Dl Sicurezza bis, la spunta Salvini: riammessi gli emendamenti della Lega

La Lega può festeggiare: riammessi gli emendamenti che riguardano i Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato e il ministero dell’Interno. Il vicepremier: "Vittoria su tutta la linea"

Foto di repertorio

Fa festa Matteo Salvini: con voto unanime dei gruppi parlamentari è stato riammesso nel Decreto Sicurezza Bis l'emendamento della Lega che riguarda le norme per i Vigili del Fuoco, tra cui gli straordinari. Stesso destino per gli emendamenti che riguardano la Polizia di Stato e il ministero dell’Interno, riammessi invece dal presidente della Camera Roberto Fico. L'ufficialità arriva in una lettera ai presidenti delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, in cui viene specificato che restano inammissibili soltanto le norme sulla Polizia locale.

Non si fa attendere il tweet di Matteo Salvini. "Vittoria su tutta la linea! Grazie all’insistenza della Lega - festeggia - sono stati riammessi tutti gli emendamenti a favore di Polizia e Vigili del Fuoco al Decreto Sicurezza: buono pasto, ore di straordinario, vestiario e uniformi, manutenzione di caserme, nuove sedi. Dalle parole ai fatti".

La Lega festeggia, i 5 stelle no

Ma il Movimento 5 Stelle non ci sta. “Deve essere chiara una cosa - dichiarano fonti M5S - il ministro Salvini poteva inserire le misure già nel decreto e farle approvare direttamente in cdm evitando così l’eventuale ammissibilità tecnica della Camera, ma non l’ha fatto, salvo oggi poi alzare uno scontro istituzionale per finire sui giornali. È un metodo che non ci appartiene". Anche l'urgenza di queste misure, secondo loro "non è mai stata portata all'attenzione del governo". "Da quel che vediamo le forze di Polizia oggi sono state usate per pura campagna elettorale e a pretesto per minacciare la caduta dell’esecutivo. Non fa onore a una istituzione che invece le forze di polizia dovrebbe difenderle sempre" chiosano.

La polemica Lega-M5s

Il botta e risposta tra Movimento 5 Stelle e Lega sugli emendamenti bloccati, rovente già da ieri, è ripreso questa mattina con toni incandescenti. “Non si cerchino pretesti per far cadere il governo, sono pronto a incontrare le forze di Polizia e le rappresentanze sindacali per spiegare loro la verità sugli emendamenti al Decreto Sicurezza bis. Conta la verità, non la propaganda. Invierò un invito formale in queste ore", ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, difendendosi dall'accusa dell'alleato Matteo Salvini, che poco prima lanciava un ultimatum minacciando l'armonia dell'accordo di governo. "O ci sono questi emendamenti - aveva tuonato il leader del Carroccio dalla conferenza stampa al Viminale - o vado dagli amici alleati e dico: o passa questo testo o è un problema serio e non si va avanti". La risposta del capo della Lega è diretta al post apparso sulla pagina Facebook del MoVimento, che puntava a spiegare le ragioni dei rallentamenti su alcuni punti nodali del decreto.

"Non capiamo perché Salvini continui a dire sciocchezze e falsità riguardo agli emendamenti sul Decreto Sicurezza Bis. Facciamo un attimo chiarezza - si legge - Gli emendamenti respinti, di cui parla Salvini, hanno anche la nostra firma. E questo Salvini lo sa bene. Dunque perché se la prende con il MoVimento? Perché ci attacca? Secondo quale logica?".

"È chiaro che non c’è un problema politico ma tecnico: di inammissibilità degli emendamenti, che non dipende dal MoVimento. Qui sembra che l’unico problema sia quello di cercare sempre consensi elettorali - attacca il M5S - sparando contro tutto e tutti. E questo non è un atteggiamento responsabile". "Capiamo l’esigenze meramente propagandistiche, capiamo il problema dei finanziamenti dei fondi oscuri, ma dalla Lega ci aspettiamo sincerità. Dovrebbero dire sempre la verità ai cittadini. Punto. Lavoriamo bene e con la massima trasparenza. Sempre", conclude il post.

In una nota precedente dei deputati a Cinque Stelle si leggeva: "Le commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera sono al lavoro. Le polemiche di queste ore però non aiutano. E’ necessario ricordare quanto accaduto: alcuni emendamenti al testo sono stati dichiarati inammissibili perché estranei al provvedimento, che è stato scritto e approvato in consiglio dei Ministri". "Trattandosi di un decreto legge, purtroppo, i margini di modifica sono limitati. E’ il regolamento a dirlo, non c’è alcuna volontà politica dietro. Siamo comunque riusciti a far rientrare nella discussione gli emendamenti che riguardano i buoni pasto per la Polizia.

"Ma è bene ricordare, a dimostrazione di quanto affermato, che su quegli emendamenti c’è anche la nostra firma! C’è solo una cosa da fare adesso: lavorare. Il punto è che se si evitano polemiche inutili, si può ancora risolvere la situazione. Ma bisogna volerlo in due. Basta con le polemiche a andiamo avanti", concludono i deputati M5s.

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