Cannabis, il dissidente 5stelle e un accordo che rischia di andare in fumo

Sbotta il ministro per la Famiglia e Disabilità Lorenzo Fontana dopo la presentazione del disegno di legge per la liberalizzazione della cannabis a prima firma del senatore m5s Matteo Mantero

Il senatore M5s Matteo Mantero

"Le proposte sulla legalizzazione dell'uso della cannabis non sono concordate". Sbotta il ministro per la Famiglia e Disabilità Lorenzo Fontana dopo la presentazione del disegno di legge a prima firma Mantero depositata in Parlamento.

""Non è nel contratto del governo" spiega il ministro e esponente ultra cattolico del Carroccio. "Ci sorprende quindi che vengano presentati disegni di legge che sembrano più provocazioni che altro".

E a guardar bene la proposta di legge viene da un senatore pentastellato, Matteo Mantero, che è ben noto al governo, poco incline a rispettare i dettami dei maggiorenti del proprio partito e ancor più già minacciato di espulsione dal Movimento per aver contestato la posizione dell'esecutivo al momento dell'approvazione del decreto sicurezza (Mantero apostrofò il decreto Salvini come "legge stupida") e ancor prima la Manovra 2019 (la sua posizione venne archiviata dai probiviri m5s).

Ora il senatore dissidente prova a far passare una legge che difficilmente troverà l'avvallo della maggioranza. Lo scopo del disegno di legge è quello di consentire la coltivazione e la detenzione di marijuana. (Qui il testo della proposta di legge)

Se da tempo il Parlamento è stato teatro di discussione per la legalizzazione delle cosiddette droghe leggere, fu durante l'ultima legislatura che la nuova legge arrivò ad un passo dall'essere approvata, mentre passava invece lo sdoganamento della nota erba legale. Oggi si assiste invece ad una maggior chiusura sul tema anche in vista del giro di vite sui cosiddetti "cannabis shop" che vendono prodotti a basso contenuto di thc.

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Anche il mondo dell'associazionismo si schiera contro la proposta del Movimento 5 stelle: "Se fa male perché legalizzare la cannabis?  - dice all'Adnkronos il dirigente della comunità San Patrignano Antonio Tinelli  - È da dilettanti di criminologia pensare che la legalizzazione della cannabis possa limitare l'attività della criminalità organizzata finalizzata allo spaccio".

"L'Italia è il terzo paese europeo per uso di cannabis, il 30% dei ragazzi su 1.300 ospiti della nostra comunità riconosce che la cannabis è la droga da cui è principalmente dipendente; nel 92% dei casi è la porta d'ingresso per l'uso di altre sostanze".

"Negli ultimi anni - spiega Tinelli - abbiamo registato una concentrazione del principio attivo di 10-15 volte superiore a quello contenuto nella cannabis fumata 40 ani fa, questo perché il mercato esige oggi prodotti sempre più potenti e costi sempre più bassi. Tutto ciò ha fatto registrare un tragico aumento dei minori in comunità (+70% negli ultimi 3 anni) e un crollo vertiginoso dell'età media dei consumatori: il primo contatto a soli 14 anni".

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