Le deputate potranno allattare mentre votano? Discussione "rumorosa" alla Camera

Prima delle "ferie" a Montecitorio si è discusso su se e come modificare il regolamento per permettere alle deputate di allattare continuando a seguire i lavori parlamentari e le votazioni. Un dibattito particolarmente “rumoroso”, che ha visto schierati a favore partiti generalmente contrapposti (e molti uomini contrari)

Prima di chiudere per ferie (per ben 38 giorni), tra le ultime discussioni affrontate a Montecitorio e rimandate a settembre c’è una questione che può sembrare di minor importante ma che in realtà ha un notevole significato. In questi giorni infatti si è discusso su come consentire alle deputate di allattare i propri figli in Aula durante le sedute parlamentari.

Ad oggi, le deputate possono allattare in uno spazio a loro riservato lontano dall’Aula. Stando lì, non possono partecipare ai lavori né votare, rinunciando di fatto al proprio diritto/dovere in quanto parlamentari qualora debbano allattare.

La deputata del Movimento Cinque Stelle Paola Carinelli ha presentato un ordine del giorno per chiedere di “prevedere all'interno dell'Aula apposite postazioni per consentire alle deputate che ne dovessero fare richiesta di poter allattare in Aula durante lo svolgimento delle votazioni”. La proposta ha trovato un sostegno trasversale tra esponenti di partiti che generalmente si trovano contrapposti nell’emiciclo e ha visto contrari soprattutto gli uomini.

Allattare in Aula, sì o no: i deputati rumoreggiano durante il dibattito

L’ordine del giorno di Carinelli è stato appoggiato tra gli altri da Laura Boldrini di LeU e da Lia Quartapalle del Partito Democratico mentre si sono registrati “rumoreggiamenti con un vago sapore machista e poco sopportabile”, come ha fatto notare Nicola Fratoianni di LeU, prendendo la parola per sostenere la proposta di Carinelli e le motivazioni che ne sono alla base, condividendo le difficoltà delle deputate alle prese con l’allattamento in Aula. Altri hanno fatto riferimento alla natura oltre che pratica anche “simbolica” di una soluzione in tal senso, che andrebbe in favore di una maggiore parità tra i sessi.

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Tra i contrari c’è l’esponente grillino Giorgio Trizzino. In quanto “direttore medico di un ospedale pediatrico”, Trizzino ha chiesto con forza una soluzione alternativa a quella che considera una “norma assolutamente non igienica”, sottolineando il fatto che il “microclima paurosamente insalubre e fuori da ogni tutela igienica” non sarebbe adatto a un neonato, che invece “ha necessità di silenzio, aria pulita e condizioni totalmente diverse da quelle che tale ambiente può garantire”. Tra le repliche a quest’ultima affermazione, quella di Paolo Siani del Pd: “Se la presenza di un bambino che allatta rende questa aula più salubre, più educata e meno incasinata, io ne sono molto contento”.

Dai questori della Camera è arrivata una proposta di riformulazione dell’ordine del giorno Carinelli, ipotizzando l’individuazione di “spazi idonei all’allattamento nelle immediate prossimità dell’Aula”. Una proposta apparentemente conciliante, che però non sembra risolvere il problema posto da Carinelli e condiviso da altri.

La soluzione di Giorgia Meloni

La soluzione sembra averla trovata Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. Ricordando come "ogni giorno riceviamo notizie di donne allontanate dai luoghi di lavoro, dai bar e dalle stazioni, solo perché ‘colpevoli’ di allattare il proprio figlio", Meloni da un lato ha definito “sensata” la proposta di riformulazione avanzata dai questori ma ha specificato anche “il tema di avere una postazione nella quale poter allattare ed essere giustificata al non voto aiuta, ma non è neanche completamente giusto. Se io stessi seguendo un provvedimento e volessi votare, non sarebbe giusto neanche giusto che io dovessi allontanarmi dell’aula per allattare mio figlio e così non potessi votare”. Da qui l'idea di "una postazione per allattare e da dove si possa anche votare fuori da quest'Aula". 

L'ipotesi di Meloni è stata accolta dal Questore Federico D'Incà, il quale l'ha inserita in un'ulteriore riformulazione dell'ordine del giorno, aggiungendo la frase "eventualmente investendo la Giunta per il Regolamento, ove si manifestasse la necessità di interventi rientranti nelle competenze di quest'ultima, per l'individuazione di soluzioni ulteriori". D'Incà ha ribadito "l'impegno da parte del Collegio dei questori di trovare la soluzione di poter votare all'interno della stanza che verrà adibita ad allattamento nella sezione dell'emiciclo posteriore all'Aula". A settembre, quando si tornerà a lavorare a Montecitorio, il presidente Roberto Fico si è impegnato a convocare la Giunta del Regolamento per discutere la questione.

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