Quando Conte minacciava le dimissioni e Salvini diceva: "Non abbiamo mai smesso di lavorare"

Solo pochi mesi fa il leghista vedeva con il fumo negli occhi il ritorno alle urne. Il premier dal canto aveva assicurato che non avrebbe vivacchiato. Ma nonostante le continue liti tra i due alleati le dimissioni non sono mai arrivate

Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti

"Questo governo ha sempre parlato poco e lavorato molto. Questo governo non era in spiaggia, era ogni giorno nelle sedi istituzionali a lavorare dalla mattina alla sera nel rispetto degli italiani". Così il premier Conte ha risposto al duro j’accuse lanciato ieri da Matteo Salvini che descrivendo un esecutivo paralizzato e sostanzialmente immobile ha aperto ufficialmente la crisi che porterà alle elezioni anticipate. Per Salvini troppi no fanno male al Paese e "così non si va avanti".

Il presidente del Consiglio ha invece difeso l’operato del governo. Non solo. Il premier ha sfidato il leghista a riferire in Parlamento i motivi della rottura. Conte dunque non salirà direttamente al Colle per rassegnare le dimissioni, come avrebbe voluto Salvini, ma rimetterà il suo mandato solo dopo il voto di sfiducia delle Camere.

E dire che solo due mesi fa Conte e Salvini erano su posizioni diametralmente opposte. Ricordate il famoso ultimatum lanciato dal presidente del consiglio ai due vicepremier? Era il 3 giugno quando nel corso di una solenne conferenza stampa tirò le orecchie a Salvini e Di Maio: "Senza una chiara assunzione di responsabilità da parte di Movimento 5 stelle e Lega rimetterò il mio mandato".

E ancora: "Chiedo a Salvini e Di Maio di scegliere se hanno intenzione di proseguire nello spirito del contratto di governo, o riconsiderare la posizione confidando nelle elezioni anticipate"."Possiamo attendere un po' di tempo, ma il Paese non può attendere" disse ancora il premier negando però che il suo fosse un ultimatum. All’epoca Salvini rispose pressappoco come fa Conte adesso: "Noi non abbiamo mai smesso di lavorare, evitando di rispondere a polemiche e anche insulti, e gli Italiani ce lo hanno riconosciuto con 9 milioni di voti domenica (il giorno delle elezioni europee, ndr)".

Del resto, come nota Giornalettismo, Salvini aveva già più volte rassicurato gli elettori sulla tenuta dell’esecutivo: "L'ultima delle cose di cui hanno bisogno gli italiani - disse a Matrix il 7 maggio scorso - è una crisi di governo. Proseguiamo a governare fino a fine mandato". E ancora prima, il 19 aprile, dichiarò: "Con gli avversari potenti che ha questo governo, non capisco perché l’amico Di Maio parli di crisi di governo". 

Quanto a Conte è inutile dire che il suo appello ai due vicepremier è caduto nel vuoto. "Non vivacchio, scegliete cosa fare", disse allora l’avvocato del popolo. A quella conferenza stampa sono seguiti due mesi di accuse e veleni, ma delle sue dimissioni non si è avuta più notizia.  
 

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