro il tumore al seno effettuando una mammografia nei due anni precedenti l'intervista (dati Oecd 2016). "Persiste un gradiente Nord-Sud, a sfavore delle Regioni meridionali (con qualche eccezione)", conclude il report.


Secondo le stime fornite ancora una volta da Oecd (nel giugno 2018) e riportate da Crea Sanità, "la spesa per programmi di prevenzione pubblica in Italia sarebbe pari, nel 2016, al 4,7% della spesa pubblica corrente. Il nostro Paese sarebbe secondo solo al Regno Unito (5,1%) su 23 Paesi dell'Unione Europea di cui si dispone del dato. Ma la spesa (87,4 euro) resta inferiore a quella di altri Paesi quali Regno Unito, Svezia, Danimarca, Germania, Lussemburgo e Olanda.


Quanto agli esiti delle politiche di prevenzione (in senso lato), e con particolare riferimento ai fattori di rischio per le malattie non trasmissibili e agli stili di vita, il report segnala che "le criticità riguardano soprattutto l'eccesso ponderale e l'insufficiente attività fisica, in special modo tra i bambini e gli adolescenti. L’Italia ricopre invece una buona posizione per obesità e consumo di alcol tra gli adulti, e un posto intermedio in tema di fumo di tabacco, ma molto resta da fare".


Secondo l'Oms, continua il rapporto Crea Sanità, "nel periodo 2015-2017 in Italia la quota di bambini maschi (6-9 anni) in eccesso ponderale (sovrappeso più obesità) è la seconda più alta in Ue (42%); se si considerano i soli bambini obesi, Italia e Cipro registrano la quota maggiore (21,0%)". A livello regionale, secondo l'Iss nel 2016 i tassi di obesità tra i bambini (8-9 anni) sono maggiori al Sud (con qualche eccezione). Di nuovo secondo l'Oms in Italia gli adolescenti in età scolare (11-17 anni) che non praticano sufficiente attività fisica sono il 91,0% tra i maschi e il 92,6% tra le femmine: "i più alti in Ue (2010)".


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