Nel Pd è l'ora della resa dei conti: "Epurano i renziani per fare l'accordo con i 5 Stelle"

Democratici in subbuglio dopo l'apertura di Franceschini al M5s. Renzi: "Gode a prendere schiaffi da Di Maio, è masochismo". Faraone è il più duro: "Mi hanno cacciato perché ero contro l'inciucio"

Davide Faraone. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

"Stanno epurando a uno a uno i renziani del Pd per dimostrare ai 5 stelle che ci sono le condizioni per un accordo. La Sicilia diventa laboratorio politico di un esperimento del genere". Il senatore del Pd Davide Faraone è una furia. L'annullamento della sua elezione a segretario regionale da parte della commissione nazionale di garanzia dei democratici è stata la miccia che due giorni fa ha innescato la polemica. L’intervista rilasciata da Dario Franceschini al Corriere della Sera ha fatto il resto.

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Le parole dell'ex ministro al Corsera: "Il M5s non è come la Lega"

"È un errore mettere Lega e grillini sullo stesso piano" ha ammonito il deputato Pd sul Corsera aprendo poi ad un’alleanza con il M5s. Nessun accordo di governo, ha specificato Franceschini, “ma si può aprire un tema politico senza che parta una campagna interna di aggressione? Senza i #senza di me, o l'accusa di volere poltrone? E si può dire che senza la ricostruzione del campo di centrosinistra e la ricerca di potenziali alleati che sta facendo Zingaretti difficilmente il Pd potrebbe arrivare col proporzionale al 51%". Insomma, per l’ex ministro è arrivato il momento di “costruire un arco di forze che, anche se non governano insieme, sono pronte a difendere insieme i valori umani e costituzionali che Salvini calpesta e violenta ogni giorno". 

Un'intervista sorprendente, arrivata proprio nei giorni in cui il fuoco di fila M5s si è abbattuto (e si abbatte) sul Partito democratico, accusato di essere il "partito di Bibbiano" che "con l'elettroshock toglie i figli alle famiglie" (Di Maio dixit). 

La replica di Di Maio

Ad ogni modo, lo sforzo di Franceschini è stato velleitario: le sue parole improntate alla collaborazione non hanno fatto breccia nel M5S. La replica del capo politico è stata brutale. "Noi siamo orgogliosamente diversi da certe forze politiche che non hanno avuto il coraggio di prendere una posizione ben precisa dopo lo scandalo sugli affidi dei minori di Bibbiano e che vedono propri esponenti coinvolti in questa drammatica vicenda" ha scritto Di Maio su facebook. 

Franceschini provoca l'ira dei renziani: "Mai col M5s"

L’intervista dell’ex ministro è però servita a riaccendere lo scontro - tutto interno al Pd - tra parlamentari vicino a Zingaretti e renziani, con questi ultimi che hanno sostanzialmente accusato Franceschini di flirtare con il nemico, sottolinenando peraltro il silenzio del segretario. "Costretto ahimè a ribadire che dove c’è il #M5S - quelli dell’antipolitica, della demagogia, delle espulsioni, delle fake news e delle aggressioni sulla rete, di Maduro, dei gilet gialli, dei no vax, della decrescita, della galera facile, dei tagli alla stampa - non ci sono io", scrive ad esempio Ivan Scalfarotto.

Luigi Marattin, deputato del Pd, non cita direttamente Franceschini ma scrive su Twitter: "Un dirigente Pd (pure emiliano-romagnolo) che il giorno dopo che Di Maio dice 'il Pd in Emilia Romagna toglie i bambini alle famiglie con l’elettroshock per venderli' dice sul più importante quotidiano italiano 'insieme al M5S possiamo difendere certi valori'. Sono tempi strani". 

"Siamo tornati al partito dei caminetti e delle alleanze fatte con le interviste sui giornali?” si chiede Alessandra Moretti. “Personalmente non posso stare con chi ci ha insultato a colpi di #fakenews! Se Zingaretti è il segretario dell’unità, ascolti il suo popolo e ne difenda la dignità!". 

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Il lungo post di Renzi: "Che gusto c'è a prendere schiaffi da Di Maio?"

Per Matteo Renzi "ci vuole chiarezza, una volta per tutte". Sulla sua pagina facebook l’ex premier fa sapere di aver preso molto sul serio "le parole di oggi di Dario Franceschini, in una intervista in cui per metà attribuisce a me la colpa di tutto ciò che è successo in questi 
mesi e per metà fa l'elogio del Movimento Cinque Stelle: ‘Insieme possiamo difendere certi valori’ dice Dario dei grillini. Insieme a loro, ok. Ma #senzadime, sia chiaro. Perché io non vedo valori comuni con chi ha governato in questo anno".

