Crisi, nell'Eurozona sarà scontro sulla crescita

Fase di stallo in attesa del voto in Francia e in Grecia di domenica. Il Fmi suona l'allarme: "Ci sono meno di tre mesi per salvare l'Euro". Intanto la speculazione sui debiti pubblici attacca Italia e Cipro

L'Europa torna a fare ed avere paura. Il piano di cento miliardi per sostenere il sistema bancario spagnolo, infatti, sembra non essere sufficiente per fermare la crisi del debito.

Lagarde: "Tre mesi per salvare l'Euro" - In quest'ottica vanno lette le dichiarazioni del direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, che ha avvertito: "Ci sono meno di tre mesi per salvare l'Euro".

Il che, tradotto, significa: ci sono meno di tre mesi per evitare quattro scenari catastrofici. Il primo, che la Grecia esca dall'Euro. Il secondo: che la Spagna debba ricorrere ad ulteriori aiuti per un totale di trecento miliardi di euro. Tre: che il debito pubblico italiano venga aggredito dalla speculazione. Quattro: che Cipro precipiti definitivamente nella morsa della crisi del debito.

Pugno duro della Merkel - Quattro punti al quale la cancelliera tedesca Angela Merkel ha aggiunto un quinto scenario da scongiurare: l'interruzione di quello che ha chiamato "il percorso di risanamento dei bilanci e delle riforme proprio ora che alcuni Paesi iniziano a muoversi nella giusta direzione".

Partiamo da quest'ultimo punto. Angela Merkel ha spiegato che "i risultati ottenuti dalle Germania sulle riforme dimostrano che sono la strada giusta" ma "serve tempo" affinché sortiscano benefici concreti. Parallelamente fonti del governo tedesco hanno chiarito che non intendono lasciarsi pressare in occasione del G20 della prossima settimana da coloro che affermano che bisogna adottare misure a sostegno della crescita economica anche in deficit di bilancio.

Parole, al momento, e null'altro se si considera il grido d'allarme lanciato dal Fondo monetario internazionale che ha fissato in novanta giorni il limite in cui arrivare alla salvezza dell'Euro.

Spread Btp-Bund alle stelle - Ed è proprio da questo allarme che oggi, con l'Italia sotto l'attacco della speculazione, il differenziale tra Btp e Bund, il temibile "spread", è arrivato a sfiorare i 490 punti.

Scontro Italia-Austria - Per questo - a dimostrazione del caos che regna nell'Eurozona - il ministro delle Finanze austriaco, Maria Fekter, ha ipotizzato che l'Italia possa ricorrere, dopo la Spagna, ad aiuti. Una dichiarazione che ha fatto letteralmente infuriare il premier Mario Monti: "Siccome considero del tutto inappropriato che un ministro delle Finanze di uno Stato membro commenti, e commenti in questo modo, la situazione di un altro Stato membro, mi astengo dal commentare a mia volta le dichiarazioni di questo ministro".

Scadenze - Domenica la Francia e la Grecia tornano alle urne. Due voti diametralmente opposti ma che potrebbero segnare il corso dell'Eurozona. La conferma di Hollande al secondo turno delle legislative darebbe alla Francia la forza di fare muro contro muro con la Germania sul tema degli eurobond e, soprattutto, sul tema della crescita. Atene è invece chiamata a decidere non solo il governo che guiderà il paese, ma cosa fare: dentro o fuori dall'euro. Una vittoria della sinistra di Syriza, data per favorita dai sondaggi, potrebbe avvicinare la Grecia alla porta d'uscita.

S&P e la Grecia fuori dall'euro - Un'ipotesi, questa, che viene presa in seria considerazione dagli analisti, in primis dall'agenzia di rating Standar&Poor's il cui direttore, Moritz Kraemer, in un articolo pubblicato dal Financial Times, spiega che un'eventuale uscita di Atene dall'Euro porterebbe ad una vera e propria "fuga" dai conti correnti. Eventualità che "assesterebbe il proverbiale colpo di grazia al già disastrato sistema bancario della Grecia". La prima conseguenza di questa ipotesi, per Kraemer, sarebbe una "ondata di fallimenti".



E secondo S&P le possibilità che si produca una simile situazione sono una su tre. Percentuale che aumenterebbe a dismisura se alle prossime elezioni dovesse vincere una maggioranza che si rifiutasse di adottare le misure concordate con l'Unione europea e il Fondo monetario internazionale in cambio di aiuti.

Attesa - Questo scenario di attesa porta tutta l'attenzione degli analisti e dei governanti alla data del 28 giugno quando si terrà un delicato Consiglio europeo incentrato sul tema della crescita. Quel giorno sapremo se Atene sarà ancora della partita "Euro" e se Hollande avrà la legittimazione popolare per andare allo scontro con la Merkel sul tema dell'austerità.

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