Un'Agenda per Natale: il regalo di Monti

Se n'è tanto parlato. Prima era un 'concetto politico'. Ora è un vero e proprio documento programmatico. Ecco i punti sui quali il professore aspetta che, dopo il centro, anche il centrosinistra gli apra la porta del (secondo) governo.

"Cambiare l'Italia, riformare l'Europa". E' questo il titolo di quella che media prima, politici poi e ora direttamente "il professore" hanno ribattezzato l'Agenda Monti. Un'agenda che, se fino a qualche giorno fa era qualcosa di 'concettuale' dalla conferenza stampa dell'antivigilia di Natale in quel di Palazzo Chigi è diventato un vero e proprio documento programmatico.

Non elettorale, perché il nome del professore sulla scheda, a meno di sorprese, non ci sarà.

E così per spiegare la sua Agenda sul suo nuovo portale - www.agenda-monti.it - l'ormai ex premier parla non alla classe politica (alla quale però l'Agenda è rivolta) bensì ai "cari cittadini".

Negli ultimi mesi si è molto parlato di “Agenda Monti”. Non sono stato io a introdurre questo riferimento, ma diverse forze politiche e della società civile che hanno così inteso ispirarsi all’azione del governo, come linea di confine fra le politiche da fare – o da non fare – nei prossimi anni.

Il dibattito che ne è nato è stato incoraggiante. Non solo per il consenso piuttosto ampio che è sembrato emergerne, ma soprattutto perché, per la prima volta dopo tanto tempo, i contenuti e il metodo di governo sono tornati al centro di un dibattito politico altrimenti concentrato quasi esclusivamente su schieramenti e scontri tra personalità.

Incoraggiato da questi segnali, ho lavorato in modo più sistematico. Questo documento allegato, intitolato “Cambiare l’Italia, riformare l’Europa, agenda per un impegno comune” è il frutto di questo lavoro ed è presentato come primo contributo per una riflessione aperta. Questa agenda vuole dare un’indicazione di metodo di governo e di alcuni dei principali temi da affrontare. Non è un programma di lavoro dettagliato e non vuole avere carattere esaustivo.

Chiaro l'obiettivo dell'Agenda:

Contribuire ad orientare le forze politiche nel dibattito elettorale dei prossimi mesi e a suscitare energie nuove presenti nella società civile. Sia io che tutti noi riceviamo appelli numerosi e molto diversi di gruppi, organizzazioni, associazioni e singoli che semplicemente dicono che la gente è molto arrabbiata con il mondo della politica, che talora la disgusta, ma vorrebbe potersi avvicinare ad una politica diversa.

Ed è sempre l'ex premier a spiegare come questi punti potrebbero tradursi in una (sua) leadership di governo.

A quelle forze che manifestassero un’adesione convinta e credibile, sarei pronto a dare il mio apprezzamento e incoraggiamento e, se richiesto, una guida. Questo è il modo in cui intendo rapportarmi con la fase politica che si apre adesso.

QUI IL TESTO INTEGRALE DELL'AGENDA MONTI

FUTURO. Qui c'è poco da immaginare. Mario Monti nella conferenza stampa di Palazzo Chigi è stato chiarissimo: "Io non mi schiero con nessuno personalmente, vorrei che i partiti si schierassero sulle idee, e spero che anche la nostra Agenda possa contribuire a dare più concretezza ai dibattiti".

E su una sua eventuale leadership di governo, ha spiegato: "Sarei pronto ad assumere un giorno, se venisse richiesto, le responsabilità che mi venissero affidate in Parlamento".

E a chi chiedeva se sia disponibile a valutare una candidatura a premier, il presidente del Consiglio uscente ha risposto: "A priori, verificate tantissime condizioni, sì. Che è altra cosa dal dare il nome ad altri per liberi utilizzi".

Tradotto (da Monti stesso): "Se una o più forze politiche con una credibile adesione a questa agenda, o ad una migliore, ma che anche io trovi convincente, manifestassero il proposito di candidarmi a presidente del Consiglio, valuterei la cosa. A nessuno si può impedire di fare questo e, se permette, a nessuno diverso da me tocca dare la risposta".

IL 'CENTRO' RISPONDE PRESENTE - I centristi raccolgono l'appello di Mario Monti. L'agenda del professore viene promossa da Pier Ferdinando Casini, Luca Cordero di Montezemolo, Andrea Riccardi e Lorenzo Cesa che questa mattina si sono incontrati per fare il punto dopo la presentazione del manifesto montiano. Ancora nessuna decisione è stata presa sull'assetto da scegliere per la campagna elettorale e, anzi, si sarebbe concordato di conferire proprio a Monti la scelta sulle liste, ovvero se comporne una sola o diverse alleate e federate.

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