Altro che "stretta": il Dl Sanità sul gioco d'azzardo è un bluff

Caduto anche il divieto di vicinanza da scuole e ospedali, rimane solo la nuova regolamentazione sulla pubblicità di slot machine e videopoker

Doveva essere il 'decreto della stretta' sul gioco d'azzardo. Videopoker e slot machine avrebbero dovuto avere i giorni contati. Per tutelare la popolazione giudicata "a rischio" i punti gioco non avrebbero dovuto sorgere nei pressi di luoghi come scuole e ospedali. Invece, niente di tutto questo vedrà la luce.

Niente più distanza di sicurezza delle sale giochi e scommesse da scuole, ospedali e chiese: dal decreto Balduzzi di riordino della sanità è stata cancellata la norma che fissava, per l'apertura di queste sale, distanze minime dai luoghi sensibili. Rimane invece la restrizioni alle pubblicità dei giochi che verranno applicate dal 1 gennaio prossimo. E' quanto prevede l'ultima versione del decreto.

Riguardo alle distanze, i Monopoli dovranno riesaminare progressivamente la posizione delle sale slot eccessivamente vicine a scuole, chiese e ospedali, sulla base delle indicazioni trasmesse dai Comuni, ma in ogni caso tenendo in considerazione gli interessi del settore e il consolidamento del gettito.

Per quanto riguarda la pubblicità, è scomparso il riferimento alla fascia oraria protetta: in origine non si sarebbero potute trasmettere pubblicità dei giochi tra le 16 e le 19.30.

Rimane tuttavia il divieto di inserire spot sui giochi all'interno di programmi televisivi o proiezioni cinematografiche prevalentemente rivolte ai giovani, nonché via internet. Gli spot, inoltre, dovranno contenere indicazioni sui possibili rischi di dipendenza, e rinviare alle note informative che chiariscono quali siano le effettive chance di vincita.

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