Nasce il nuovo governo Conte: il premier incaricato ha accettato con riserva

Secondo la prassi costituzionale Conte - ricevuto da Mattarella - ha accettato l'incarico con riserva per sondare la solidità della nuova maggioranza nata dall'alleanza tra M5s e PD. Primo problema il programma, poi la squadra di governo e i numeri "insufficienti" al Senato

Il presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte a colloqui con il capo dello Stato Sergio Mattarella (Foto Quirinale)

Giuseppe Conte è salito alle 9:30 al Quirinale per ricevere dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'incarico di formare un nuovo governo: sarà il punto di partenza del Conte bis.

"Preciso subito che non sarà un Governo contro, sarà un Governo per il bene dei cittadini, per modernizzare il Paese, per rendere l'Italia ancora più competitiva, più giusta, solidale, inclusiva". Lo ha detto Giuseppe Conte che - accettando con riserva l'incarico - ha voluto ringraziare Pd e 5 stelle per l'appoggio già dichiarato annunciando come avvierà fin da subito nuove consultazioni per formare la squadra di governo e scrivere il programma.

"Nei prossimi giorni tornerò dal Presidente per sciogliere la riserva e sottoporgli, in caso di esito positivo, le proposte relative alla nomina dei ministri".

Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte si è recato a palazzo Giustiniani per conferire con il presidente del Senato Elisabetta Casellati, poi alla Camera per incontrare il presidente Fico. Il premier incaricato vedrà le delegazioni dei partiti nella sala Busti a Montecitorio. 

Perché lo spread è in discesa

Intanto giungono buone notizie dalla Borsa di Milano dove si sono registrati nuovi minimi storici per il Btp. Il rendimento dei titoli di stato a scandenza decennale sono scesi sotto la soglia dell'1% attestandosi allo 0,95%, mentre lo spread si porta a 165 punti base. Forte rialzo per il mercato azionario con il Ftse Mib che si conferma in progresso del 2% a 21.394 punti. Sprint per le aziende di Stato: Leonardo guadagna il 4,7% e Poste Italiane il 4,5%.

Nuovo governo, le consultazioni di Conte

Conte incontrerà: alle ore 15.20 i componenti del gruppo Misto - Italiani all'Estero; alle ore 15.40 +Europa-Centro Democratico; alle ore 16.00 Misto - 'Noi con l'Italia'; alle ore 16.20 Misto - 'Civica Popolare'; alle ore16.35 Misto - PSI; ore 16.50 Misto - 'Sogno Italia-10 volte meglio' ; ore 17.45 'Autonomie'; ore 18.15 - Liberi e Uguali.
I leader dei tre partiti del centrodestra potrebbero disertare invece le consultazioni con il premier incaricato. Matteo Salvini ha già deciso in tal senso, Berlusconi oggi è rientrato ad Arcore. La delegazione di Fratelli d'Italia è attesa alle 9.30, quella della Lega alle 10.30 quella forzista alle 11.30.

Nuovo governo, le notizie in diretta

  • ore 10:59 - Gentiloni: "Svolta green e sociale, lontano dai balconi"
    Subito dopo il discorso di Conte arriva il commento - via twitter - dell'ex premier e presidente del Pd Paolo Gentiloni: "Vogliamo un Governo europeista, una piena democrazia liberale, una svolta green e sociale. Comincia l’avventura. Asticella molto alta, alla larga dai balconi".
    Non sfugge la citazione critica nei confronti dell'attitudine degli esponenti del governo uscente.
  • ore 10:53 - Conte: "Governo nel segno della novità"
    "Avvierò consultazioni con tutti i gruppi parlamentari". Lo ha detto il presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte che ha voluto ringraziare Pd e 5 stelle per l'appoggio già dichiarato. "Dobbiamo metterci all'opera per definire manovra economica che contrasti l'aumento dell'Iva, che tuteli i risparmiatori e offra una solida prospettiva di crescita e sviluppo sociale. Dobbiamo trasformare il momento di crisi in occasione di rilancio". 
    Conte nel suo progetto di governo parla della prospettiva di "un Paese che veda un Mezzogiorno finalmente rigoglioso, un Paese nel quale la PA non sia permeabile dalla corruzione sia amica di cittadini e imprese, con una giustizia più equa e efficiente." Non solo. In politica estera disegna un Paese che veda "la difesa dell'interesse nazionale nel quadro di un multilateralismo efficace, fondato sulla nostra collocazione euroatlantica e sull'integrazione europea".
    Conte esponendo la propria agenda parla del "primato della persona; il lavoro, come supremo valore sociale; l'uguaglianza nelle sue varie declinazioni; il rispetto delle istituzioni; il principio di laicità e di libertà religiosa".
    "Questi principi sono gli elementi di coerenza con cui intendo dare vita a questa nuova stagione. Coerenza porrò nella cultura delle regole, nella fedeltà ai valori che hanno sempre ispirato la mia azione".
    "Mi ripropongo di creare una squadra di lavoro che si dedichi incessantemente a offrire ai nostri figli l'opportunità di vivere in un Paese migliore. Lavoreremo per un paese che rimuova le disuguaglianze di ogni tipo" ha concluso Conte citando il principio di dar vita ad un nuovo umanesimo.

