Adozioni gay, ora è scontro tra psicologi e pediatri

Gli esperti divisi: per gli psicologi "non ci sono differenze tra i figli di coppie etero o omosessuali". Ma i pediatri si spaccano sul tema della stepchild adoption

ROMA - Partiamo da due presupposti: il parere di uno psicologo, trattandosi di "psiche", vale in questo caso più di quello di un pediatra; che sul tema della stepchild adoption l'Italia intera si sarebbe divisa, beh, era scritto.

STEPCHILD ADOPTION - Ora, però, il dibattito è passato da caldo a infuocato. A innescare la miccia è stata la Società Italiana di Pediatria, presieduta da Giovanni Corsello che si è pubblicamente sspresso "contro" la possibilità, anche per l'omosessuale, di adottare il figlio biologico del partner. I primi a insorgere contro Corsello, però, a dire il vero sono stati altri pediatri, stavolta della Società Italiana Medici Pediatri (Simpe) che hanno preso pubblicamente le distanze dalle parole del presidente della Società Italiana di Pediatria.

PEDIATRI vs PEDIATRI - "Quando si è rappresentanti di categoria - ha affermato il presidente del Simpe, Giuseppe Mele sulla dichiarazione di Corsello, ospite a radio Cusano campus - bisogna esprimere quello che la categoria sente di esprimere. Quando invece si tratta di posizioni personali, bisogna sempre stare molto molto attenti.

La categoria dei Pediatri non si è mai interrogata su questi argomenti che devono essere trattati. Né tantomeno c'è una letteratura che possa dare ragione ad uno piuttosto che all'altro. Ad oggi gli studi a nostra disposizione sono pochi, quindi non può esprimersi una comunità scientifica. Le dichiarazioni in questo senso sono da ritenersi personali, non di categoria".

PSICOLOGI vs (ALCUNI) PEDIATRI - "La comunità scientifica degli psicologi ha raggiunto da tempo il consenso sul principio che non sussistono significative differenze tra figli di genitori omosessuali e figli di genitori eterosessuali". Lo precisa Felice Damiano Torricelli, presidente dell'Enpap (ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli psicologi) in relazione alle prese di posizione assunte negli ultimi giorni anche da rappresentanti della comunità scientifica in ordine alle risultanze della ricerca internazionale circa la maggiore problematicità dei bambini allevati da coppie omosessuali rispetto a quelli allevati da coppie eterosessuali. 

La ricerca a livello internazionale dimostra che non esistono differenze significative legate all'orientamento di genere nella capacità di essere genitori, di saper cogliere i problemi dei figli e di sviluppare attaccamento e non vi sono basi scientifiche su cui presumere che l'orientamento omosessuale dei genitori possa indurre orientamento omosessuale nei figli. 

LA RICERCA - La ricerca psicologica ha chiarito, in studi numerosi ed approfonditi, "che la qualità dello sviluppo dei bambini è indipendente dal fatto che i genitori siano conviventi, separati, single, risposati o dello stesso sesso. Sono invece cruciali - ribadisce - la qualità affettiva dell'ambiente familiare e alcune competenze dei genitori che prescindono dall'orientamento sessuale, quali la capacità di garantire cure e protezione, di sostenere lo sviluppo di competenze emotive e sociali, di insegnare il senso del limite e la capacità di negoziare la soluzione dei conflitti, di favorire l'esperienza dell'appartenenza quanto quella dell'autonomia".

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