Crisi di governo rimandata? Il caso Scalfarotto fa tremare il Conte bis (e Di Maio)

Il caso per il frazionamento delle competenze del Commercio internazionale. Una crisi rientrata solo "grazie all'emergenza coronavirus"

I sottosegretari al Ministero degli Esteri Manlio Di Stefano (S) e Ivan Scalfarotto (D) durante la riunione della VII Cabina di regia per l'Italia internazionale, Ministero degli Esteri, Roma, 20 dicembre 2019. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Il deputato di Italia Viva Ivan Scalfarotto ha deciso di non rimettere l'incarico di sottosegretario agli Esteri, ma il caso rischia di essere solo rimandato. È durissimo l'affondo del parlamentare renziano che ha rivolto una accusa al (ex) leader del Movimento 5 stelle Luigi di Maio.

"Raccogliendo l'invito che Italia Viva - spiega Scalfarotto - ho deciso di non provocare in questo delicato momento, con la decisione che in altre circostanze avrei certamente assunto senza alcun ritardo, una sia pur piccola crisi nella compagine governativa che potrebbe indebolirne l'immagine e la solidità percepita, anche a livello internazionale".

"Ieri pomeriggio -riferisce Scalfarotto-, senza alcuna previa consultazione, il ministro Di Maio mi ha inviato per lettera copia del suo decreto, già firmato e definitivamente inviato alla Corte dei Conti per la registrazione, con il quale mi ha assegnato le deleghe da esercitare nella mia qualità di Sottosegretario di Stato degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: Europa esclusa la Russia, Politiche commerciali (si tratta di tutto ciò che riguarda dazi e barriere al Commercio), adozioni internazionali".

"Ad altro collega sono state invece affidate le 'questioni relative alle imprese', la promozione degli scambi, l'attrazione investimenti, la supervisione della vendita di armamenti e prodotti 'dual use', spazio e aerospazio, energia, innovazione e ricerca, mare e ambiente (oltre all'Asia, Cina esclusa). Il Ministro ha invece tenuto per sé - non attribuendo, a suo dire provvisoriamente, le relative deleghe - tra l'altro: fiere, missioni di sistema e la vigilanza su ICE, SACE/SIMEST e Invitalia, con la responsabilità di tutti i fondi promozionali che queste società gestiscono".

"Stanti così le cose, e non avendo avuto la possibilità di discutere preventivamente la questione, ho solo potuto reiterare telefonicamente in modo molto franco al Ministro le considerazioni che avevo avuto già occasione di esporgli in numerose circostanze precedenti, private e pubbliche. Tralasciando il fatto che questa ripartizione rinnega gli accordi assunti al momento della formazione del governo (il che non depone mai favorevolmente per la solidità di una coalizione), ho spiegato al Ministro ancora una volta perché considero un errore gravissimo frazionare le competenze del Commercio internazionale privando le aziende che esportano e le nostre fiere - già in gravissime difficoltà a causa del CoronaVirus - di una interlocuzione unitaria con il governo, soprattutto nel momento di passaggio di queste delicate competenze dal MISE al Ministero degli Esteri".

"Un errore grossolano - che peraltro curiosamente contraddice le scelte fatte dallo stesso Ministro Di Maio quando era allo Sviluppo Economico - di cui -prosegue Scalfarotto- non desidero assumermi la benché minima responsabilità, avallando, con il mio benestare a questa suddivisione di competenze, una decisione che considero dettata esclusivamente dalla necessità solo politica di tener buoni un po' tutti, invece che per assicurare il buon funzionamento del governo e perseguire il superiore interesse del Paese".

"Tuttavia, consultati come necessario gli organi del mio partito, abbiamo purtroppo dovuto rilevare che l'attribuzione delle deleghe, dopo oltre cinque mesi di attesa, è giunta proprio durante un importante vertice internazionale e, soprattutto, proprio al culmine di una crisi sanitaria ed economica assolutamente inaudita e straordinaria. Per queste ragioni, raccogliendo l'invito che Italia Viva mi ha rivolto in questo senso, ho deciso di non provocare in questo delicato momento, con la decisione che in altre circostanze avrei certamente assunto senza alcun ritardo, una sia pur piccola crisi nella compagine governativa che potrebbe indebolirne l'immagine e la solidità percepita, anche a livello internazionale".

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"Desidero inoltre non suscitare la minima impressione di una mia mancanza di rispetto nei confronti dei nostri concittadini, delle nostre imprese e delle persone che ci lavorano, che stanno vivendo situazioni personali e professionali estremamente complicate e difficili. Illustrerò dunque le mie decisioni e le ragioni delle stesse spero al più presto possibile, non appena l'attenuarsi di questa terribile emergenza nazionale me ne darà la possibilità e la dialettica politica e istituzionale sarà finalmente tornata alla normalità".

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