M5s senza alleati, Eurodisastro di Grillo: "In fumo 700mila euro"

Il capogruppo dell'Alde Verhofstadt cede al diktat degli eurodeputati francesi e tedeschi: nullo l'accordo col Movimento 5 Stelle approvato dagli attivisti. La rabbia di Grillo: "Fermati dall'establishment, tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi"

STRASBURGO - Il Movimento 5 Stelle ha detto addio all’alleanza con l’Ukip di Nigel Farage in Europa e ora si ritrova senza la possibilità di aderire a nessun gruppo nell'Europarlamento, votandosi alla "insignificanza", e ad un cospiscuo "buco" in bilancio.

E' la conseguenza del "no" arrivato dal capogruppo dei liberali di Alde, l'ex premier belga Guy Verhofstadt, che ha presentato all'ufficio di presidenza del partito il ritiro della proposta di accordo con il Movimento 5 Stelle che avrebbe sancito l'ingresso degli eurodeputati grillini nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. 

"Troppe divergenze su temi europei essenziali" - ha sostenuto il leader liberale in lizza per le elezioni per il rinnovo della presidenza del parlamento comunitario di Strasburgo. "Sono arrivato alla conclusione che non esistono garanzie sufficienti per concludere un programma comune in vista di riformare l'Europa - si legge nella dichiarazione di Verhofstadt - non esistono abbastanza punti di accordo per dare seguito alla domanda del Movimento 5 Stelle di raggiungere l'Alde". Nonostante ciò, conclude l'ex premier belga, "su questioni di interesse comune come l'ambiente, la trasparenza e la democrazia diretta, Alde e Movimento 5 Stelle continueranno a collaborare strettamente". 

Era chiaro che l'accordo "tecnico" fosse difficilmente attuabile con l'M5s, un partito che si dice contrario agli Stati Uniti d'Europa nel lungo periodo e propone un irrituale referendum sull'euro in Italia, che a Strasburgo si sarebbe trovato a sedere sotto l'egida di Verhofstadt, federalista europeo, uno dei più convinti sostenitori degli Stati Uniti d'Europa. 

Ma le resistenze degli esponenti liberali, francesi e tedeschi in primis, hanno piegato la volontà di Verhofstadt alla caccia di voti nella difficile sfida che lo vede in corsa per la presidenza con due italiani, l'eurodeputato Pd Gianni Pittella candidato per i socialisti europei, e il forzista Antonio Tajani che guida il partito popolare europeo.

Per il Movimento 5 Stelle la bocciatura dell'accordo arrivata poche ore dopo la votazione online che ha sancito la fuoriuscita dall'Efdd, il gruppo euroscettico in cui figurava al fianco del fautore della Brexit, Nigel Farage, è un vero e proprio disastro. 

Se, come annunciato da Beppe Grillo sul blog pentastellato, la delegazione del Movimento 5 Stelle in Parlamento Europeo continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il DDM (Direct Democracy Movement), i prossimi mesi saranno durissimi per gli eurodeputati 5 Stelle. 

"L'establishment ha deciso di fermare l'ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo - ha scritto sul blog di Beppe Grillo dopo il ripensamento dell'Alde sull'accordo con M5S - Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima".

Dopo le incomprensioni tra Ukip e Movimento Cinque Stelle, i pentastellati si trovano ora a dover gestire un divorzio senza paracadute. Dopo il rifiuto dei Verdi, il rischio concreto è quello di finire tra i non iscritti a nessun gruppo. Significherebbe perdere buona parte dei fondi destinati ai gruppi, circa 40mila euro all’anno per ogni parlamentare, un tesoretto di circa 680mila euro usati dai pentastellati anche per finanziare attività sul territorio.