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  • ore 10:29 - Il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti ha annunciato che Conte ha accettato l’incarico con riserva.

Secondo la prassi costituzionale il premier incaricato ha con riserva per sondare la solidità della nuova maggioranza nata dall'alleanza tra Movimento 5 stelle e Partito Democratico, cui si aggiungeranno i voti dei parlamentari di Liberi e Uguali e la non opposizione annunciata dal gruppo parlamentare delle autonomie e parte di senatori e deputati del gruppo misto.

Basi tutt'altro che solide che aspettano inoltre di essere formalizzate in un programma di governo che Di Maio durante le consultazioni ha definito necessariamente omogeneo: servirà una mediazione tra le anime di Pd e Movimento 5 stelle che possono dialogare su punti di contatto tutt'altro che nuovi.

Nuovo governo, i numeri del Conte Bis

Il nodo per il nuovo governo è Palazzo Madama: in Senato i parlamentari in quota della maggioranza 'giallorossa' si fermano a quota 158, tre in meno rispetto a quelli che servono per raggiungere la maggioranza (M5s 107 senatori, Pd 51). Considerando che dentro il Movimento c'è quantomeno il dissidente Gianluigi Paragone che non voterà la fiducia al governo giallorosso, diventano determinanti i voti di ogni singolo parlamentare. Potrebbero tuttavia rientrare i senatori ex M5S (Paola Nugnes, Gregorio De Falco, Saverio De Bonis, Carlo Martelli e Maurizio Buccarella) che lasciarono il gruppo parlamentare sulla scia dei contrasti con la linea "salviniana" del Governo.

Alla resa dei conti grazie ai voti dei senatori del gruppo misto (15) e Autonomie (8) il governo giallorosso dovrebbe ricevere tra i 163 e i 171 sì. Occhio tuttavia al fattore Renzi: i senatori dem definiti "renziani" sono 40 su 51, qualificando nell'ex premier un convitato di pietra in ogni futura mediazione tra la segreteria di Zingaretti e i pentastellati.

numeri partiti senato-2

Ma come sarà il nuovo governo? Beppe Grillo ieri ha chiesto un passo di lato ai pentastellati per lasciare poltrone dei ministeri a tecnici da cui "imparare a governare". Tuttavia la scelta di togliere le poltrone dalla contesa politica potrebbe risultare esplosiva nella contrapposizione tra i due schieramenti che hanno passato giorni a confrontarsi tra polemiche mai veramente sopite

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Molto andrà sondato ancora nei termini di un'alleanza con il Partito Democratico che all'estero viene vista come una coalizione non più stabile di quella fondata sul contratto di governo con la Lega.

In ambienti della nuova maggioranza si parla di un possibile voto di fiducia per il 9 settembre, tuttavia il destino del governo giallorosso dovrebbe passare tra le mani degli attivisti pentastellati che - come spiega il blog del M5s - saranno chiamati a votare un referendum online sulla piattaforma Rousseau.

Ma cosa succederà poi? Gli italiani potranno dire la loro alle urne: restano infatti tre importanti appuntamenti elettorali nel calendario delle elezioni regionali 2019. I cittadini di Calabria ed Emilia Romagna voteranno tra novembre e dicembre 2019 e ancor prima toccherà agli elettori dell'Umbria chiamati il 27 ottobre ad eleggere il nuovo governatore dopo lo scandalo che ha colpito la presidente della Regione, Catiuscia Marini, dimissionaria pochi giorni dopo gli arresti nell'inchiesta sulla sanità regionale. Per la nuova maggioranza sarà il primo banco di prova anche in virtù dei necessari provvedimenti che andranno presentati in sede di discussione della manovra per l'approvazione del bilancio 2020. 

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