Cittadinanza ai figli dei migranti, intesa Pd-M5s sulla "legge Boldrini"

Lo "Ius culturae" è il principio alla base della nuova legge sulla cittadinanza che da giovedì 3 ottobre sarà all'esame della Commissione Affari costituzionali. Intesa nella maggioranza: del testo, a prima firma Boldrini, sarà relatore il pentastellato Giuseppe Brescia

Laura Boldrini in piazza del Parlamento (alle spalle di palazzo Chigi), Roma 2 settembre 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Ripartirà giovedì 3 ottobre in commissione Affari Costituzionali alla Camera la discussione sulla proposta di legge sulla cittadinanza che introduce il cosiddetto ius culturae.

Il relatore sarà Giuseppe Brescia (M5S), presidente della commissione, dopo che l'ex relatore Roberto Speranza è entrato a far parte del governo. A fine ottobre 2018 era stato infatti il gruppo di Liberi e Uguali a chiedere l'incardinamento, allora in quota opposizione, della proposta di legge a prima firma Boldrini, da pochi giorni entrata nel Pd.

''In commissione -spiega Brescia- arriveranno altre proposte di altri gruppi, tra cui anche quella del Movimento 5 Stelle, e le esamineremo. Personalmente credo che lo ius culturae possa rappresentare una soluzione ragionevole, anche perché mette al centro le nostre scuole come potente fattore di integrazione".

Plauso da parte del Pd con l'ex presidente Matteo Orfini che incoraggi a trovare una intesa in tempi brevi: "Come abbiamo ritenuto urgente il taglio sul numero dei parlamentari, si utilizzi la stessa urgenza e la stessa fretta per riconoscere diritti a cittadini italiani a cui vengono negati, a bambini che frequentano le stesse scuole dei nostri figli".

"Serve un patto politico tra le forze delle maggioranza e credo che ci siano tutte le condizioni perchè accada. Sulla carta nel Pd sono tutti d'accordo e molti 5 Stelle sono convinti che si tratti di una giusta. Non possiamo fermarci per paura di Salvini...".

Scontato l'appoggio di Italia Viva: era stato proprio Matteo Renzi a rilanciare sulla cittadinanza ai figli dei migranti proponendo una raccolta firme

Dello stesso avviso l'ex segretario del Partito democratico Maurizio Martina che vede nell'istituto dello ius culturae un valido principio giuridico. 

Cittadinanza ai migranti, che cos'è lo ius culturae

La fattispecie giuridica dello ius culturae introduce una modalità di acquisto della cittadinanza inedita per l'ordinamento italiano. Per tale principio beneficerebbe della cittadinanza italiana anche uno straniero non nato in Italia (a differenza dello ius soli che garantisce la cittadinanza a tutti i nati sul suolo italiano). L'acquisizione della cittadinanza sarebbe invece conseguente ad un percorso formativo scolastico.

In tal senso la proposta di legge Boldrini (scarica il Pdf) spiega che diviene cittadino italiano:

Lo straniero nato o entrato in Italia entro il decimo anno di età, che vi abbia regolarmente soggiornato fino al compimento della maggiore età;

Il minore figlio di genitori stranieri se ha frequentato un corso di istruzione primaria o secondaria di primo grado ovvero secondaria di secondo grado ovvero un percorso di istruzione e formazione professionale idoneo al conseguimento di una qualifica professionale;

lo straniero che risiede legalmente da almeno cinque anni nel territorio della Repubblica e che è in possesso del requisito reddituale;

il cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea che risiede legalmente da almeno tre anni nel territorio della Repubblica;

lo straniero regolarmente soggiornante da almeno tre anni a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato.

Migranti, straniero il 10% degli studenti

Proprio oggi la Caritas ha presentato il suo annuale Rapporto sull'immgrazione. Tra i dati raccolti dalla fondazione migrante vi sono quelli degli alunni stranieri che frequentano le scuole italiane: nell'anno scolastico 2017/2018 erano 841.719, il 9,7% della popolazione scolastica totale, in aumento di 16mila unità rispetto all'anno scolastico precedente.

L'incidenza degli alunni stranieri sul totale della popolazione scolastica varia in modo significativo: è la Lombardia a registrare il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana (213.153). Seguono Emilia-Romagna, Veneto, Lazio, Piemonte e Toscana. I dati attestano, inoltre, che ben il 63,1% degli alunni con cittadinanza non italiana è nato in Italia.

Migranti, in Italia oltre 5 milioni di stranieri regolari

L'Italia con 5.255.503 cittadini stranieri regolarmente residenti (8,7% della popolazione totale residente in Italia) si colloca al terzo posto nell'Unione Europea.

Al 1° gennaio 2019 le comunità straniere più consistenti sono quella romena (1.206.938 persone, pari al 23% degli immigrati totali), quella albanese (441.027, 8,4% del totale) e quella marocchina (422.980, 8%).

Le province nelle quali risiede il maggior numero di cittadini stranieri sono Roma (556.826, 12,8%), Milano (470.273, 14,5%), Torino (221.842, 9,8%), Brescia (157.463, 12,4%) e Napoli (134.338, 4,4%).

Migranti, crescono le famiglie miste 

Nell'ultimo anno sono calate del 23,2% le acquisizioni di cittadinanza, mentre sono aumentati i matrimoni con almeno uno dei coniugi straniero.

Nel corso del 2017 sono stati celebrati 27.744 matrimoni con almeno uno dei coniugi straniero, in aumento rispetto al 2016 (+8,3%). Nel 55,7% dei casi si tratta dell'unione di uomini italiani con donne straniere. Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna raccolgono il 37,4% del totale nazionale dei matrimoni misti.

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