Presidenza delle Camere: da Toninelli a Calderoli, parte il toto-nomi

Il 23 marzo si riunirà per la prima volta il nuovo Parlamento, con la seduta che sarà dedicata all'elezione dei presidenti di Camera e Senato. Ecco i nomi 'caldi' tra volti noti e outsider

Toninelli, Bonino, Calderoli

“Abbiamo chiesto di avere la presidenza della Camera, nessuno ci ha risposto di no”: sono le parole di Danilo Toninelli, capogruppo in pectore del Movimento 5 Stelle al Senato, espresse dopo una prima fase degli incontri con i vari gruppi per decidere i nomi da indicare per la presidenza delle Camere. “Perché la Camera e non il Senato? - ha aggiunto Toninelli - La Camera vogliamo sia il luogo da cui partire per raggiungere uno dei nostri obiettivi: l'abolizione dei vitalizi".

I 5 stelle hanno iniziato ad incontrare i rappresentanti delle vari forze politiche, come confermato anche da Giulia Grillo, capogruppo in pectore M5s al Senato: “Abbiamo iniziato i nostri incontri con tutte le forze politiche per discutere di questo argomento importantissimo che è la definizione delle presidenze della Camera e del Senato, nella massima trasparenza vogliamo raccontarvi con chi ci siamo incontrati: abbiamo visto stamattina presto la Lega, poi il presidente Grasso per Leu, quindi Fi, abbiamo sentito la Meloni al telefono e anche interloquito col Pd”. 

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Il 23 marzo debutterà il nuovo Parlamento, con la prima seduta che verrà dedicata all'elezione dei presidenti di Camera e Senato. Ma quali sono i nomi in lizza? Oltre ai personaggi caldeggiati da Lega e M5s, ci sono anche alcuni outsider che potrebbero spuntarla a sorpresa. 

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I nomi dei 5 stelle

Come affermato da Toninelli, il Movimento 5 stelle vorrebbe avere la presidenza della Camera. Tra i possibili nomi che incontrano il favore dei pentastellati c'è proprio il neocapogruppo di Palazzo Madama Toninelli, a cui aggiungere anche l'ex capogruppo storico del Movimento, Vito Crimi. Un nome che farebbe sicuramente piacere a Luigi Di Maio è Riccardo Fraccaro, 37enne volto storico, molto vicino al candidato premier. Da non escludere anche la nomina del giornalista Emilio Carelli,  65 anni, neo eletto alla Camera, che potrebbe trovare il consenso anche da parte del centrodestra.

I nomi del centrodestra

Dal canto suo, il centrodestra ha diversi nomi 'caldi' per le due Camere. In pole position per il Senato c'è Roberto Calderoli, ex ministro e vicepresidente di Palazzo Madama per tre legislature. Membro storico della Lega, è sicuramente il favorito di Salvini. L'alternativa indicata da Forza Italia potrebbe essere Paolo Romani. Un altro ex ministro in aria di candidatura è Mariastella Gelmini, 44 anni, per i forzisti sarebbe il profilo ideale per la presidenza della Camera. Da non dimenticare un altro nome caldeggiato dalla Lega, quello di Giancarlo Giorgetti, 52enne ex capogruppo del Carroccio alla Camera.

Gli outsider

Nonostante il Partito Democratico sia uscito con le ossa rotte dalle elezioni, uno dei successori di Grasso e Boldrini potrebbe anche arrivare dal centrosinistra. Roberto Giachetti, già vicepresidente della Camera dei deputati ed ex candidato sindaco di Roma, potrebbe essere il nome ideale per Montecitorio in grado di accontentare anche il Pd. La vera outsider per Palazzo Madama potrebbe essere Emma Bonino, leader di +Europa. La 70enne, volto storico della politica italiana, eletta con la coalizione del centrosinistra, potrebbe essere un nominativo in grado di accontentare tutte le forze politiche in gioco.

Camera

Il regolamento di Montecitorio prevede che per l'elezione del presidente della Camera avvenga uno scrutinio segreto con una maggioranza dei due terzi dei componenti nella prima votazione. Dal terzo scrutinio in poi si procederà con la maggioranza assoluta. Come deputato più anziano per elezione tra i vicepresidenti della legislatura precedente, sarà Roberto Giachetti a guidare i lavori. A differenza di come succedeva in passato, le astensioni non conteranno come voti contrari.

Senato

Per quanto riguarda il Senato, l'elezione del presidente avverrà sempre per scrutinio segreto. Serve la maggioranza assoluta nei primi due scrutini e la maggioranza assoluta dei voti dei senatori presenti al terzo. Se al quarto scrutinio non si arriva ad una elezione, scatterà il ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il  maggior numero di voti nelle precedenti votazioni. In caso di parità verrà eletto il deputato più anziano. Anche per il Senato entra il vigore il nuovo regolamento: saranno considerati presenti soltanto i senatori che voteranno in maniera favorevole o contraria, gli astenuti verranno considerati non presenti.

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