Per Bonetti il ddl Pillon “resterà nel cassetto”, ma la battaglia delle donne continua

La neoministra delle Pari Opportunità e della Famiglia affossa in meno di 140 caratteri il controverso ddl del senatore leghista Simone Pillon. “Siamo soddisfatte ma restiamo vigilanti”, dice Simona Lanzoni di Pangea Onlus, che chiede ulteriori prese di posizione in tal senso anche in Commissione Giustizia al Senato per quanto riguarda altri ddl sul tema

Un momento della manifestazione contro il decreto Pillon a Napoli,10 novembre 2018. ANSA/CIRO FUSCO

Il ddl Pillon non trova spazio nel governo giallorosso. Lo stop al contestato disegno di legge sull’affido condiviso del senatore leghista Simone Pillon “resterà nel cassetto”. A dirlo in un tweet è la neoministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti: “Se mi hanno lasciato nel cassetto una copia del dll Pillon? Non mi sono informata ma per quanto mi riguarda resterà nel cassetto”.

Una posizione che non stupisce, quella del ministro in quota Pd, visto che il Partito Democratico aveva più volte criticato il testo e ne aveva chiesto il ritiro, respingendo al mittente eventuali emendamenti. Critiche e malumori erano stati espressi anche da buona parte del Movimento 5 Stelle già durante la passata esperienza di governo a fianco della Lega, soprattutto dall’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora.

Il ddl Pillon era stato poi bollato come “inemendabile” da associazioni di donne, movimenti femministi, collettivi, comitati e centri antiviolenza. Per il 28 settembre era in programma a Roma una manifestazione per chiedere il ritiro del ddl Pillon, poi sospesa con la nascita del nuovo governo e in attesa di vedere gli sviluppi su questi temi. La manifestazione era stata indetta dopo il rinvio della discussione sul testo in commissione Giustizia al Senato, dove era stato affidato allo stesso Pillon il compito di unificare i sei ddl depositati per elaborare un testo unificato sull’affido condiviso.  

elena bonetti twitter ddl pillon-2

Bimbi divisi a metà, diritti negati e confusione: quello che non va nel ddl Pillon

"Bene lo stop al ddl Pillon di Bonetti, ma restiamo vigilanti"

“Siamo molto soddisfatte. È un bel segnale dal nuovo governo, ma ci preoccupa che in Commissione Giustizia al Senato esistano ancora altri ddl sullo stesso tema, collegati a quello di Pillon. Vorremmo avere rassicurazioni anche su questi da parte della Commissione e dal governo”, dice a Today Simona Lanzoni, vicepresidente della Fondazione Pangea Onlus, una delle associazioni più critiche nei confronti del ddl Pillon e che da anni lavora per i diritti umani delle donne. Rimane infatti la preoccupazione sul tema dell’alienazione parentale, tra i cardini del testo così duramente contestato e che ritorna anche in altri provvedimenti. “Già adesso l’alienazione parentale è utilizzata nei processi su casi di violenze in famiglia”, denuncia Lanzoni, che ricorda come la cosiddetta Pas (Parental Alienation Syndrome) non abbia ancora trovato un riconoscimento come disturbo mentale dalla maggioranza della comunità scientifica e legale internazionale. Eppure, denuncia Lanzoni, “viene utilizzata da psicologi e assistenti sociali e diventa spesso parte della lettura delle sentenze al termine del processo”. “Siamo soddisfatte per le dichiarazioni di Bonetti ma vorremmo che non esistessero più nemmeno gli altri ddl. Per questo restiamo vigilanti”, ribadisce quindi Lanzoni, che chiede alla neoministra azioni concrete anche per quanto riguarda la piena applicazione in Italia della Convenzione di Istanbul sulla violenza di genere e sulla violenza domestica, ratificata dal nostro Paese nel 2013 ma nei fatti tuttora inapplicata, come hanno denunciato nel tempo Pangea e altre associazioni.

Pillon replica e accusa: "Una vendetta contro la Lega"

Interpellato dall’AdnKronos, il senatore Pillon ha commentato il tweet della ministra. “Come ampiamente prevedibile, il Pd vuole imporre l'agenda al Movimento 5 Stelle tentando di bloccare la riforma dell'affido condiviso, senza neppure leggere il lavoro fatto in questi mesi sul testo unificato. Evidentemente secondo il ministro Bonetti i figli delle famiglie separate sono bambini di serie B, condannati a perdere uno dei genitori, specialmente il padre. Pur di vendicarsi della Lega, dalle parti del Pd son disposti a calpestare i diritti dei più piccoli". Pillon ha poi aggiunto: “Mi auguro che i parlamentari 5stelle, specialmente quelli che hanno condiviso il senso della riforma e hanno lavorato sodo con noi per migliorarne il testo, non accettino ordini da chi li ha insultati fino a ieri". “In ogni caso – ha concluso – noi non molleremo mai, finché non sarà riconosciuto il diritto di tutti i bambini a stare con mamma e papà".

Cosa prevede il ddl Pillon

Il ddl Pillon prevede di riformare l’affido condiviso e il mantenimento diretto, rifacendosi ai punti programmatici del contratto di governo firmato a suo tempo da Lega e M5s per quanto riguarda il diritto di famiglia.

Il ddl Pillon si fonda su quattro punti cardine: la mediazione civile obbligatoria (e a pagamento dopo il primo incontro) per le questioni in cui siano coinvolti i figli minorenni, la "bigenitorialità perfetta" ossia tempi paritetici per entrambi i genitori con i figli; il contrasto all'alienazione parentale; il mantenimento diretto senza automatismi.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Il concorso “per tutti” (o quasi): 616 posti a tempo indeterminato, basta la licenza media

  • Temptation Island Vip 2019: puntate, coppie e tutte le anticipazioni

  • Gianni Morandi racconta il dolore per la perdita della figlia

  • Estrazioni Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto di giovedì 10 ottobre 2019: i numeri vincenti

  • Imu e Tasi, ci sono novità: rischio stangata, ma per alcuni sarà conveniente

  • Ora solare 2019: conto alla rovescia per il cambio dell'ora (e presto ci saranno novità)

Torna su
Today è in caricamento