Soldi pubblici all'Avanti, chiesti domiciliari per De Gregorio

Il "Caso Lavitola" continua a mietere 'vittime'. Il gip di Napoli ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare a carico del senatore del Pdl. L'accusa: aver promosso un'associazione a delinquere per incassare i contributi pubblici per l'editoria

Nel "caso Lavitola", ecco spuntare il senatore Pdl Sergio De Gregorio. Stamattina il gip del tribunale di Napoli ha emesso a carico del senatore un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari su richiesta dei Pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli, John Henry Woodcock per l'inchiesta relativa ai contributi sull'editoria a favore del giornale L'Avanti di cui Lavitola era direttore. Nella medesima vicenda sono indagate altre quattro persone con l'accusa di associazione per delinquere". 

Il caso Avanti - In tutto, per l'Avanti sono stati erogati finanziamenti pubblici per l'editoria per 23 milioni di euro dal 1997. Come si evince dalle carte della Procura, parte delle somme incassate dal giornale sarebbero state distratte dalle casse della società editrice e destinate "a soggetti domiciliati all'estero". I presunti illeciti riguardano i contributi erogati alla società editrice International Press che sarebbero stati incassati attraverso la documentazione attestante spese in realtà mai sostenute come quelle relative allo 'strillonaggiò. I reati ipotizzati in questo filone dell'indagine vanno dall'associazione per delinquere alla emissione e utilizzo di fatture false alla bancarotta fraudolenta, riciclaggio e truffa. 

Associazione a delinquere - Secondo il gip di Napoli, Valter Lavitola e il senatore Sergio De Gregorio sarebbero i "promotori" dell'associazione a delinquere. Agli altri quattro indagati si contesta invece di essersi associati "tra loro e con altre persone allo stato non identificate al fine di commettere più reati di emissione ed utilizzazione di fatture per prestazioni inesistenti, occultamento e distruzione di scritture contabili, riciclaggio, corruzione, bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, appropriazione indebita aggravata, trasferimento fraudolento di denaro, truffa e fraudolenta percezione di contributi pubblici (particolarmente quelli previsti per l'editoria) ed ogni altro delitto teso a finanziare illegalmente le proprie attività politiche ed imprenditoriali". 

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De Gregorio: "Ho già chiarito la mia posizione" - "Ho già dimostrato" spiega il senatore raggiunto dall'Ansa "con due lunghi interrogatori e il deposito di atti voluminosi dal 15 novembre in poi - data del primo accesso della Guardia di Finanza nei miei uffici - che la mia responsabilità nei confronti del giornale è temporalmente cristallizzata fino al 2006, quando sono state eletto al Parlamento". Il parlamentare, ex direttore del quotidiano socialista e fondatore del movimento Italiani nel Mondo, evidenzia che in quello stesso anno spiegò a Lavitola che si sarebbe sottratto ai suoi compiti "per incompatibilità" con il nuovo incarico parlamentare. "Non mi sono mai tirato indietro, insieme con i miei collaboratori, rispetto alle richieste dell'autorità giudiziaria, e mi sono presentato spontaneamente per chiarire ogni aspetto della vicenda, senza celare nulla. Ripeto: non capisco quale necessità ci sia di questa misura cautelare. Comunque aspetto serenamente gli eventi, ma mi difenderò con le unghie e con i denti". 

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