Biotestamento, sì all'abbandono terapeutico ma il medico può rifiutarsi di staccare la spina

Primo ok della Camera all'articolo 1 della proposta di legge sul Biotestamento: il paziente potrà rifiutare idratazione e nutrizione artificiali. La legge esonera il medico da ogni responsabilità riconoscendogli comunque la possibilità di fare obiezione di coscienza

Il paziente ha il diritto di abbandonare le terapie ma al medico è riconosciuta l'obiezione di coscienza. Lo stabiliscono due diversi emendamenti approvati nel contesto della discussione del disegno di legge sul testamento biologico alla Camera dei Deputati su proposta della commissione Affari Sociali. L'articolo 1, caposaldo della proposta di legge sul testamento biologico, che disciplina il consenso informato, è stato approvato a larga maggioranza con 326 i voti favorevoli.  

Biotestamento cosa cambia

Il comma 7 - obiezione di coscienza

Di fatto, con l'approvazione con 281 voti favorevoli dell'emendamento che modifica il comma 7 dell'articolo 1, il medico, oltre a non essere responsabile delle conseguenze che derivano dal rifiuto del paziente a essere sottoposto a terapie fondamentali per la vita, come la nutrizione e l'idratazione, o addirittura l'interruzione dei macchinari che lo tengono in vita, può rifiutarsi di "staccare la spina". La spiegazione è stata data in Aula dalla relatrice di maggioranza, Donata Lenzi (Pd), che ha convinto anche alcune forze di area cattolica contrarie alla legge, come Alternativa popolare e Forza Italia, a votare a favore. Di contro, l'emendamento non ha trovato il favore dei 5 Stelle e di Mdp.

Con l'approvazione dell'emendamento, il comma 7 dell'articolo 1 viene così modificato: "Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali. A fronte di tali richieste, il medico non ha obblighi professionali".

Come spiegato da Lenzi la libertà del paziente incontra dei limiti, e il medico si può opporre a staccare la spina. Con questa norma, se il medico ritiene che vada contro alla sua scienza e coscienza può dire 'mi astengo'. "Non abbiamo voluto inserire una previsione esplicita, con i medici che si dividono e dicono prima cosa faranno o non faranno, come avviene nella legge 194, perchè si è visto che quel sistema non ha funzionato, ha avuto dei limiti e per noi non è riproducibile in questo campo". 

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Il comma 6 - l'abbandono terapeutico

Con 360 voti a favore, 21 contrari e 2 astenuti l'aula di Montecitorio ha altresì approvato un emendamento sempre proposto dalla commissioni Affari sociali che sopprime il comma 6 dell'articolo 1 della proposta di legge sul testamento biologico, consentendo, di fatto, l'abbandono terapeutico volontario. 

Al paziente è infatti riconosciuto il diritto di abbandonare le terapie mentre un ulteriore articolo introduce il principio del divieto dell'accanimento terapeutico e riconosce il diritto, appunto, in capo al paziente di abbandonare totalmente la terapia.

Con l'articolo il testo della legge verrà così riscritto:

"Il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un'appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione delle cure palliative. Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente. Il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o il rifiuto della stessa sono motivati e sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico".

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Governo neutrale. Come già fatto nelle scorse sedute di Montecitorio dedicate all'esame della proposta di legge sul testamento biologico, anche oggi il governo ha scelto di rimanere 'neutrale'. L'esecutivo, ha annunciato di "rimettersi all'Aula" della Camera per quel che riguarda i parere sugli emendamenti.

Leggi anche: Davide come Fabo, malato di Sla in Svizzera per morire: "Questa non è più vita"

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Commenti (4)

  • Fanno le solite leggi fanfarlucche come sempre fatta la legge trovato l'inganno ti danno da bere che avrai qualche diritto in più sulla propria volontà sul fine vita mentre basta il diniego di un medico bigotto e ti obbligano a crepare tra mille sofferenze grazie chiesa e politica collusa!

  • Purtroppo sono tanti ipunti divista sarebbe giusto se il paziente di sua spontanea volonta'dichiarasse nel momento giusto che e capace di intendere e volere allora li non ci dovrebbe essere alcun reato e tutti i diretti interessati sono daccordo

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    Ma se fa obiezione uno ci si rivolge ad un altro, ci devono essere quelli e quelli, o facciamo lo stesso giochetto, anzi raggiro degli obiettori ginecologi?

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      Eheheh! Dipenderà se fosse un donatore di organi? E comunque ho letto sui giornali che un suicida di Brescia ha donato i suoi organi vitali a 3 persone in attesa di trapianto e tutti e 3 sono morti in soli 6 mesi per il medesimo tumore molto aggressivo e maligno.

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