Consultazioni, giro di incontri di 48 ore: è rebus governo

Mattarella potrebbe dare un incarico pieno o più probabilmente esplorativo. Oppure avviare subito nuovi colloqui: il calendario e gli scenari

Ansa

La politica si rimette in moto dopo la pausa pasquale. Prendono il via mercoledì 4 aprile le consultazioni per il nuovo governo: i partiti maggiori saliranno al Colle giovedì 5. Il primo giro di consultazioni dovrebbe risolversi nel giro di 48 ore. Due giorni che, con ogni probabilità, non basteranno a trovare la quadra di una maggioranza parlamentare che, al momento, pare essere ancora lontana dal palesarsi. Dopo i primi incontri, il Presidente Sergio Mattarella avrà davanti una serie di opzioni: affidare un incarico, che potrebbe essere pieno o solo esplorativo, oppure se la situazione fosse ancora molto nebulosa dare il via ad un secondo giro di consultazioni. Non è esclusa nemmeno una pausa di rilfessione per dare ulteriore tempo alle forze politiche di trovare una qualche intesa.

L'ipotesi estrema del "governo delle Camere": di cosa si tratta?

I primi a salire al Colle, mercoledì mattina, saranno i presidenti di Senato e Camera, Alberti Casellati e Fico, seguiti dall'unico presidente emerito ancora in vita, ovvero Giorgio Napolitano. Dopodiché nel pomeriggio inizieranno gli incontri con i gruppi parlamentari.

Il programma delle consultazioni al Quirinale

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La partita del governo si intreccia con diversi appuntamenti importanti, dentro e fuori dal Parlamento. Un primo test arriva a metà aprile, se il governo Gentiloni deciderà di trasmettere il Def (Documento di economia e finanza), che per legge andrebbe inviato al Parlamento entro il 10 aprile, per essere votato entro la fine del mese. Il ministero dell'Economia vuole presentare una versione leggera, con il solo aggiornamento dell'andamento tendenziale dell'economia. Ma nel governo non tutti sono convinti che sia effettivamente necessario questo passaggio, data la disponibilità mostrata da Bruxelles - e dal commissario Moscovici - ad adattarsi ai "ritmi" della democrazia italiana. Se così non dovesse essere, la palla passerebbe alle commissioni speciali: quella del Senato si è già formata e mercoledì voterà il presidente, a Montecitorio dovrebbe essere varata tra mercoledì e giovedì. Le risoluzioni sulle quali il Parlamento è chiamato ad esprimersi saranno il primo banco di prova per vedere se ci sono margini concreti di convergenza tra i gruppi.

Sulla via del nuovo governo anche alcuni importanti appuntamenti elettorali. I due vincitori delle elezioni del 4 marzo continueranno a sfidarsi nei territori: le regionali del Molise (il 22 aprile) e Friuli Venezia Giulia (il 29 aprile). Da lì, ha auspicato Matteo Salvini, potrebbe arrivare un "segnale al Quirinale", con una "nuova vittoria del centrodestra unito". Possibile che Di Maio e Salvini si vedano dopo il primo giro di consultazioni, la prossima settimana, per cercare un'intesa? Vedremo. Altro passaggio chiave, se l'impasse dovesse protrarsi ancora a lungo, potrà essere poi l'appuntamento con le amministrative del 10 giugno, quando sette milioni di italiani saranno chiamati al voto in 797 Comuni (ventuno i capoluoghi di provincia).

Verso un governo: tutti gli scenari possibili

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