Il Governo fa spesa di auto blu, i poliziotti non ci stanno: ''Meglio investire sulle persone''

Infuria la polemica sui bandi per l'acquisto di 7.900 auto grigie e 380 auto blu, per una spesa totale da 168 milioni. Pioggia di critiche su Di Maio, protestano i sindacati della polizia: "Ci avrebbero guadagnato tutti, cittadini per primi"

Auto blu in piazza del Quirinale (FOTO ANSA)

Un conto da 168 milioni di euro per più di 8mila veicoli tra auto blu e auto grigie. Un acquisto 'di massa' che non poteva certo passare inosservato, anche per il fatto che i bandi sono disponibili sul sito della Consip, la centrale acquisti dello Stato. Di Maio ha tentato, tra l'imbarazzo generale, di 'metterci una pezza' dichiarando di voler avviare un'indagine interna, anche se bloccare questa enorme fornitura di auto non sembra proprio un'opera facile. Così, mentre si attende una mossa ufficiale del Governo, esplode l'inevitabile polemica su questo shopping che sembra contraddire i tagli annunciati negli ultimi mesi. 

Auto blu, poliziotti amareggiati: ''Meglio investire sulle retribuzioni''

I primi a criticare questa 'mossa' dell'esecutivo, sotto diversi aspetti, sono i principali sindacati della polizia. Tra i più indignati c'è Felice Romano, segretario generale del Siulp, Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia:  "Le auto destinate alle forze ordine sono pochissime rispetto al numero complessivo. Ciò che amareggia è che per dare più incisività al controllo del territorio c'era stato l'impegno a stanziare fondi per attribuire un'indennità specifica. Indennità che non viene data perché ci viene detto che non ci sono fondi, mentre 168 milioni di euro vengono spesi per queste auto".

Una seconda polemica è quella che riguarda le scorte: "Bisognerebbe investire sulle risorse umane e la retribuzione dei poliziotti che stanno ancora pagando il blocco del tetto salariale e della contrattazione. Noi abbiamo chiesto al governo, e lo abbiamo anche diffidato, ad aprire la coda contrattuale del contratto firmato l'anno scorso per stabilire come incentivare chi fa servizio sul territorio a rafforzare la sicurezza. Ad oggi non siamo stati convocati, una delle ragioni, ci dicono, è che non ci sono soldi". 

"Se questi 168 milioni di euro fossero stati investiti sui poliziotti invece che sulle auto - conclude il segretario generale del Siulp - ci avrebbero guadagnato tutti, cittadini per primi".

Le scorte e il problema 'vassallaggio'

A rincarare la dose ci ha pensato Franco Maccari, vicepresidente della Fsp, Federazione sindacati di Polizia: "Non mi preoccupa il bando. Anzi, forse è l'unica cosa seria perché è trasparente. Il problema non è l'acquisto, ma l'impiego. Non mi preoccupa l'acquisto di macchine, mi preoccupano le centinaia di auto con centinaia di uomini che servono al 'vassallaggio'".

"Alcune polemiche sono strumentali - osserva Maccari - le scorte ci sono, alcune sono assolutamente necessarie". "Piaccia o no per essere seri bisogna impegnare uomini e mezzi", prosegue il vicepresidente della Fsp secondo il quale bisogna "eliminare il 'sottobosco' delle scorte, non le scorte". 

''Per 'sottobosco' - conclude - intendo quella pletora di scorte che vengono chiamate così, ma nella realtà si tratta di un 'servizio di autista': che senso ha fare scorta, vigilanza con una persona sola? In quel caso si tratta di una sorta di 'vassallaggio' che va eliminato".

''La polizia ha bisogno di mezzi''

Un'altra questione, affrontata invece da Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, è quella relativa alla necessità di mezzi per le forze dell'ordine: "Noi abbiamo sicuramente bisogno, come Polizia di Stato e altre forze, di un acquisto di vetture, ma da indiscrezioni la maggior parte di queste auto ha sostanzialmente un impiego diverso".

Secondo Pianese tuttavia sembra che 7.900 saranno le auto grigie "legate ad attività burocratiche" e solo 380 le auto blu. "Un acquisto di una portata tale non si vedeva da moltissimi anni - prosegue - ed è un segnale in controtendenza rispetto agli impegni pre-elettorali di questo governo. Ci aspetteremmo però un impegno di spesa che tenga conto delle esigenze delle forze di polizia, che hanno bisogno dell'ammodernamento del parco veicolare, di nuove auto, di supporti tecnici e logistici".

