Il decreto Sicurezza è legge: cosa cambia (e perché il Pd ha protestato con maschere bianche)

Approvato il pacchetto di norme voluto da Salvini: stretta sull'immigrazione e sul sistema Sprar, ma anche Daspo urbano, reato di blocco stradale e taser alla polizia. Le prime critiche: “Aumenteranno gli stranieri irregolari”

Pd protesta in Aula con le maschere bianche (FOTO ANSA)

Con 396 sì e 99 no il decreto Sicurezza è diventato ufficialmente legge. Dopo il voto di fiducia e l'ok del Senato, il provvedimento fortemente voluto dal ministro dell'Interno Salvini è stato approvato anche alla Camera. A votare a favore del pacchetto di misure, oltre a Lega e Movimento 5 Stelle, sono stati anche alcuni gruppi del centrodestra. Esultanza e festeggiamenti tra i banchi della Lega dopo l'approvazione del decreto Sicurezza, con il leader del Carroccio raggiante: “Bene, sono molto contento, giornata memorabile. Sono soddisfatto che sia rimasto qualche reduce di sinistra a ritenere che l’immigrazione clandestina non sia un problema e che la sicurezza sia una cosa di destra, mentre è una cosa di tutti”. Nessuna ondata di giubilo tra i 5 stelle, mentre i deputati del Pd hanno messo in scena una protesta indossando delle maschere bianche 'invisibili'.

La protesta del Pd: in Aula con le maschere bianche

Dopo l'approvazione del decreto Sicurezza gli esponenti del Partito Democratico alla Camera hanno  protestato contro il pacchetto di misure indossando una maschera sul volto. Qual è il significato di questa sorta di flashmob in Aula? A spiegarlo sono gli stessi deputati dem: “Questo decreto creerà persone invisibili”. A finire nel mirino delle critiche è soprattutto la stretta del governo sul circuito delle Sprar e sui permessi umanitari per i richiedenti asilo, come è facile intuire dalle parole di Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla Camera: “State creando centomila persone senza più nome né volto, oggi sono seguite dai comuni, domani saranno espulse dai percorsi regolari ma non spariranno: vagheranno come fantasmi per le nostre città”. 

Cosa c'è nel decreto Sicurezza

Prima di approfondire gli effetti e le critiche del decreto, vediamo nel dettaglio quali sono le principali misure previste dal pacchetto tanto voluto da Salvini:

  • Centri di permanenza: Sul fronte immigrazione, il decreto prevede il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio, che passa da 90 a 180 giorni;
  • Permessi di soggiorno: Il decreto prevede poi l'abrogazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari sostituiti con permessi per meriti civili o per cure mediche o se il Paese di origine vive una calamità naturale.
  • Sprar: Quanto agli Sprar, continueranno ad esistere ma limitatamente ai richiedenti di protezione umanitaria e ai minori accompagnati.
  • Revoca del permesso: Il dl prevede, inoltre, l'ampliamento dei reati che provocano la revoca del permesso di rifugiato (violenza sessuale, spaccio di droga, violenza a pubblico ufficiale).
  • Daspo: Per quanto riguarda le 'disposizioni in materia di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa', il decreto prevede l'estensione del 'daspo' per i sospettati di avere a che fare con il terrorismo internazionale e l'estensione del daspo urbano anche ad aree quali mercati e fiere.
  • Revoca della cittadinanza: Per i colpevoli di reati con finalità di terrorismo scatterà poi la revoca della cittadinanza.
  • Agenzia Nazionale beni sequestrati alla mafia: Il dl contempla il potenziamento degli organici dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie.
  • Taser: Quanto alla sperimentazione di armi ad impulsi elettrici (taser), viene estesa agli operatori della polizia municipale di Comuni con più di 100.000 abitanti. 
  • Fino a quattro anni per la cittadinanza:  Si ampliano i termini (da 2 a 4 anni) per l'istruttoria della domanda di concessione della cittadinanza, che verrà concessa solo se si conosce l'italiano.
  • Lista dei Paesi sicuri: Esame accelerato delle domande di protezione per chi proviene dai paesi inseriti nella lista.
  • Braccialetto elettronico per stalker: Controllo con il braccialetto elettronico degli imputati per maltrattamenti in famiglia e stalking.
  • Contratti noleggio auto-camion a forze di polizia: Norma voluta dall'antiterrorismo per prevenire attentati con auto e camion contro la folla. I dati di chi stipula contratti di noleggio devono essere preventivamente comunicati alle forze di polizia.
  • Stretta sugli sgomberi: Sanzioni più severe per chi promuove od organizza l'occupazione di immobili (da 2 a 4 anni) e estensione dell'uso di intercettazioni nelle indagini nei loro confronti.
  • Negozietti etnici, decidono i sindaci: I primi cittadini potranno disporre, fino a 30 giorni, limitazioni agli orari di vendita degli esercizi commerciali interessati da "fenomeni di aggregazione notturna" anche in zone non centrali.
  • Accattonaggio e parcheggiatori abusivi: Introduzione del reato di 'esercizio molesto dell'accattonaggio (fino a 6 mesi che aumenta a 3 anni nel caso si impieghino minori) e sanzioni più aspre per i parcheggiatori abusivi: in caso di utilizzo di minori o di recidiva scatta l'arresto e si rischia un anno di carcere.
  • La sicurezza negli stadi: Le società sportive dovranno versare più soldi per garantire la sicurezza negli stadi. La percentuale della vendita dei biglietti che dovrà essere destinata a questo scopo passa dall'1-3% al 5-10%.