Il senatore del Pd chiarisce ancora un volta: "Per me l'alleanza con i Cinque Stelle è un errore politico. Non ho valori comuni con i Cinque Stelle". E poi "c'è un tema poi più grande: i Cinque Stelle non sono un movimento democratico. Hanno una piattaforma opaca, un rapporto stravagante con la Rete (vogliamo dirlo o no che quando partono i finti tweet contro Mattarella, nel giorno in cui Di Maio annuncia di procedere contro il Presidente per Alto Tradimento, quei finti tweet non sono fatti dai russi, ma sono chiaramente 'made in Italy'? O facciamo finta di rimuovere tutto?), una capacità di aggressione alle nostre persone esattamente identica a quella di Salvini. Non siamo stati noi a metterli insieme: sono loro che sono due facce della stessa medaglia, populista e giustizialista a senso unico. Difendere i nostri valori con Toninelli, Di Maio e la Lezzi? Non in mio nome".

"Chiarito che sono concettualmente contrario, mi domando che gusto ci sia ad aprire ai Cinque Stelle per ricevere il giorno dopo da Di Maio la risposta: 'Non ci accordiamo col Partito di Bibbiano'. Ma che senso ha? Che gusto c'è? Franceschini si sforza di offrirmi un trattato di tattica parlamentare e di saggezza politica, ma il godimento nel prendere schiaffi - addirittura da uno come Di Maio - non si chiama politica, si chiama masochismo".

Il j'accuse di Faraone

Il più duro però è proprio Davide Faraone. "Oggi avrei dovuto raccontarvi quello che c'era dietro il commissariamento, ma dopo l'intervista di Franceschini si capisce chiaramente il motivo per cui io sono stato cacciato", spiega il senatore in una conferenza stampa. “Proprio qualche giorno fa ho rilasciato un'intervista ad un quotidiano locale di fronte all’ipotesi di un accordo tra il Pd e il M5s lanciata dal leader del Movimento 5 Stelle qui in Sicilia. Io – ricora Faraone - risposi con un ‘vaffa’ a quell’ipotesi. Lo dissi perché io credo che il Pd non possa fare come ha proposto Franceschini, cioè non possa fare un accordo con una forza politica che continua a dire che il Pd toglie i bambini alle famiglie usando l’elettroshock per poi vendersi. A me tutto questo spaventa". 

"Se Pd va con i 5 Stelle serve un nuovo partito"

Faraone ritiene "gravissima" l'intervista di Franceschini: "L'idea che lui consideri una cosa diversa M5S e Lega, mentre per me sono la stessa cosa, mi vede lontano anni luce da lui. Se il Pd dovesse andare in quella direzione, penso sia inevitabile costruire una forza politica nuova”. 

In conferenza stampa Faraone spiega poi che gli era stato "offerto anche un incarico a Roma per farmi fare un passo indietro ma io ho una mia coerenza e non la cambio per una poltrona offerta a Roma. Mi avevano chiesto di sedermi su una comoda poltrona romana in cambio della mia poltrona siciliana perché questo doveva diventare il laboratorio politico di un accordo con il M5S".

L'affondo è netto: "Hanno perso le elezioni e si vendicano commissariando la Sicilia. Mai un segretario del Pd è stato commissariato per le cose ridicole che vengono contestate in questi ricorsi. Non entro nel merito dei ricorsi e della decisione perché in questa storia non c'è nulla che ha a che fare con le regole. Si è sancito un principio che spero non varrà d'ora in avanti: chi è più debole basta che si ritiri qualche ora prima dell'apertura dei gazebo per far annullare la competizione democratica".

Il commento di Zingaretti

E Zingaretti? Nel primo pomeriggio il segretario scrive un post su facebook per denunciare l’attacco senza precedenti sferrato al Pd, "sulla base di indecenti campagne social, soprattutto da parte dei 5 Stelle", mentre “Salvini per paura scappa dai suoi scandali a cominciare da quello sui legami e traffici con la Russia e cerca di cambiare discorso". 

A margine di un evento a Roma, interpellato dai giornalisti, il segretario dice la sua anche sulle parole dell'ex ministro. "Nessun governo con il M5s è alle porte e nessun governo con il M5s è l’obiettivo del Pd. Questo anche Franceschini lo dice in modo chiarissimo. Così come prendere atto che ci sono due forze diverse significa semplicemente evitare che sempre di più diventino un blocco. Invece non è così. Il mio appello è dunque combattere per il nostro Paese perché ci vogliono distrarre dai loro disastri e da una agenda che anche questa settimana è molto pericolosa". Insomma, una mezza smentita che però smentita non è. E la polemica continua. 

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