Governo, dal decreto rilancio parte la "sfida interna" del Pd al Movimento 5 stelle

Per Zingaretti il decreto rilancio appena varato dal governo è "un vero miracolo". Poi la stoccata al M5s: "Pensavano di dettare l'agenda, e di svuotare il Pd in pochi mesi. Ora sta succedendo l'esatto contrario". Gualtieri: "Non lasceremo indietro nessuno"

Zingaretti e Di Maio insieme in una foto d'archivio

"È evidente che le legittime preoccupazioni di una situazione senza precedenti possano generare anche rabbia. Lo capiamo e per questo il governo è impegnato a sostenere imprese e famiglie, a evitare un aumento delle diseguaglianze, ad aiutare i più deboli". Parola del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che in un'intervista di oggi a Repubblica, si dice fiducioso sul fatto che il decreto appena approvato dal governo giallorosso non lascerà indietro nessuno e rilancerà l'economia.

Ci sono state critiche in merito a come sono state allocate le risorse stanziate, e il ministro risponde che "sono critiche sbagliate. In primo luogo non sono aiuti a pioggia, ma la volontà di non lasciare indietro nessuno in una circostanza così drammatica. È una precisa scelta politica di questo governo, che io rivendico, ma è anche una scelta che ha efficacia economica. E non è vero nemmeno che nel decreto non si guardi allo sviluppo. Assieme alle misure per imprese, famiglie e lavoratori ci sono quelle sulla ricapitalizzazione delle imprese, molto importanti per le piccole e medie aziende, spesso sottocapitalizzate. Ci sono gli investimenti massicci sull'efficienza energetica degli edifici e un impegno senza precedenti sull'Università, con l'assunzione di 4.000 giovani ricercatori e il più consistente stanziamento per la ricerca mai realizzato. Sono investimenti sul futuro importanti, che mostrano eccome un'idea di sviluppo del Paese".

Sul Mes, Gualtieri ribadisce poi che "costituisce una importante rete di sicurezza, la sua semplice esistenza rappresenta un fattore di stabilità perché è facilmente accessibile e immediatamente a disposizione in una fase in cui tutti i paesi sono chiamati a finanziarsi in modo consistente sui mercati. Un eventuale utilizzo da parte dell'Italia verrà valutato a tempo debito".

Pd, Zingaretti: "Il decreto rilancio è un miracolo"

Il decreto rilancio appena varato dal governo è "un vero miracolo". Lo dice il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in un colloquio con La Stampa. "Lo so, c'è chi critica quelle 500 pagine sostenendo che ci sia un po' di tutto per tutti, che manchino una visione d'insieme dell'Italia che verrà e non ci siano vere e proprie riforme strutturali - spuega -. E' una maxi-manovra che facciamo in deficit, avrà ricadute sul debito pubblico che dovremo gestire per tutelare il futuro dei nostri figli. Ma le faccio una domanda: nelle condizioni politiche, economiche e sociali in cui ci troviamo, avremmo potuto fare di più e di meglio? Io le dico di no. E aggiungo: trovare la quadra, anche a costo di qualche compromesso, è stato un miracolo. Il massimo possibile, per garantire quello di cui c'è bisogno adesso: un sostegno al reddito delle famiglie e ai ricavi delle imprese".

"Stiamo attraversando un passaggio strettissimo - aggiunge -: se nei prossimi sessanta giorni la macchina dei sussidi non gira come deve, allora la rabbia sociale può esplodere. Questo è il pericolo più grande, per il Paese e per tutti noi, perché se la protesta deflagra poi rischiamo di non controllarla più".

Sulle tensioni tra gli alleati di Governo, il segretario del Pd risponde affermando che: "capisco chi a volte pretenderebbe che alzassimo la voce e mostrassimo i muscoli. Ma finora i risultati ci danno ragione. Quando è nato questo governo i Cinque Stelle lo volevano ad ogni costo, forti del loro 32%. Io non ero convinto, ma ci sono entrato con il mio 16%, per il bene dell'Italia. Loro pensavano di dettare l'agenda, e di svuotare il Pd in pochi mesi. Ora sta succedendo l'esatto contrario. Il Movimento si sta dividendo, senza afflato unitario, né slanci di condivisione, e sta perdendo consensi. Noi, che invece teniamo una posizione seria e coesa, stiamo risalendo la china, e ormai siamo a un passo dalla Lega. Il Pd sta consolidando il suo ruolo: il partito delle istituzioni, il pilastro sul quale si regge il governo, in una delle fasi più difficili della storia repubblicana".

Crimi: "Il M5s fa notizia perché è il cambiamento"

Il Movimento 5 stelle fa i conti con un confronto interno che a Roma sta lasciando strascichi. "Il dibattito interno è normale, come in tutte le forze politiche, ma quello che sento è una grande unità e spirito di squadra per fare cose buone nell'interesse del Paese. Quello che riguarda il MoVimento 5 Stelle fa tanto notizia perché in genere è l'unico strumento che si ha per contrastare il cambiamento che stiamo portando avanti" commenta il capo politico del MoVimento 5 Stelle Vito Crimi in una intervista al Tg2. 

Dal M5s trapela grossa soddisfazione per il dl rilancio.  "Con il decreto rilancio facciamo un altro passo avanti importante per far ripartire il Paese, stanziando 55 miliardi di euro in deficit e mobilitandone altri 100, per un totale di 155 miliardi di euro. Una risposta concreta alle richieste di tutti i lavoratori, imprese, commercianti, ristoratori e famiglie, ma anche alla scuola e al sistema sanitario nazionale" si legge in un post sul Blog delle Stelle. "Dopo il Cura Italia e il decreto liquidità - si legge ancora nel post - con il dl rilancio mettiamo in campo la risposta più corposa all`emergenza sanitaria, economica e sociale in corso. E non ci fermeremo qui!".

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Meloni: "Il governo ci ignora"

Malumori nel centrodestra. "Qualche settimana fa ricevetti una telefonata del Presidente Mattarella che ribadiva di chiederci la disponibilità a collaborare con il governo -  ha detto Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, a 'Porta a porta' - Poi la conferenza stampa in cui Conte ci attacca, e le nostre proposte tutte falcidiate in Parlamento. Ieri Conte si presenta in conferenza stampa e dice abbiamo 55 miliardi, ma quei 55 miliardi sono stati votati all'unanimità del Parlamento e sono sforamento di bilancio: sono debito. Noi non sappiamo niente di questo decreto, è tutto un problema interno alla maggioranza, nessuno ha ritenuto neanche lontanamente di coinvolgere l'altrà metà del Parlamento. E secondo me non è un modo intelligente di procedere, per cui auspico che magari il Presidente Mattarella voglia fare una telefonata anche al governo, perchè qualche idea buona da dare l'abbiamo, anche nel merito".

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