Cosa cambia con il decreto Sicurezza

Mentre Salvini brinda all'approvazione del decreto, sono in molti a chiedersi quali saranno i reali effetti delle nuove norme, soprattutto quelle che riguardano l'immigrazione. In un primo momento il decreto viaggiava sui due pacchetti separati di norme, uno sull’immigrazione e l'altro sulla sicurezza, poi riuniti nel cosiddetto “Decreto Salvini”. Per il vicepremier la nuova legge migliorerà la sicurezza dei cittadini e renderà più efficace la gestione dell’immigrazione, ma c'è chi sostiene che sia incostituzionale e che invece avrà effetti controproducenti, provocando un aumento del numero degli stranieri irregolari nel nostro Paese. 

Le misure più criticate del decreto sono soprattutto quelle che riguardano i migranti in arrivo sulle coste italiane: si tratta di diversi provvedimenti, che però sembrano avere tutti lo stesso scopo, vale a dire quello di rendere meno agevole la permanenza in Italia dei richiedenti asilo, facilitando invece la possibilità di togliere lo status di protezione in caso di reati. Il punto maggiormente criticato è quello che riguarda la cancellazione dei permessi di soggiorno umanitari, che prima duravano per due anni e davano accesso al lavoro e alle prestazioni sociali. Con la nuova legge vengono introdotti dei permessi speciali per protezione sociale, per ragioni di salute, per calamità naturale nel paese d’origine, della durata massima di un anno invece che due. Sempre in tema di immigrazione e ospitalità, il decreto raddoppia da 90 a 180 giorni il tempo massimo nel quale gli stranieri possono essere obbligati a rimanere nei Centri di permanenza per il rimpatrio, con un incremento di fondi per effettuare in maniera più rapida gli stessi rimpatri.

Un altro punto chiave del decreto finito nel mirino dei detrattori è quello che riguarda il depotenziamento del sistema SPRAR, ossia l'accoglienza gestita dai comuni che serve a fornire ai richiedenti asilo corsi di lingue e altri percorsi di integrazione. A tale sistema potranno accedere soltanto gli immigrati che avranno ottenuto la protezione internazionale, mentre chi è ancora richiedente rimarrà escluso.

"Discriminarono i migranti", ora i Comuni anti-accoglienza sono condannati a risarcire

Come detto in precedenza, il decreto è composto anche da norme che non riguardano soltanto l'immigrazione. Tra le novità introdotte in materia di sicurezza ci sono anche le norme che vanno ad aumentare i poteri di sindaci, prefetti e questori  in materia di decoro urbano e tutela dell’ordine pubblico, con l'ampliamento del cosiddetto “Daspo urbano”, che permette ad ogni primo cittadino di allontanare da alcune zone della città persone che mettono a rischio la salute dei cittadini o il decoro urbano. Il dl introduce anche il reato di blocco stradale per chi interrompe una strada o i binari del treno, reato che prima era stato degradato ad illecito amministrativo. Infine viene ufficializzata la sperimentazione del taser, ossia le pistole con scariche elettriche, che verranno date in dotazione alle forze di polizia municipale di città con almeno 100 mila abitanti.

Decreto Sicurezza: effetti e critiche

A scagliarsi contro la nuova legge dopo l'approvazione alla Camera sono stati soprattutto giuristi,  esperti di flussi migratori e organizzazioni non governative. In primis il testo è stato definito incostituzionale in quanto non soddisferebbe i requisiti di omogeneità e urgenza necessari per tutti i decreti legge, mentre  si teme che il ridimensionamento del sistema SPRAR possa provocare un 'ingolfamento' delle gradi strutture che offrono soltanto servizi essenziali, i cosiddetti “nuovi ghetti”.

Infine, la valutazione più discordante con le previsioni del governo riguarda la paventata diminuzione del numero di stranieri irregolari in Italia. Sono in molti a pensare che con la nuova legge andranno ad aumentare, invece che diminuire, gli immigrati senza alcun tipo di permesso (quindi irregolari) che non possono lavorare e ricevere incentivi o prestazioni sociali.

Secondo le stime pubblicate dal centro studi ISPI, il decreto Sicurezza provocherà 60mila residenti irregolari aggiuntivi da qui al 2020, da aggiungere ai 600mila che si stima siano già presenti nello Stivale.

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Commenti (3)

  • Salvini avanti con coraggio !!! GRANDE !!!!!!!!!

  • 2008-2009 chi c'era al governo? il periodo con più immigrati.... facevano comodo sottopagarli al posto degli italiani, e poi quando c'è stata la sinistra erano un problema.... non dimentico.... come la maggior parte degli italiani

  • Il sistema SPRAR è quello che ha riempito le nostre città di immigrati che passeggiano per il paese con le cuffie BETS da 200€ alle orecchie? Ottima integrazione, grazie Pd, ma si stava meglio prima.

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