Di Maio corre ai ripari: ''Chiederò a Conte un decreto''

Come era facile prevedere, nella bufera è finito il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio che, quasi sorpreso dalla notizia dell'acquisto di 7.900 auto grigie (120 milioni di spesa) e 380 auto blu (48 milioni di spesa), ha provato a correre ai ripari: "Chiederò subito a Conte un decreto della presidenza del Consiglio per tagliare ulteriormente il parco auto blu e grigie". Il leader dei 5 Stelle è sembrato irritato dalla notizia e ha annunciato una indagine interna, anche se non sarà semplice bloccare un appalto del genere.

Bernini (Forza Italia): ''Di Maio faccia un'inchiesta sulla sua inadeguatezza"

Ma Di Maio poteva non sapere di questi bandi? Una domanda che si sono posti in molti, come Anna Maria Bernini, presidente di Forza Italia al Senato, che in una nota ha lanciato un attacco proprio contro il vicepremier: "Come ha fatto Di Maio a farsi comprare 8.250 auto blu sotto il naso senza accorgersi di nulla? E come fa ora a dire che bloccherà gli appalti, visto che i bandi sono regolarmente partiti a fine 2018 e annullarli è praticamente impossibile? L'annunciata inchiesta interna per scoprire la solita manina, dunque, è solo fumo negli occhi per nascondere l'incapacità di chi ha inveito per anni contro la famigerata casta e ora sta finendo inesorabilmente sotto le macerie della propria demagogia". 

"La vergogna - prosegue - è che di queste ottomila auto solo 1500 siano destinate alle forze dell'ordine. Di Maio dunque la smetta di fare il furbo: l'inchiesta la faccia sulla sua inadeguatezza e semmai provi a modificare i bandi destinando tutte le nuove auto alle forze dell'ordine".

Mastella: ''Di Maio da sbugiardare''

Sulla stessa scia anche il commento di Clemente Mastella, attuale sindaco di Benevento ed ex ministro della Giustizia: "La gara per le auto blu? Se è una cosa reale è davvero grave, una cosa da sbugiardare, un controsenso per chi ha fatto una battaglia morale come Di Maio sul taglio dei privilegi". 

"Se poi Di Maio non ne sapeva veramente nulla, come ha dichiarato - conclude Mastella - è pure peggio, vuol dire che non ha controllo sulle attività di governo. Non è la prima volta che assistiamo a questi capitomboli da parte di chi si è fatto paladino di questo tipo di battaglie".

Il chiarimento della Consip: "Convenzioni non obbligano all'acquisto"

Le convenzioni Consip, stipulate con gli aggiudicatari delle gare, "non comportano un obbligo di acquisto da parte della Pa, ma nel contempo obbligano i fornitori a mettere a disposizione delle amministrazioni che vogliano aderire, un determinato quantitativo di beni al prezzo e alle condizioni di servizio stabilite". E' quanto chiarisce la Centrale di acquisti di beni e servizi per la Pa in una nota sul funzionamento delle convenzioni, in seguito ai recenti articoli di stampa sulle gare Consip per le auto blu. "Tali quantitativi, come indicato nella documentazione di gara, - si spiega - non sono garantiti né vincolanti per la Consip o per le amministrazioni contraenti. Se le Amministrazioni non effettueranno acquisti nelle convenzioni (contratto quadro), nulla sarà dovuto ai fornitori". Inoltre, qualora il governo intendesse tagliare la spesa per le auto blu la Consip si adatterebbe a tale decisione.

"Qualora fosse al vaglio una ipotesi di riqualificazione della spesa pubblica per le specifiche merceologie, le convenzioni Consip si adattano alla linea del Governo di riduzione della spesa" spiega la Consip e aggiunge: "fermo restando che le convenzioni Consip per le auto della Pa si riferiscono a vetture operative per i servizi di base (ad esempio servizio stradale della polizia municipale) o a vetture blindate per la tutela dell'incolumità (ad esempio magistrati sotto scorta)".

Sempre in relazione alle notizie uscite sulle gare per le auto blu Consip intende precisare alcuni aspetti relativi a tali iniziative: "la disponibilità di una convenzione Consip, è il risultato finale di un processo strutturato e sottoposto a molteplici momenti di controllo e condivisione". "In particolar modo, - si spiega nella nota - la fase di 'analisi dei fabbisogni' effettuata ricorrendo a banche dati pubbliche, questionari rivolti alle PA, analisi ed elaborazioni di mercato serve a dimensionare le iniziative stesse in relazione alla domanda potenziale". "L'obiettivo di Consip - si precisa - è quello di rendere disponibile la migliore soluzione di acquisto in termini di prezzo e qualità, nel momento in cui si manifesta la domanda effettiva. Questo vuol dire che la programmazione delle gare è organizzata per garantire la continuità dell'offerta alle amministrazioni pubbliche. Attraverso lo strumento della 'convenzione' non è Consip ad acquistare o noleggiare ma sono le singole amministrazioni - in base ai loro fabbisogni - ad emettere gli ordini di acquisto verso i fornitori selezionati da Consip".

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