Cannabis legale: in Parlamento arriva la legge ed è subito rinviata a settembre

Duecento i parlamentari che hanno sottoscritto il testo che vuole sancire un registro autorizzatorio per i produttori: "per lo Stato vale come una Finanziaria da 8 miliardi di euro". Contro la legge i centristi presentano migliaia di emendamenti

Oltre 220 i parlamentari che hanno sottoscritto il testo rappresentanti di gruppi di maggioranza e opposizione: "insieme compaiono deputati e senatori di Sinistra Italiana, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, e Forza Italia

Approda all'esame dell'aula della Camera dei Deputati la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis che verrà riassunto ai colleghi dai presidenti delle due commissioni competenti Giustizia e Affari sociali, Ferranti e Marazziti: il provvedimento sarà rinviato a settembre dopo l'alluvione degli emendamenti, 1.700, presentati dagli "alfaniani" di Area popolare. Uno stop esplicito all'approvazione di una legge rivoluzionaria arriva dai centristi che sostengono che i promotori non abbiano i numeri per approvare la legge. E' il ministro con delega alla Famiglia Enrico Costa, in un'intervista al Mattino che commenta come in Italia ci siano "altre priorità da affrontare".

Sono oltre 220 i parlamentari che hanno sottoscritto il testo, rappresentanti di gruppi di maggioranza e opposizione: "insieme compaiono deputati e senatori di Sinistra Italiana, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, e Forza Italia. "I soli a non essere rappresentati nella lista  - chiariscono dall'enturage dell'intergruppo - sono gli onorevoli eletti da Fratelli d'Italia, NuovoCentrodestra e Lega Nord.

I MOTIVI DEL SI' ALLA LEGALIZZAZIONE

"Legalizzare le droghe leggere indebolirà le mafie sottraendo loro capitali e allo stesso tempo ridimensionerà il mercato illegale". Nel dibattito sulla legalizzazione della cannabis, lo scrittore Roberto Saviano si schiera nel "partito" del sì: "Il mio appello è rivolto soprattutto a chi non ha mai pensato minimamente di fare uso di droghe leggere né di volerne un uso di massa. Le parole d'ordine, insomma, sono "non voglio drogarmi, odio il consumo. E per questo legalizzo", conclude lo scrittore.

VERONESI: "IL TABACCO FA 10 VOLTE PIU' MORTI". "Sono molto favorevole alla legalizzazione della cannabis perché i proibizionismi non funzionano. In Italia è proibito l`uso della cannabis e il 70% delle persone la usa o l`ha usata. Quindi è un insuccesso che va solo a vantaggio della criminalità organizzata, perché crea un mercato nero che fa vivere benissimo tutti i delinquenti", ha detto il prof. Umberto Veronesi su Radio Cusano. "Se invece fosse libera, come lo è in molti altri Paesi, sarebbe tutto più facile, chi la vuole se la compra, non deve andare in un angolo della strada a farsela vendere da un pusher. Io non consiglio certo ai miei figli di fumare marijuana, così come non gli consiglio di bere alcol o di fumare tabacco. Il tabacco fa 10mila volte più morti di quanti ne faccia la marijuana. Non è un trattamento totalmente innocuo, ma ha un limite molto basso di pericolosità", ha concluso.

LA PROPOSTA DI LEGGE

L'intergruppo sulla cannabis ha uniformato l'insieme delle proposte di legge depositate durante la legislatura presentato un testo alla commissioni affari sociali della Camera. Il testo, che approderà in aula sottoscritto da 220 deputati e 75 senatori va a normare l'intera filiera della cannabis stabilendo limiti e modalità per l'autocoltivazione, la commercializzazione e il possesso di sostanze cannabis derivate. 

Il legislatore ha pensato di introdurre un regime autorizzatorio per i produttori che segue la normativa sul monopolio dei tabacchi, con la creazione di "cannabis shop" in cui potranno essere vendute esclusivamente prodotti a base di cannabis, derivati da una filiera controllata, e sottoposti ad una tassazione uguale a quella dei tabacchi. "Per lo Stato - stimano dall'Intergruppo - si stimano introiti per 8 miliardi di euro".

IL POSSESSO. Sarà lecito passeggiare in strada con una quantità di cannabis per uso ricreativo pari a 5 grammi. In casa il possesso sarà innalzabile a 15 grammi. Rimane comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi. È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo.

L'AUTOCOLTIVAZIONE. Sarà possibile coltivare fino a 5 piante di cannabis, in forma individuale: vale a dire che in casa sono consentite 5 piante per ogni residente, previa una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio. 
I dati trasmessi sono inseriti tra i “dati sensibili” del Codice Privacy (opinioni politiche, tendenze sessuali, stato di salute…), e non possono essere né acquisiti, né diffusi per finalità diverse da quelle previste dalla procedura di comunicazione.

CANNABIS SOCIAL CLUB. Per chi non ha il tempo o gli spazi per creare il proprio orto casalingo sarà possibile creare associazioni senza fini di lucro, per coltivare fino a 5 piante di cannabis per ogni associato, fino ad un massimo di 50 soci. 

LA VENDITA. L'istituzione di un regime di monopolio per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio sarà autorizzata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli anche a soggetti privati. Il processo produttivo sarà tracciato e sottoposto al divieto di importazione e esportazione e vincolato alla sola vendita al dettaglio in esercizi dedicati esclusivamente a tale attività, sotto la vigilanza del Ministero della Salute. Nei cannabis shop sarà vietata la vendita ai minori.

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FUMO VIETATO ALL'APERTO. Resterà vietato il consumo in luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro, pubblici e privati, così come la guida sotto effetto di stupefacenti: la legalizzazione della cannabis non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psico-fisica.

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