Coronavirus, divieto di ingresso e uscita dai comuni focolaio. Si ferma anche il calcio

Isolamento totale delle zone in cui si registrano i contagi, annullamento delle manifestazioni sportive e culturali (rinviate 4 partite di Serie A), sospese le gite scolastiche: ecco le misure del governo per provare a fermare il coronavirus

Le misure del governo per provare a fermare il coronavirus. Foto Ansa

Dopo un lungo Consiglio dei ministri sull'emergenza coronavirus, il governo ha varato un piano per far fronte alle criticità. In estrema sintesi, il governo ha disposto una sorta di isolamento totale dei "Comuni focolaio", le zone in cui si registrano i contagi, soprattutto in Lombardia (nel lodigiano) e Veneto. Le aree saranno isolate: i cittadini interessati dal provvedimento non potranno lasciare i propri Comuni, né sarà possibile entrare dall'esterno (salvo deroghe specifiche). Tutto questo per un periodo non ancora specificato. A Milano scuole chiuse per una settimana

"Abbiamo adottato un decreto legge in materia di contenimento e gestione di questa emergenza epidemiologica per tutelare il bene della salute degli italiani, quello che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto", ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine del Consiglio dei ministri sull'emergenza coronavirus.

Nel decreto varato dal Consiglio dei ministri e contenente le misure che potranno essere adottate per fare fronte all'emergenza coronavirus si legge che "allo scopo di evitare il diffondersi di epidemie, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio di virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionale all’evolversi della situazione epidemiologica".

Coronavirus, perché il numero dei contagiati aumenterà (ma non dobbiamo spaventarci)

Sono undici i comuni del lodigiano e del Veneto in quarantena, interessati dall'emergenza coronavirus e dai relativi provvedimenti delle autorità per impedire la diffusione del virus: Vo' Euganeo, Codogno, Castiglione d'Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano.

Nel dettaglio, ecco quanto previsto dal provvedimento:

  • Divieto di allontanamento dal Comune o dall’area interessata da parte di tutti gli individui comunque presenti nel comune o nell’area.
  • Divieto di accesso al Comune o all’area interessata.
  • Sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in un luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico. "Il ministro dello Sport Spadafora ministro ha annunciato la determinazione a sospendere tutte le attività sportive programmate per domenica in Veneto e in Lombardia", ha aggiunto Giuseppe Conte. Saltano così domenica 23 febbraio le partite di Serie A Torino-Parma, Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria e Verona-Cagliari, rinviate a data da destinarsi.
  • Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, salvo le attività formative svolte a distanza. 
  • Sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei Beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché l’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero e gratuito a tali istituti e luoghi.
  • Sospensione di ogni viaggio d’istruzione, sia sul territorio nazionale sia estero.
  • Sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.
  • Applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva fra gli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusa.
  • Previsione dell’obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Italia da zona a rischio epidemiologico, come identificate dall’Oms, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, che provvede a comunicarlo all’autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.
  • Chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, 146, ivi compresi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità.
  • Previsione che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale.
  • Limitazione all’accesso o sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone terrestre, aereo, marittimo, ferroviario su rete nazionale o di trasporto pubblico locale, salvo specifiche deroghe previste dal provvedimento di cui all’articolo 3.
  • Sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità, tra cui la zootecnia, e di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare ovvero in modalità à a distanza.
  • Sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti nel comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori dal comune o dall’area indicata, salvo specifiche deroghe previste dal provvedimento di cui all’articolo 3.
  • Le autorità competenti hanno la facoltà di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione dell’epidemia anche fuori dai casi di cui all’articolo 1, comma 1.

Le misure sono adottate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Salute, sentito il ministro dell’Interno, il ministro della Difesa, il ministro dell’Economia e delle Finanze e gli altri ministri competenti per materia, nonché il presidente della Regione competente, nel caso in cui riguardino una sola Regione, ovvero il presidente della Conferenza dei presidente delle Regioni, nel caso in cui riguardino più Regioni.

Coronavirus, Lombardia e Veneto chiudono le università

Chiudono le università lombarde, almeno fino al 2 marzo, e quelle del Veneto per tutta la prossima settimana. Nel caso degli atenei della Lombardia, a deciderlo è la Conferenza dei Rettori delle Università lombarde, a seguito della seduta straordinaria del Consiglio dei ministri sulle misure contro l’epidemia di coronavirus. "Nei giorni da lunedì 24 febbraio a sabato 29 febbraio saranno sospese le attività didattiche (lezioni, esami e lauree)" spiega una nota del professore Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo. "In assenza di diverse indicazioni da parte delle autorità, tutte le attività potranno riprendere lunedì 2 marzo. Sedute di laurea ed esami saranno rinviati secondo calendari che verranno predisposti dalle singole sedi".

A imporre la decisione è stata "l’evoluzione della situazione relativa alla diffusione del coronavirus". Un'escalation in Lombardia che ha reso necessarie "misure cautelative a tutela della salute pubblica e del sereno funzionamento delle attività istituzionali di tutti gli atenei della Lombardia, stante la naturale e massiccia mobilità degli studenti, lombardi e non, all'interno del territorio regionale". L'azione della Conferenza dei Rettori "avviene e proseguirà in stretto contatto con le autorità civili e sanitarie. Informeremo studenti, personale e cittadinanza con tempestività riguardo ad ogni aggiornamento utile".

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Per quanto riguarda il Veneto, "i rettori di tutte le università del Veneto comunicano che la prossima settimana le università saranno chiuse. Quindi chi doveva fare lezione non fa lezione, chi doveva fare degli esami si spostano di una settimana", ha annunciato il presidente della Regione Luca Zaia. E ha aggiunto: "Rispetto a chiusure di strade e confinamenti, ne abbiamo parlato questa mattina e stiamo elaborando delle linee guida in maniera tale che ci sia un approccio uniforme, anche perché non sappiamo nei prossimi giorni quale sarà l’evoluzione".
 

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