Accordo Pd-5 Stelle, cosa dicono i numeri

Non basta la volontà politica, servono anche i voti per far funzionare la "strana alleanza" tra dem e M5s. E al Senato un’ipotetica maggioranza avrebbe numeri molto risicati

Luigi Di Maio e Maurizio Martina

Un solo voto di scarto al Senato e appena 17 alla Camera. I freddi numeri dicono che non basta la volontà politica (ammesso che ci sia) per far funzionare la strana alleanza tra Pd e 5 Stelle. Nelle due Camere un ipotetico governo "penta-democratico" dovrebbe fare i conti con una maggioranza che appare tutt’altro che solida. Iniziamo dalla Camera dei deputati, dove il Pd ha eletto 111 parlamentari a cui vanno aggiunti i 222 dei 5 Stelle. Totale: 333 deputati su un plenum di 630.

La maggioranza in questo caso ci sarebbe,  a patto che tra i dem non si registrino defezioni (eventualità tutt’altro che remota). In tal caso potrebbe essere provvidenziale la pattuglia di Leu (14 deputati), ma qualche voto potrebbe arrivare pure dal gruppo misto.

Accordo Pd-5 Stelle: i numeri al Senato

La situazione è molto più difficile in Senato: a Palazzo Madama i 5 Stelle possono contare su una truppa di 109 senatori, mentre da par suo il Pd ne ha eletti solo 52. In totale fanno 161, su un totale di 320 senatori (manca però ancora un seggio assegnato in Sicilia al M5s).

Un'ipotetica maggioranza di governo potrebbe dunque contare su 1 o 2 voti di scarto: una situazione che ricorda molto da vicino quella del secondo "tragico" governo Prodi (sic). Nonostante due soli voti di scarto, la coalizione di centrosinistra riuscì a tirare avanti per oltre un anno e mezzo contando per lo più sul voto dei senatori a vita, prima di essere impallinata dalla truppa di Clemente Mastella.

Governo Pd-5Stelle: i punti di contatto

Numeri risicati a Palazzo Madama

Anche considerando i quattro senatori di Leu, l'abbinata M5s-Pd arriverebbe a quota 165. Qualche voto potrebbe arrivare comunque dal gruppo misto, dove ad esempio ci sono gli ex 5 Stelle Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, entrambi espulsi dopo il caso "rimborsopoli".

m5s e pd seggi-2-2

Ma i numeri restano risicati, anche perché il gruppo del Pd sembra tutt’altro che compatto. Secondo "Repubblica" il blocco renziano - e dunque ostile al matrimonio tra Pd e 5 Stelle - rappresenta circa il 60% dei parlamentari dem.

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Decisivi i senatori renziani

I senatori che potrebbero avallare un’intesa col M5s tra i dem per ora sono solo una ventina. Certo, se nelle prossime ore la svolta governista sarà certificata in direzione tutto potrebbe cambiare. Non va dimenticato però che a Palazzo Madama siede anche un certo Matteo Renzi da Rignano. Dopo aver tentato di abolire il Senato, l'ex segretario ha l'occasione di impallinare in un colpo solo nemici interni e avversari storici. Per il neo senatore sarebbe la nemesi perfetta. 

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