Quanto costa una sosta alla buvette di Montecitorio: dal caffè alla pizza, le nuove tariffe

Con il nuovo anno i prezzi sono stati ritoccati all'insù, ma restano comunque molto abbordabili

La buvette di Montecitorio. ANSA / ETTORE FERRARI

Brutta sorpresa per gli onorevoli di ritorno dalle vacanze. Alla buvette di Montecitorio è stato esposto il nuovo tariffario. E i prezzi sono più salati. E' l'AdnKronos a fornire i dettagli. Se prima un caffè costava 90 centesimi ora toccherà sborsare un euro. Il prezzo di una bottiglietta d'acqua (55 centesimi) è aumentato di 5 cents. Per una piadina la tariffa sale da 3,50 euro a 3,85 euro e per una coppetta di frutta da 2 a 2,20 euro. E così via. 

Prezzi in aumento anche per gli aperitivi, tutt'altro che sgraditi ai Parlamentari. Un bicchiere di prosecco, accompagnato da patatine, frutta secca e pizzette, costerà 4,40 euro; gli aperitivi alcolici 4,95 euro. Il prezzo di un Crodino o similari si attesta a 3,80 euro invece di 3,50. Mentre una spremuta, che prima voleva 2,50 euro, oggi ne costerà 2,75. Anche i fritti (arancini, schiacciatine rustiche, supplì), che passano a 1,65 euro al pezzo, gettonatissimi tra i parlamentari.

Un trancio di pizza bianca o rossa costa da oggi 1,10 euro, mentre una marinara/capricciosa/funghi/ecc. 2,75 euro. Medesimo prezzo per quanto riguarda la pizzetta rossa tonda, mentre una romana farcita arriva a costare 3,30 euro. Per le rosette e per i panini vegani il costo è lo stesso: 3,05 euro.

"La qualità dei prodotti è migliore"

Ad aggiudicarsi l'appalto per la il servizio di ristorazione è stata la coopeativa italiana Cir Food. Ma qual è il motivo dei rincari? "La Camera dei deputati - spiega all'Adnkronos Daniela Fabbi, Communication Manager della società - ha introdotto per la prima volta nel bando i criteri ambientali minimi, chiedendo l'applicazione dei cosiddetti 'Cam'. Questo comporta la scelta di categorie merceologiche di maggiore qualità dei prodotti a cui corrisponde un leggero adeguamento dei prezzi"

"Iniziamo l'anno con il piede giusto", commenta su fb Federico D'Incà, deputato del M5S. "Nel nuovo appalto che è partito in questi giorni con la Cir Food, la Camera dei deputati non paga più il canone annuale di gestione per la buvette. Complessivamente l'amministrazione e quindi i cittadini risparmiano euro 189.000 sul totale dell'appalto per la ristorazione interna (compresa la buvette) e ci sono aumenti medi del 10% per le singole voci". 

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"In merito ai prezzi della buvette - sottolinea ancora l'esponente grillino - questi sono stati allineati a quelli di mercato perché erano fermi al listino depositato ai tempi della Presidenza Fini. Un altro passo avanti nella diminuzione dei costi della Camera dei deputati". A quanto ci risulta però le tariffe erano state adeguate già nel 2016. 

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